venerdì 10 settembre 2010

ll Sistema Preventivo Nell’educazione della gioventù

ll Sistema Preventivo nell’educazione della gioventù
Pedagogista: San Giovanni Bosco

Più volte fui richiesto di esprimere verbalmente o per iscritto alcuni
pensieri attorno al così detto Sistema Preventivo, che si suole usare nelle nostre
case. Per mancanza di tempo non ho potuto finora appagare questo desiderio, e
presentemente volendo stampar il regolamento che finora si è quasi sempre
usato tradizionalmente, credo opportuno darne qui un cenno che però sarà come
l’indice di un’operetta che vo preparando, se Dio mi darà tanto di vita da
poterla terminare, e ciò unicamente per giovare alla difficile arte della giovanile
educazione. Dirò adunque: in che cosa consiste il Sistema Preventivo, e perché
debbasi preferire; sua pratica applicazione, e suoi vantaggi.

11..IN CHE COSA CONSISTE IL SISTEMA PREVENTIVO E PERCHE’ IN CHE COSA CONSISTE IL SISTEMA PREVENTIVO E PERCHE’
DEBBASI PREFERIRE. DEBBASI PREFERIRE.

Due sono i sistemi in ogni tempo usati nella educazione della gioventù:
Preventivo e Repressivo. Il Sistema Repressivo consiste nel far conoscere la legge
ai sudditi, poscia sorvegliare per conoscerne i trasgressori ed infliggere, ove sia
d’uopo, il meritato castigo. In questo sistema le parole e l’aspetto del Superiore
debbano sempre essere severe, e piuttosto minaccevoli, ed egli stesso deve evitare
ogni familiarità coi dipendenti.
Il direttore per accrescere valore alla sua autorità dovrà trovarsi di rado
tra i suoi soggetti e per lo più solo quando si tratta di punire o di minacciare.
Questo sistema è facile, meno faticoso e giova specialmente nella malizia e
in generale tra le persone adulte ed assennate che devono da se stesse essere in
grado di sapere e ricordare ciò che è conforme alle leggi e alle altre prescrizioni.
Diverso, e direi, opposto è il Sistema Preventivo. Esso consiste nel far
conoscere le prescrizioni e i regolamenti di un Istituto e poi sorvegliare in guisa,
che gli allievi abbiano sempre sopra di loro l’occhio vigile del direttore o degli
assistenti, che come padri amorosi parlino, servano di guida ad ogni evento,
diano consigli ed amorevolmente correggano, che è per dire: mettere gli allievi
nella impossibilità di commettere mancanze.
Questo sistema si appoggia tutto sopra la ragione, la religione, e sopra
l’amorevolezza; perciò esclude ogni castigo violento e cerca di tener lontano gli
stesi leggeri castighi. Sembra che questo sia preferibile per le seguenti ragioni:

a)L’allievo preventivamente avvisato non resta avvilito per le mancanze
commesse, come avviene quando esse vengono deferite al Superiore. Né mai si
adira per la correzione fatta o per castigo minacciato oppure inflitto, perché in
esso vi è sempre un avviso amichevole e preventivo che lo ragiona, e per lo più
riesce a guadagnare il cuore, cosicché l’allievo conosce la necessità del castigo e b)La ragione più essenziale è la mobilità giovanile, che in un momento dimentica
le regole disciplinari, i castighi che quelle minacciano. Perciò spesso un fanciullo
si rende colpevole e meritevole di una pena, cui non ha badato, che niente affatto
ricordava nell’atto del fallo commesso e che avrebbe per certo evitato se una
voce amica l’avesse ammonito.
c)Il Sistema Repressivo può impedire un disordine, ma difficilmente farà
migliori i delinquenti; e si è osservato che i giovanetti non dimenticano i castighi
subiti, e per lo più conservano amarezza con desiderio di scuotere il giogo e
anche di farne vendetta. Sembra talora che non ci badino, ma chi tiene dietro ai
loro andamenti conosce che sono terribili le reminiscenze della gioventù; e che
dimenticano facilmente le punizioni dei genitori, ma assai difficilmente quelle
degli educatori.
d)Vi sono fatti di alcuni che in vecchiaia vendicarono brutalmente certi castighi
toccati giustamente in tempo di loro educazione. Al contrario il Sistema
Preventivo rende amico l’allievo, che nell’assistente ravvisa un benefattore che
lo avvisa, vuol farlo buono, liberarlo dai dispiaceri, dai castighi, dal disonore.
e)Il Sistema Preventivo rende avvisato l’allievo in modo che l’educatore potrà
tuttora parlare col linguaggio del cuore sia in tempo della educazione, sia dopo
di essa. L’educatore, guadagnato il cuore del suo protetto, potrà esercitare sopra
di lui un grande impero, avvisarlo, consigliarlo ed anche correggerlo allora
eziandio che si troverà negli impieghi, negli uffici civili e nel commercio. Per
queste e molte altre ragioni, pare che il Sistema Preventivo debba prevalere al
Repressivo.

22..APPLICAZIONE DEL SISTEMA PREVENTIVO. APPLICAZIONE DEL SISTEMA PREVENTIVO.

La pratica di questo sistema è tutta appoggiata sopra le parole di san
Paolo che dice:“Charitas benigna est, patiens est; omnia suffert, omnia sperat,
omnia sustinet: La carità è benigna e paziente; soffre tutto, ma spera tutto e
sostiene qualunque disturbo”. Perciò soltanto il cristiano può con successo
applicare il Sistema Preventivo. Ragione e religione sono gli strumenti di cui
deve costantemente far uso l’educatore, insegnarli, egli stesso praticarli se vuol
essere ubbidito ed ottenere il suo fine.
a)Il direttore pertanto deve essere tutto consacrato a’ suoi educandi, né mai
assumersi impegni che lo allontanino dal suo ufficio, anzi trovarsi sempre coi
suoi allievi tutte le volte che non sono obbligatamente legati da qualche
occupazione, eccetto che siano da altri debitamente assistiti.
b)I maestri, i capi d’arte, gli assistenti devono essere di moralità conosciuta.
Studino di evitare come la peste ogni sorta di affezioni od amicizie particolari
cogli allievi, e si ricordino che il traviamento di un solo può compromettere un
istituto educativo. Si faccia in modo che gli allievi non siano mai soli. Per quanto
è possibile gli assistenti li precedano nel sito dove devonsi raccogliere; si
trattengano con loro fino a che siano da altri assistiti; non li lascino mai
disoccupati. c)Si dia ampia libertà di saltare, correre, schiamazzare a piacimento. La
ginnastica, la musica, la declamazione, il teatrino, le passeggiate sono mezzi
efficacissimi per ottenere la disciplina, giovare alla moralità ed alla sanità. Si
badi soltanto che la materia del trattenimento, le persone che intervengono, i
discorsi che hanno luogo non siano biasimevoli. “Fate tutto quello che volete –
diceva il grande amico della gioventù san Filippo Neri, - a me basta che non
facciate peccati”.
d)La frequente confessione, la frequente comunione, la messa quotidiana sono le
colonne che devono reggere un edificio educativo, da cui si vuole tener lontana la
minaccia e la sferza. Non mai obbligare i giovanetti alla frequenza dei santi
Sacramenti, ma soltanto incoraggiarli e porgere loro comodità di approfittarne.
Nei casi poi di esercizi spirituali, tridui, novene, predicazioni, catechismi si faccia
rilevare la bellezza, la grandezza, la santità di quella Religione che propone dei
mezzi così facili, così utili alla civile società, alla tranquillità del cuore, alla
salvezza dell’anima, come appunto sono i santi Sacramenti. In questa guisa i
fanciulli restano spontaneamente invogliati a queste pratiche di pietà, vi si
accosteranno volentieri con piacere e con frutto.
e)Si usi la massima sorveglianza per impedire che nell’istituto siano introdotti
compagni, libri o persone che facciano cattivi discorsi. La scelta d’un buon
portinaio è un tesoro per una casa di educazione.
f)Ogni sera dopo le ordinarie preghiere, e prima che gli allievi vadano a riposo,
il direttore, o chi per esso, indirizzi alcune affettuose parole in pubblico dando
qualche avviso, o consiglio intorno a cose da farsi o da evitarsi; e studi di
ricavare le massime da fatti avvenuti in giornata nell’istituto o fuori; ma il suo
sermone non oltrepassi mai i due o tre minuti. Questa è la chiave della moralità,
del buon andamento e del buon successo dell’educazione.
g)Si tenga lontano come la peste l’opinione di taluno che vorrebbe differire la
prima comunione ad età troppo inoltrata, quando per lo più il demonio ha preso
possesso del cuore di un giovanetto a danno incalcolabile della sua innocenza.
Secondo la disciplina della Chiesa primitiva si solevano dare ai bambini le ostie
consacrate che sopravanzavano nella comunione pasquale. Questo serve a farci
conoscere quanto la Chiesa ami che i fanciulli siano ammessi per tempo alla
santa comunione. Quando un giovanetto sa distinguere tra pane e pane, e palesa
sufficiente istruzione, non si badi più all’età e venga il Sovrano Celeste a regnare
in quell’anima benedetta.
h)I catechismi raccomandano la frequente comunione, san Filippo Neri la
consigliava ogni otto giorni ed anche più spesso. Il Concilio Tridentino dice
chiaro che desidera sommamente che ogni fedele cristiano quando va ad
ascoltare la santa Messa faccia eziandio la comunione. Ma questa comunione
non sia solo spirituale, ma bensì sacramentale, affinchè si ricavi maggior frutto
da questo augusto e divino Sacrificio.


33..UTILITA’ DEL SISTEMA PREVENTIVO. UTILITA’ DEL SISTEMA PREVENTIVO.

Taluno dirà che questo sistema è difficile in pratica. Osservo che da parte
degli allievi riesce assai più difficile, più soddisfacente, più vantaggioso. Da parte
poi degli educatori racchiude alcune difficoltà che però restano diminuite, se
l’educatore si mette con zelo all’opera sua. L’educatore è un individuo
consacrato al bene dei suoi allievi, perciò deve essere pronto ad affrontare ogni
disturbo, ogni fatica per conseguire il suo fine, che è la civile, morale, scientifica
educazione dei suoi allievi.

Oltre ai vantaggi sopra esposti si aggiunge ancora qui che:

a)L’allievo sarà sempre pieno di rispetto verso l’educatore e ricorderà ognor con
piacere la direzione avuta, considerando tuttora quali padri e fratelli i suoi
maestri e gli altri superiori. Dove vanno questi allievi per lo più sono la
consolazione della famiglia, utili cittadini e buoni cristiani.
b)Qualunque sia il carattere, l’indole, lo stato morale di un allievo all’epoca
della sua accettazione, i parenti possono vivere sicuri che il loro figlio non potrà
peggiorare, e si può dare per certo che si otterrà sempre qualche miglioramento.
Anzi certi fanciulli che per molto tempo furono il flagello dei parenti e perfino
rifiutati dalle case correzionali, coltivati secondo questi principi, cangiarono
indole, carattere, si diedero ad una vita costumata, e presentemente occupano
onorati uffici nella società, divenuti così il sostegno della famiglia e il decoro del
paese in cui dimorano.
c)Gli allievi che per un’avventura entrassero in un Istituto con tristi abitudini
non possono danneggiare i loro compagni. Né i giovanetti buoni potranno
ricevere nocumento da costoro, perché non vi sarebbe né tempo, né luogo, né
opportunità, perché l’assistente che supponiamo presente, vi porrebbe tosto
rimedio.

44..UNA PAROLA SUI CASTIGHI. UNA PAROLA SUI CASTIGHI.

Che regola tenere nell’infliggere castighi? Dove è possibile, non si faccia
mai uso di castighi; dove la necessità chiede la repressione, si ritenga quanto
segue:
a)L’educatore tra gli allievi cerchi di farsi amare, se vuole farsi temere. In
questo caso la sottrazione di benevolenza è un castigo che eccita l’emulazione, dà
coraggio e non avvilisce mai.
b)Presso ai giovanetti è castigo quello che si fa servire per castigo. Si è osservato
che uno sguardo non amorevole sopra taluni produce maggior effetto che non
farebbe uno schiaffo. La lode quando una cosa è ben fatta, il biasimo quando vi
è trascuratezza, è già un premio o un castigo. c)Eccettuati rarissimi casi, le correzioni, i castighi non si diano mai in pubblico,
ma privatamente, lungi fai compagni, e si usi massima prudenza e pazienza per
fare che l’allievo comprenda il suo torto con la ragione e con la religione.
d)Il percuotere in qualunque modo, il mettere in ginocchio con posizione
dolorosa, il tirar le orecchie ed altri castighi simili debbonsi assolutamente
evitare, perché sono proibiti dalle leggi civili, irritano grandemente i giovani ed
avviliscono l’educatore.
e)Il direttore faccia ben conoscere le regole, i premi e i castighi stabiliti dalle
leggi di disciplina, affinchè l’allievo non si possa scusare dicendo: Non sapevo
che ciò fosse condannato o proibito.

Se nelle nostre case si metterà in pratica questo sistema, io credo che
potremo ottenere grandi vantaggi senza venire né alla sferza, né ad altri violenti
castighi.
Da circa quarant’anni tratto con la gioventù, e non mi ricordo d’aver
usato castighi di sorta, e con l’aiuto di Dio ho sempre ottenuto non solo quanto
era di dovere, ma eziandio quello che semplicemente desideravo, e ciò da quegli
stessi fanciulli, pei quali sembrava perduta la speranza di buona riuscita.
Don Bosco (1877)

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