sabato 28 marzo 2015

Competenza trasversale

Competenza trasversale

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Con competenze trasversali si intendono quelle caratteristiche personali dell’individuo che entrano in gioco quando egli risponde ad una richiesta dell'ambiente organizzativo e che sono ritenute essenziali in ambito lavorativo per trasformare una conoscenza in comportamento. Il termine è dunque utilizzato per indicare capacità ad ampio spettro, non specifiche di una professione o di un ambiente organizzativo ed applicabili a compiti e contesti diversi.
Il concetto è simile a quello che in inglese viene denominato core skills, key skills, cross competencies, in Germania Schlüsselqualifikationen, übergreifende Kompetenzen e in Francia compétences transversales.
Esempio di competenze trasversali: capacità di diagnosi, di relazione, di problem solving, di decisione, di comunicazione, di organizzazione del proprio lavoro, di gestione del tempo, di adattamento a diversi ambienti culturali, di gestione dello stress, attitudine al lavoro di gruppo, spirito di iniziativa, flessibilità, visione d’insieme.

“Competenze trasversali” è l’espressione usata per denominare un vasto insieme di abilità
della persona, implicate in numerosi tipi di compiti lavorativi, dai più elementari ai più
complessi, ed esplicate in situazioni operative tra loro diverse. In altre parole, ci si riferisce
ad abilità di carattere generale, a largo spettro, relative ai processi di pensiero e
cognizione, alle modalità di comportamento nei contesti sociali e di lavoro, alle modalità e
capacità di riflettere e di usare strategie di apprendimento e di auto-correzione della
condotta. Tali abilità connotano il modo di impostare e di regolare la personale esperienza
di lavoro e si specificano ulteriormente e progressivamente nel corso del! ‘apprendimento
on the job e della storia lavorativa della persona.
Il grado di padronanza con cui il soggetto gestisce queste competenze non solo influenza
e modula la qualità della sua prestazione attraverso le strategie che è in grado di mettere
in atto, ma influisce sulla qualità e sulle possibilità di sviluppo delle sue risorse
(conoscenze, cognizioni e rappresentazioni, elementi di identità) attraverso la qualità delle
informazioni che è in grado di raccogliere, delle relazioni che sa instaurare, dei feed-back
che riesce a ottenere e di come sa utilizzarli per riorganizzare la sua conoscenza e
capacità operativa.
Le competenze trasversali fanno dunque riferimento ad operazioni fondamentali proprie di
qualunque persona posta di fronte ad un compito o a un ruolo lavorativo (e non):
diagnosticare (la situazione, il compito, il ruolo organizzativo, il problema, se Stesso),
relazionarsi con altri per rispondere alle richieste della situazione lavorativa (fatta di
persone, macchine e strumenti, regole, procedure, ecc.), affrontare le richieste specifiche
(della situazione, del compito, del problema, del ruolo), riflettere sul proprio agire e sulle
esperienze vissute nella vita professionale e lavorativa.
La particolare natura delle competenze trasversali necessita di strumenti che misurino il
grado di padronanza delle stesse, in modo coerente con l’economia dell’intero percorso e
quindi integrate con le competenze tecnico professionali.
Il processo di acquisizione è infatti da rilevare non a se stante, bensì come progressione di
consapevolezza del patrimonio personale di strategie da attivare, per rendere efficace la
propria performance lavorativa e soddisfacente il proprio grado di inserimento
nell’ambiente sociale.

2. Le competenze relative al relazionarsi coinvolgono una complessa gamma di abilità che
permettono di stabilire un rapporto costruttivo con altri individui nello stesso contesto di
lavoro o con membri di altri gruppi di lavoro, con clienti o utenti e con il sistema tecnico
che caratterizza l’ambiente lavorativo.
Mettersi in relazione efficacemente con altri presuppone lo sviluppo di una adeguata
“competenza sociale”, intesa come un insieme di abilità di natura socio-emozionale
(fiducia relazionale, espressione e controllo delle emozioni, gestione dell’ansia, etc.)
cognitiva (leggere in modo adeguato la situazione, percepire correttamente l’altro e le sue
richieste, ecc.) e comportamentale (stili di ascolto, di comunicazione, ecc.) messi in atto
nell’interazione.
RELAZIONARSI
(Unita relativa alle interazioni sociali in un contesto organizzativo)
A – Standard minimo delle competenze
Il soggetto è in grado di:
1. "Comunicare in un contesto organizzativo e di lavoro" ovvero comunicare
con altri nel contesto di lavoro, in situazioni di interazione diretta o
mediata da strumenti di diversa natura (cartacei, informatici, telematici)
2. "Lavorare in gruppo" ovvero operare attivamente nel gruppo di lavoro per
affrontare problemi, progettare soluzioni, produrre risultati collettivi
3. "Negoziare" ovvero concertare e negoziare con altri soluzioni e risorse, in
situazione interpersonale e di gruppo
1.
Per "comunicare in un contesto organizzativo e di lavoro"
Il soggetto ha bisogno di sapere come:
Dare e chiedere informazioni a livello interpersonale e di gruppo di lavoro
Adattare i propri stili e le proprie strategie comunicative alle esigenze del
contesto e degli interlocutori individuali e collettivi
Differenziare i vari contesti comunicativi e interattivi, riconoscendo le
specifiche strategie comunicative e di feed-back adottate dagli altri (colleghi,
superiori, collaboratori)
Dare e ricevere informazioni con l'ausilio di strumenti (comunicazione orale,
scritta, telefonica, mediata dal computer ecc.)
Codificare e decodificare i messaggi verbali e non verbali e quelli inviati con
supporti di natura differente

2.
Per "lavorare in gruppo"
Il soggetto ha bisogno di sapere come:
Inserirsi in modo efficace in una rete comunicativa e riconoscere i principali
fenomeni dell'interazione in un gruppo
Confrontare con altri la propria rappresentazione di un problema o di una
Situazione
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2.
Per "lavorare in gruppo"
Il soggetto ha bisogno di sapere come:
Inserirsi in modo efficace in una rete comunicativa e riconoscere i principali
fenomeni dell'interazione in un gruppo
Confrontare  con  altri  la  propria  rappresentazione  di  un  problema  o  di  una
situazione
Riconoscere e modificare le proprie modalità di relazione sulla base dei feed-
back ricevuti
Riconoscere e controllare gli effetti dell' influenzamento sociale sulle attività di
diagnosi collettiva e di decisione collettiva
Utilizzare tecniche di problem-setting collettivo
Comparare le diverse soluzioni per facilitare la presa di decisione collettiva
3.
Per "negoziare"
Il soggetto ha bisogno di sapere come:
Riconoscere i principali fenomeni che caratterizzano le dinamiche interne a un
gruppo di lavoro e le relazioni tra gruppi
Valutare  la  natura  delle  divergenze,  dei  vincoli  e  delle  risorse  per  definire
obiettivi realistici di soluzione
Argomentare e utilizzare modalità di comunicazione persuasiva nelle relazioni
interpersonali e nel gruppo di lavoro
Diagnosticare rapidamente situazioni di possibile conflitto interpersonale e di
gruppo
Differenziare tecniche e stili di mediazione, concertazione e negoziazione, in
relazione al contesto e agli scopi da raggiungere
Gestire situazioni di conflittoCompetenze trasversali
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B – Declinazione di livello
Il soggetto deve dimostrare di:
1.  "Comunicare in un contesto organizzativo e di lavoro" ovvero comunicare
con altri nel contesto di lavoro, in situazioni di interazione diretta o mediata
da strumenti di diversa natura (cartacei, informatici, telematici)
2.  "Lavorare in gruppo" ovvero operare attivamente nel gruppo di lavoro per
affrontare problemi, progettare soluzioni, produrre risultati collettivi
3.  "Negoziare" ovvero concertare e negoziare con altri soluzioni e risorse, in
situazione interpersonale e di gruppo
Costruire presentazioni di sé adeguate al contesto 
Scambiare informazioni con altri utilizzando la forma
scritta e orale; scambiare informazioni con altri
utilizzando anche strumenti informatici e telematici
Decodificare efficacemente messaggi verbali e non
verbali; ascoltare e sapersi decentrare nella
comunicazione; riconoscere sentimenti ed emozioni e
saperli esprimere in modo adeguato al contesto
(interazione con i pari, con i superiori, nel gruppo di
lavoro)
Costruire messaggi chiari e comprensibili utilizzando
anche la forma scritta e i mezzi informatici e saper
decodificare efficacemente messaggi che utilizzano la
forma scritta o informatica
Riconoscere e saper utilizzare stili comunicativi
differenziati rispetto ai diversi interlocutori e saper
pianificare una strategia comunicativa nelle relazioni
interpersonali e nel contesto del gruppo di lavoro
Riconoscere e valutare gli effetti della strategia
comunicativa adottata e saper utilizzare i feed-back per
modificarla in tempo reale
Adattamento delle informazioni da trasmettere
in base alle caratteristiche dell’interlocutore 
Scelta e uso di differenti mezzi comunicativi ed
espressivi 
Coinvolgimento e apertura di sé nell’interazione
“faccia a faccia” 
Individuazione delle caratteristiche
dell’interazione e mantenimento dell’equilibrio
negli scambi comunicativi
2.
Comunicare efficacemente all'interno del proprio gruppo
di lavoro
Mantenere un ruolo propositivo nel gruppo di lavoro
Contribuire a diagnosticare la natura dei problemi e ad
adottare procedure di decisione efficaci
Cooperare per produrre soluzioni e risultati collettivi
Valutare la qualità delle prestazioni personali e
collettive e a ricercare soluzioni migliorative
Scegliere e utilizzare strategie efficaci di mediazione e
concertazione
Proporre e utilizzare tecniche di la negoziazione
all’interno del gruppo di lavoro e fra gruppi nella stessa
organizzazione
Utilizzare stili di negoziazione differenziati, in
relazione agli obiettivi, al contesto, alle risorse e ai
vincoli presenti
Gestire efficacemente il conflitto interpersonale,
intragruppo e tra gruppi.

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Ad esempio, al termine dell’attività formativa, il soggetto affronta un’Analisi di caso. Egli è
posto di fronte a un caso concreto che evidenzia l’andamento reale di un’attività lavorati va
in un dato contesto (in cui vi è un coinvolgimento di obiettivi, di mezzi di esecuzione del
lavoro  e  di  capacità  di  natura  differente).  Deve  essere  in  grado  di  riconoscere  (e
descrivere  in  apposita  scheda)  i  fattori  importanti  che  sono  intervenuti  nella  situazione
data, integrare l’analisi della situazione cercando le informazioni necessarie, comprendere
il  tipo  di  difficoltà  incontrate,  classificare  il  tipo  di  errori  emersi,  segnalare  in  termini
preventivi il tipo di condotte preferenziali da adottare in situazioni analoghe.
RELAZIONARSI
Valutazione  dell’elemento  1.  La  valutazione  delle  competenze  relative  a  questo
elemento  avviene  attraverso  differenti  tipi  di  prove  che  possono  focalizzarsi  su  abilità
attivate nel corso dell’attività formativa. In particolare si propongono due tipi di prove: a) la
prima consiste nel far predisporre all’allievo un Report comunicativo differenziato. Si tratta
di  una  relazione  con  contenuto  informativo  prefissato,  ma  modulato  in  diversi  formati
espressivi e comunicativi a seconda degli interlocutori proposti (un collega, un superiore,
un cliente). Tale prova (una sorta di “capolavoro” comunicativo) dovrà essere valutata in
rapporto al grado di padronanza dei mezzi espressivi e comunicativi. b) la seconda prova
consiste  in  un  Colloquio  reale,  condotto  da  una  figura  esterna  al  progetto  formativo,
osservando  poi  le  modalità  comunicative  e  comportamentali  del  soggetto  e  richiedendo
una serie di autovalutazioni mediante scheda di fine colloquio.
Valutazione dell’elemento 2. La valutazione delle competenze relative alla Unità avviene
attraverso  il  riconoscimento  del  grado  di  utilizzazione  delle  competenze  relazionali  che
caratterizzano l’esperienza del gruppo di lavoro, senza entrare nel dettaglio delle singole
abilità attivate. In altri termini si suggerisce di predisporre, ad esempio, una specifica prova
organizzata  sotto  forma  di  “situazione  di  discussione  in  gruppo”  su  un  argomento
problematico  e  di  valutare,  mediante  schede  di  osservazione,  il  contributo  fornito  dai
singoli partecipanti al conseguimento della decisione finale. Inoltre, al singolo soggetto può
essere  richiesta  l’elaborazione  di  un  Report  sintetico,  descrittivo  dell’andamento  della
simulazione,  costruito  con  un  linguaggio  appropriato  e  teso  a  giudicare  le  modalità  di
analisi della situazione sperimentata e la qualità delle decisioni collettive che sono state
prese.
Valutazione  dell’elemento  3.  La  valutazione  delle  competenze  relative  a  questo
elemento  può  avvenire  attraverso  due  possibili  modalità:  a)  la  prima  consiste  nella
predisposizione  di  una  sessione  del  gruppo  di  lavoro  dedicata  a  risolvere  un  “Caso  di
divergenza intragruppo “, assegnato secondo la tecnica del role-playing in maniera che si
confrontino due sottogruppi con l’obiettivo di pervenire in un tempo stabilito a una qualche
forma  di  soluzione.  I  valutatori,  mediante  opportune  schede  di  osservazione  potranno
registrare  il  contributo  individuale  alla  realizzazione  dei  prodotto  finale.  b)  la  seconda
consiste  in  una  Report  individuale  basato  sull’analisi  dettagliata  di  un  “caso  di
negoziazione tra gruppi”, scritto con un linguaggio appropriato e teso a ricostruire le
del processo, le strategie adottate dalle parti in causa, le alternative di soluzione proposte
dal soggetto.




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