
Ministero dell’Istruzione,
dell’ Università e della Ricerca
Indicazioni
nazionali per il curricolo
della scuola
dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione
Settembre 2012
RESPONSABILITÀ, CONTRIBUTI E RINGRAZIAMENTI
Le presenti
Indicazioni nazionali sono state elaborate ai sensi dell’articolo 1, comma 4,
del decreto del Presidente della Repubblica
20 marzo 2009, n. 89, secondo i criteri indicati nella C.M. n. 31 del 18 aprile
2012 con la supervisione del Sottosegretario di Stato Marco Rossi-Doria su
delega del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Francesco
Profumo.
Hanno collaborato
alla stesura di questo documento:
Il nucleo redazionale: Giancarlo
Cerini, Paolo Mazzoli, Damiano Previtali, Maria Rosa Silvestro.
I consulenti esperti: Eraldo
Affinati, Maria Arcà ,
Daniela Bertocchi, Giorgio Bolondi, Antonio Brusa, Giancarlo Cerini, Federico
Corni, Stefania Cotoneschi, Gino De Vecchis, Rossella Garuti, Gisella Langé,
Ivo Mattozzi, Paolo Mazzoli, Monica Oppici, Raffaela Paggi, Damiano Previtali,
Enrica Ricciardi, Guglielmo Rispoli ,
Maria Rosa Silvestro.
Altri esperti consultati: Rosa Calò, Andrea
Ceciliani, Sergio Cicatelli, Elita Maule, Angelo Raffaele Meo, Marco Mezzalama,
Ermanno Morello, Marco Pedrelli, Simonetta Polato, Gian Carlo Sacchi, Andrea
Sassoli, Paolo Seclì, Maria Teresa Spinosi, Benedetta Toni, Rita Zanotto.
Un ringraziamento
particolare per gli autorevoli suggerimenti ai professori: Luigi Berlinguer, Tullio
De Mauro, Francesco Sabatini.
Lucrezia Stellacci, Capo dipartimento per l’Istruzione.
Carmela Palumbo, Direttore generale, direzione
per gli ordinamenti scolastici e l’autonomia scolastica.
_______________
Un ringraziamento
particolare ai professori Mauro Ceruti e Italo Fiorin, rispettivamente Presidente e Coordinatore della Commissione
nazionale incaricata della stesura delle “Indicazioni per il curricolo per la
scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione” di cui al D.M. 31 luglio
2007.
INDICE
CULTURA SCUOLA
PERSONA
La scuola nel nuovo scenario
In un tempo molto breve, abbiamo vissuto il passaggio da una società
relativamente stabile a una società caratterizzata da molteplici cambiamenti e
discontinuità. Questo nuovo scenario è ambivalente: per ogni persona, per ogni
comunità, per ogni società si moltiplicano sia i rischi che le opportunità.
Gli ambienti in cui la
scuola è immersa sono più ricchi di stimoli culturali, ma anche più
contraddittori. Oggi l’apprendimento scolastico è solo una delle tante
esperienze di formazione che i bambini[1] e gli
adolescenti vivono e per acquisire competenze specifiche spesso non vi è
bisogno dei contesti scolastici. Ma proprio per questo la scuola non può
abdicare al compito di promuovere la capacità degli studenti di dare senso alla
varietà delle loro esperienze, al fine di ridurre la frammentazione e il
carattere episodico che rischiano di caratterizzare la vita dei bambini e degli
adolescenti.
Il paesaggio educativo è
diventato estremamente complesso. Le funzioni educative sono meno definite di
quando è sorta la scuola pubblica. In particolare vi è un’attenuazione della
capacità adulta di presidio delle regole e del senso del limite e sono, così,
diventati più faticosi i processi di identificazione e differenziazione da
parte di chi cresce e anche i compiti della scuola in quanto luogo dei diritti
di ognuno e delle regole condivise. Sono anche mutate le forme della socialità
spontanea, dello stare insieme e crescere tra bambini e ragazzi. La scuola è
perciò investita da una domanda che comprende, insieme, l’apprendimento e “il
saper stare al mondo”. E per potere assolvere al meglio alle sue funzioni
istituzionali, la scuola è da tempo chiamata a occuparsi anche di altre
delicate dimensioni dell’educazione. L’intesa tra adulti non è più scontata e
implica la faticosa costruzione di un’interazione tra le famiglie e la scuola,
cui tocca, ciascuno con il proprio ruolo, esplicitare e condividere i comuni
intenti educativi.
Inoltre l’orizzonte territoriale della scuola si
allarga. Ogni specifico territorio possiede legami con le varie aree del mondo
e con ciò stesso costituisce un microcosmo che su scala locale riproduce
opportunità, interazioni, tensioni, convivenze globali. Anche ogni singola
persona, nella sua esperienza quotidiana, deve tener conto di informazioni
sempre più numerose ed eterogenee e si confronta con la pluralità delle
culture. Nel suo itinerario formativo ed esistenziale lo studente si trova a
interagire con culture diverse, senza tuttavia avere strumenti adatti per
comprenderle e metterle in relazione con la propria. Alla scuola
spetta il compito di fornire supporti adeguati affinché ogni persona sviluppi
un’identità consapevole e aperta.
La piena attuazione del riconoscimento e della
garanzia della libertà e dell’uguaglianza (articoli 2 e 3 della Costituzione),
nel rispetto delle differenze di tutti e dell’identità di ciascuno, richiede
oggi, in modo ancor più attento e mirato, l’impegno dei docenti e di tutti gli
operatori della scuola, con particolare attenzione alle disabilità e ad ogni
fragilità, ma richiede altresì la collaborazione delle formazioni sociali, in
una nuova dimensione di integrazione fra scuola e territorio, per far sì che
ognuno possa “svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività
o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società”
(articolo 4 della Costituzione).
Una molteplicità di culture e di lingue sono entrate
nella scuola. L’intercultura è già oggi il modello che permette a tutti i
bambini e ragazzi il riconoscimento reciproco e dell’identità di ciascuno. A
centocinquanta anni dall’Unità, l’Italiano è diventata la lingua comune di chi
nasce e cresce in Italia al di là della cittadinanza italiana o straniera. La
scuola raccoglie con successo una sfida universale, di apertura verso il mondo,
di pratica dell’uguaglianza nel riconoscimento delle differenze.
In questa situazione di grande ricchezza formativa
sono presenti, al contempo, vecchie e nuove forme di emarginazione culturale e
di analfabetismo. Queste si intrecciano con analfabetismi di ritorno, che
rischiano di impedire a molti l’esercizio di una piena cittadinanza.
La diffusione delle tecnologie di informazione e di
comunicazione è una grande opportunità e rappresenta la frontiera decisiva per la scuola. Si tratta di
una rivoluzione epocale, non riconducibile a un semplice aumento dei mezzi
implicati nell’apprendimento. La scuola non ha più il monopolio delle
informazioni e dei modi di apprendere. Le discipline e le vaste aree di
cerniera tra le discipline sono tutte accessibili ed esplorate in mille forme
attraverso risorse in continua evoluzione. Sono chiamati in causa l’organizzazione
della memoria, la presenza simultanea di molti e diversi codici, la compresenza
di procedure logiche e analogiche, la relazione immediata tra progettazione,
operatività, controllo, tra fruizione e produzione.
Dunque il “fare scuola” oggi significa mettere in
relazione la complessità di modi radicalmente nuovi di apprendimento con un’opera
quotidiana di guida, attenta al metodo, ai nuovi media e alla ricerca
multi-dimensionale. Al contempo significa curare e consolidare le competenze e i
saperi di base, che sono irrinunciabili perché sono le fondamenta per l’uso
consapevole del sapere diffuso e perché rendono precocemente effettiva ogni
possibilità di apprendimento nel corso della vita. E poiché le relazioni con
gli strumenti informatici sono tuttora assai diseguali fra gli studenti come
fra gli insegnanti il lavoro di apprendimento e riflessione dei docenti e di
attenzione alla diversità di accesso ai nuovi media diventa di decisiva
rilevanza.
In tale scenario, alla
scuola spettano alcune finalità specifiche: offrire agli studenti occasioni di
apprendimento dei saperi e dei linguaggi culturali di base; far sì che gli
studenti acquisiscano gli strumenti di pensiero necessari per apprendere a
selezionare le informazioni; promuovere negli studenti la capacità di elaborare
metodi e categorie che siano in grado di fare da bussola negli itinerari
personali; favorire l’autonomia di pensiero degli studenti, orientando la
propria didattica alla costruzione di saperi a partire da concreti bisogni
formativi.
La scuola realizza appieno
la propria funzione pubblica impegnandosi, in questa prospettiva, per il successo
scolastico di tutti gli studenti, con una particolare attenzione al sostegno
delle varie forme di diversità, di disabilità o di svantaggio. Questo comporta
saper accettare la sfida che la diversità pone: innanzi tutto nella classe,
dove le diverse situazioni individuali vanno riconosciute e valorizzate,
evitando che la differenza si trasformi in disuguaglianza; inoltre nel Paese,
affinché le situazioni di svantaggio sociale, economiche, culturali non
impediscano il raggiungimento degli essenziali obiettivi di qualità che è
doveroso garantire.
In entrambi i casi con la
finalità sancita dalla nostra Costituzione di garantire e di promuovere la
dignità e l’uguaglianza di tutti gli studenti “senza distinzione di sesso, di
razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali
e sociali” e impegnandosi a rimuovere gli ostacoli di qualsiasi natura che possano
impedire “il pieno sviluppo della persona umana”.
Centralità della persona
Le finalità della scuola
devono essere definite a partire dalla persona che apprende, con l’originalità
del suo percorso individuale e le aperture offerte dalla rete di relazioni che
la legano alla famiglia e agli ambiti sociali. La definizione e la
realizzazione delle strategie educative e didattiche devono sempre tener conto
della singolarità e complessità di ogni persona, della sua articolata identità,
delle sue aspirazioni, capacità e delle sue fragilità, nelle varie fasi di
sviluppo e di formazione.
Lo studente è posto al centro dell’azione educativa
in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici,
etici, spirituali, religiosi. In questa prospettiva, i docenti dovranno pensare
e realizzare i loro progetti educativi e didattici non per individui astratti,
ma per persone che vivono qui e ora, che sollevano precise domande
esistenziali, che vanno alla ricerca di orizzonti di significato.
Sin dai primi anni di
scolarizzazione è importante che i docenti definiscano le loro proposte in una
relazione costante con i bisogni fondamentali e i desideri dei bambini e degli
adolescenti. È altrettanto importante valorizzare simbolicamente i momenti di
passaggio che segnano le tappe principali di apprendimento e di crescita di
ogni studente.
Particolare cura è
necessario dedicare alla formazione della classe come gruppo, alla promozione
dei legami cooperativi fra i suoi componenti, alla gestione degli inevitabili conflitti
indotti dalla socializzazione. La scuola si deve costruire come luogo accogliente,
coinvolgendo in questo compito gli studenti stessi. Sono, infatti, importanti
le condizioni che favoriscono lo star bene a scuola, al fine di ottenere la
partecipazione più ampia dei bambini e degli adolescenti a un progetto
educativo condiviso. La formazione di importanti legami di gruppo non
contraddice la scelta di porre la persona al centro dell’azione educativa, ma è
al contrario condizione indispensabile per lo sviluppo della personalità di
ognuno.
La scuola deve porre le basi
del percorso formativo dei bambini e degli adolescenti sapendo che esso proseguirà
in tutte le fasi successive della vita. In tal modo la scuola fornisce le
chiavi per apprendere ad apprendere, per costruire e per trasformare le mappe
dei saperi rendendole continuamente coerenti con la rapida e spesso
imprevedibile evoluzione delle conoscenze e dei loro oggetti. Si tratta di
elaborare gli strumenti di conoscenza necessari per comprendere i contesti
naturali, sociali, culturali, antropologici nei quali gli studenti si
troveranno a vivere e a operare.
Per una nuova cittadinanza
La scuola persegue una
doppia linea formativa: verticale e orizzontale. La linea verticale esprime l’esigenza
di impostare una formazione che possa poi continuare lungo l’intero arco della
vita; quella orizzontale indica la necessità di un’attenta collaborazione fra
la scuola e gli attori extrascolastici con funzioni a vario titolo educative:
la famiglia in primo luogo.
Insegnare le regole del
vivere e del convivere è per la scuola un compito oggi ancora più ineludibile rispetto
al passato, perché sono molti i casi nei quali le famiglie incontrano
difficoltà più o meno grandi nello svolgere il loro ruolo educativo.
La scuola non può
interpretare questo compito come semplice risposta a un’emergenza. Non è
opportuno trasformare le sollecitazioni che le provengono da vari ambiti della
società in un moltiplicarsi di microprogetti che investano gli aspetti più
disparati della vita degli studenti, con l’intento di definire norme di comportamento
specifiche per ogni situazione. L’obiettivo non è di accompagnare passo dopo
passo lo studente nella quotidianità di tutte le sue esperienze, bensì di
proporre un’educazione che lo spinga a fare scelte autonome e feconde, quale
risultato di un confronto continuo della sua progettualità con i valori che
orientano la società in cui vive.
La scuola perseguirà
costantemente l’obiettivo di costruire un’alleanza educativa con i genitori.
Non si tratta di rapporti da stringere solo in momenti critici, ma di relazioni
costanti che riconoscano i reciproci ruoli e che si supportino vicendevolmente
nelle comuni finalità educative.
La scuola si apre alle
famiglie e al territorio circostante, facendo perno sugli strumenti forniti
dall’autonomia scolastica, che prima di essere un insieme di norme è un modo di
concepire il rapporto delle scuole con le comunità di appartenenza, locali e
nazionali. L’acquisizione dell’autonomia rappresenta un momento decisivo per le
istituzioni scolastiche. Grazie a essa si è già avviato un processo di sempre
maggiore responsabilizzazione condiviso dai docenti e dai dirigenti, che
favorisce altresì la stretta connessione di ogni scuola con il suo territorio.
In quanto comunità educante,
la scuola genera una diffusa convivialità relazionale, intessuta di linguaggi
affettivi ed emotivi, e è anche in grado di promuovere la condivisione di quei
valori che fanno sentire i membri della società come parte di una comunità vera
e propria. La scuola affianca al compito “dell’insegnare ad apprendere” quello
“dell’insegnare a essere”.
L’obiettivo è quello di
valorizzare l’unicità e la singolarità dell’identità culturale di ogni
studente. La presenza di bambini e adolescenti con radici culturali diverse è
un fenomeno ormai strutturale e non può più essere considerato episodico: deve
trasformarsi in un’opportunità per tutti. Non basta riconoscere e conservare le
diversità preesistenti, nella loro pura e semplice autonomia. Bisogna, invece,
sostenere attivamente la loro interazione e la loro integrazione attraverso la
conoscenza della nostra e delle altre culture, in un confronto che non eluda
questioni quali le convinzioni religiose, i ruoli familiari, le differenze di
genere.
La promozione e lo sviluppo
di ogni persona stimola in maniera vicendevole la promozione e lo sviluppo
delle altre persone: ognuno impara meglio nella relazione con gli altri. Non
basta convivere nella società, ma questa stessa società bisogna crearla
continuamente insieme.
Il sistema educativo deve
formare cittadini in grado di partecipare consapevolmente alla costruzione di
collettività più ampie e composite, siano esse quella nazionale, quella
europea, quella mondiale. Non dobbiamo dimenticare che fino a tempi assai recenti
la scuola ha avuto il compito di formare cittadini nazionali attraverso una
cultura omogenea. Oggi, invece, può porsi il compito più ampio di educare alla
convivenza proprio attraverso la valorizzazione delle diverse identità e radici
culturali di ogni studente. La finalità è una cittadinanza che certo permane
coesa e vincolata ai valori fondanti della tradizione nazionale, ma che può essere
alimentata da una varietà di espressioni ed esperienze personali molto più
ricca che in passato.
Per educare a questa
cittadinanza unitaria e plurale a un tempo, una via privilegiata è proprio la
conoscenza e la trasmissione delle nostre tradizioni e memorie nazionali: non
si possono realizzare appieno le possibilità del presente senza una profonda
memoria e condivisione delle radici storiche. A tal fine sarà indispensabile
una piena valorizzazione dei beni culturali presenti sul territorio nazionale,
proprio per arricchire l’esperienza quotidiana dello studente con culture
materiali, espressioni artistiche, idee, valori che sono il lascito vitale di
altri tempi e di altri luoghi.
La nostra scuola, inoltre,
deve formare cittadini italiani che siano nello stesso tempo cittadini dell’Europa
e del mondo. I problemi più importanti che oggi toccano il nostro continente e
l’umanità tutta intera non possono essere affrontati e risolti all’interno dei
confini nazionali tradizionali, ma solo attraverso la comprensione di far parte
di grandi tradizioni comuni, di un’unica comunità di destino europea così come
di un’unica comunità di destino planetaria. Perché gli studenti acquisiscano
una tale comprensione, è necessario che la scuola li aiuti a mettere in
relazione le molteplici esperienze culturali emerse nei diversi spazi e nei
diversi tempi della storia europea e della storia dell’umanità. La scuola è
luogo in cui il presente è elaborato nell’intreccio tra passato e futuro, tra
memoria e progetto.
Per un nuovo umanesimo
Le relazioni fra il
microcosmo personale e il macrocosmo dell’umanità e del pianeta oggi devono
essere intese in un duplice senso. Da un lato tutto ciò che accade nel mondo
influenza la vita di ogni persona; dall’altro, ogni persona tiene nelle sue
stesse mani una responsabilità unica e singolare nei confronti del futuro dell’umanità.
La scuola può e deve educare
a questa consapevolezza e a questa responsabilità i bambini e gli adolescenti,
in tutte le fasi della loro formazione. A questo scopo il bisogno di conoscenze
degli studenti non si soddisfa con il semplice accumulo di tante informazioni in
vari campi, ma solo con il pieno dominio dei singoli ambiti disciplinari e,
contemporaneamente, con l’elaborazione delle loro molteplici connessioni. È
quindi decisiva una nuova alleanza fra scienza, storia, discipline umanistiche,
arti e tecnologia, in grado di delineare la prospettiva di un nuovo umanesimo.
In tale prospettiva, la
scuola potrà perseguire alcuni obiettivi, oggi prioritari:
–
insegnare a ricomporre i grandi oggetti della conoscenza -
l’universo, il pianeta, la natura, la vita, l’umanità, la società, il corpo, la
mente, la storia - in una prospettiva complessa, volta cioè a superare la
frammentazione delle discipline e a integrarle in nuovi quadri d’insieme.
–
promuovere i saperi propri di un nuovo umanesimo: la
capacità di cogliere gli aspetti essenziali dei problemi; la capacità di
comprendere le implicazioni, per la condizione umana, degli inediti sviluppi
delle scienze e delle tecnologie; la capacità di valutare i limiti e le
possibilità delle conoscenze; la capacità di vivere e di agire in un mondo in
continuo cambiamento.
–
diffondere la consapevolezza che i grandi problemi dell’attuale
condizione umana (il degrado ambientale, il caos climatico, le crisi
energetiche, la distribuzione ineguale delle risorse, la salute e la malattia,
l’incontro e il confronto di culture e di religioni, i dilemmi bioetici, la
ricerca di una nuova qualità della vita) possono essere affrontati e risolti
attraverso una stretta collaborazione non solo fra le nazioni, ma anche fra le
discipline e fra le culture.
Tutti questi obiettivi
possono essere realizzati sin dalle prime fasi della formazione degli alunni. L’esperimento,
la manipolazione, il gioco, la narrazione, le espressioni artistiche e musicali
sono infatti altrettante occasioni privilegiate per apprendere per via pratica
quello che successivamente dovrà essere fatto oggetto di più elaborate
conoscenze teoriche e sperimentali. Nel contempo, lo studio dei contesti
storici, sociali, culturali nei quali si sono sviluppate le conoscenze è
condizione di una loro piena comprensione. Inoltre, le esperienze personali che
i bambini e gli adolescenti hanno degli aspetti a loro prossimi della natura,
della cultura, della società e della storia sono una via di accesso importante
per la sensibilizzazione ai problemi più generali e per la conoscenza di
orizzonti più estesi nello spazio e nel tempo. Ma condizione indispensabile per
raggiungere questo obiettivo è ricostruire insieme agli studenti le coordinate
spaziali e temporali necessarie per comprendere la loro collocazione rispetto
agli spazi e ai tempi assai ampi della geografia e della storia umana, così
come rispetto agli spazi e ai tempi ancora più ampi della natura e del cosmo.
L’elaborazione dei saperi necessari per comprendere
l’attuale condizione dell’uomo planetario, definita dalle molteplici
interdipendenze fra locale e globale, è dunque la premessa indispensabile per l’esercizio
consapevole di una cittadinanza nazionale, europea e planetaria. Oggi la scuola
italiana può proporsi concretamente un tale obiettivo, contribuendo con ciò a
creare le condizioni propizie per rivitalizzare gli aspetti più alti e fecondi
della nostra tradizione. Questa, infatti, è stata ricorrentemente
caratterizzata da momenti di intensa creatività - come la civiltà classica
greca e latina, la Cristianità, il Rinascimento e, più in generale, l’apporto
degli artisti, dei musicisti, degli scienziati, degli esploratori e degli
artigiani in tutto il mondo e per tutta l’età moderna - nei quali l’incontro
fra culture diverse ha saputo generare l’idea di un essere umano integrale,
capace di concentrare nella singolarità del microcosmo personale i molteplici
aspetti del macrocosmo umano.
FINALITÀ GENERALI
Scuola,
Costituzione, Europa
Nella
consapevolezza della relazione che unisce cultura, scuola e persona, la
finalità generale della scuola è lo sviluppo armonico e integrale della
persona, all’interno dei principi della Costituzione italiana e della
tradizione culturale europea, nella promozione della conoscenza e nel rispetto
e nella valorizzazione delle diversità individuali, con il coinvolgimento
attivo degli studenti e delle famiglie.
La scuola
italiana, statale e paritaria, svolge l’insostituibile funzione pubblica
assegnatale dalla Costituzione della Repubblica, per la formazione di ogni
persona e la crescita civile e sociale del Paese. Assicura a tutti i cittadini
l’istruzione obbligatoria di almeno otto anni (articolo 34), elevati ora a
dieci. Contribuisce a rimuovere “gli
ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza
dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva
partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e
sociale del Paese” (articolo 3).
L’azione della
scuola si esplica attraverso la collaborazione con la famiglia (articolo 30),
nel reciproco rispetto dei diversi ruoli e ambiti educativi nonché con le altre
formazioni sociali ove si svolge la personalità di ciascuno (articolo 2).
La scuola dell’infanzia,
la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado costituiscono il primo
segmento del percorso scolastico e contribuiscono in modo determinante all’elevazione
culturale, sociale ed economica del Paese e ne rappresentano un fattore
decisivo di sviluppo e di innovazione.
L’ordinamento
scolastico tutela la libertà di insegnamento (articolo 33) ed è centrato sull’autonomia
funzionale delle scuole (articolo 117). Le scuole sono chiamate a elaborare il
proprio curricolo esercitando così una parte decisiva dell’autonomia che la
Repubblica attribuisce loro. Per garantire a tutti i cittadini pari condizioni
di accesso all’istruzione ed un servizio di qualità, lo Stato stabilisce le
norme generali cui devono attenersi tutte le scuole, siano esse statali o
paritarie. Tali norme comprendono: la fissazione degli obiettivi generali
del processo formativo e degli obiettivi specifici di apprendimento relativi
alle competenze degli studenti; le discipline di insegnamento e gli orari
obbligatori; gli standard relativi alla qualità del servizio; i sistemi di valutazione
e controllo del servizio stesso.
Con le
Indicazioni nazionali s’intendono fissare gli obiettivi generali, gli obiettivi
di apprendimento e i relativi traguardi per lo sviluppo delle competenze dei
bambini e ragazzi per ciascuna disciplina o campo di esperienza. Per l’insegnamento della Religione Cattolica, disciplinata dagli
accordi concordatari, i traguardi di sviluppo delle competenze e gli obiettivi
di apprendimento sono definiti d’intesa con l’autorità ecclesiastica (decreto
del Presidente della Repubblica dell’11
febbraio 2010).
Il sistema
scolastico italiano assume come orizzonte di riferimento verso cui tendere il
quadro delle competenze-chiave per l’apprendimento permanente definite dal
Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea (Raccomandazione del 18
dicembre 2006[i]) che sono: 1) comunicazione
nella madrelingua; 2) comunicazione nelle lingue straniere; 3) competenza matematica
e competenze di base in scienza e tecnologia; 4) competenza digitale; 5)
imparare a imparare; 6) competenze sociali e civiche; 7) spirito di iniziativa
e imprenditorialità; 8) consapevolezza ed espressione culturale . Queste sono
il punto di arrivo odierno di un vasto confronto scientifico e culturale sulle
competenze utili per la vita al quale l’Italia ha attivamente partecipato. L’impegno
a far conseguire tali competenze a tutti i cittadini europei di qualsiasi età,
indipendentemente dalle caratteristiche proprie di ogni sistema scolastico
nazionale, non implica da parte degli Stati aderenti all’Unione europea l’adozione
di ordinamenti e curricoli scolastici conformi ad uno stesso modello. Al contrario,
la diversità di obiettivi specifici, di contenuti e di metodi di insegnamento,
così come le differenze storiche e culturali di ogni paese, pur orientati verso
le stesse competenze generali, favoriscono l’espressione di una pluralità di
modi di sviluppare e realizzare tali competenze. Tale processo non si esaurisce
al termine del primo ciclo di istruzione, ma prosegue con l’estensione dell’obbligo
di istruzione nel ciclo secondario e oltre, in una prospettiva di educazione
permanente, per tutto l’arco della vita.
Nell’ambito del
costante processo di elaborazione e verifica dei propri obiettivi e nell’attento
confronto con gli altri sistemi scolastici europei, le Indicazioni nazionali
intendono promuovere e consolidare le competenze culturali basilari e
irrinunciabili tese a sviluppare progressivamente, nel corso della vita, le
competenze-chiave europee.
Profilo dello studente
La storia della
scuola italiana, caratterizzata da un approccio pedagogico e antropologico che
cura la centralità della persona che apprende, assegna alla scuola dell’infanzia
e del primo ciclo d’istruzione un ruolo preminente in considerazione del
rilievo che tale periodo assume nella biografia di ogni alunno. Entro tale
ispirazione la scuola attribuisce grande importanza alla relazione educativa e
ai metodi didattici capaci di attivare pienamente le energie e le potenzialità
di ogni bambino e ragazzo. Al tempo stesso la scuola italiana ha imparato a
riconoscere e a valorizzare apprendimenti diffusi che avvengono fuori dalle sue
mura, nei molteplici ambienti di vita in cui i bambini e i ragazzi crescono e
attraverso nuovi media, in costante
evoluzione, ai quali essi pure partecipano in modi diversificati e creativi.
La
generalizzazione degli istituti comprensivi, che riuniscono scuola d’infanzia,
primaria e secondaria di primo grado, crea le condizioni perché si affermi una
scuola unitaria di base che prenda in carico i bambini dall’età di tre anni e
li guidi fino al termine del primo ciclo di istruzione e che sia capace di
riportare i molti apprendimenti che il mondo oggi offre entro un unico percorso
strutturante.
Il profilo che
segue descrive, in forma essenziale, le competenze riferite alle discipline di
insegnamento e al pieno esercizio della cittadinanza, che un ragazzo deve
mostrare di possedere al termine del primo ciclo di istruzione. Il
conseguimento delle competenze delineate nel profilo costituisce l’obiettivo
generale del sistema educativo e formativo italiano.
|
Profilo delle competenze al termine del primo
ciclo di istruzione
Lo studente al
termine del primo ciclo, attraverso gli apprendimenti sviluppati a scuola, lo
studio personale, le esperienze educative vissute in famiglia e nella
comunità, è in grado di iniziare ad affrontare in autonomia e con
responsabilità, le situazioni di vita tipiche della propria età, riflettendo
ed esprimendo la propria personalità in tutte le sue dimensioni.
Ha
consapevolezza delle proprie potenzialità e dei propri limiti, utilizza gli
strumenti di conoscenza per comprendere se stesso e gli altri, per
riconoscere ed apprezzare le diverse identità, le tradizioni culturali e
religiose, in un’ottica di dialogo e di rispetto reciproco. Interpreta i
sistemi simbolici e culturali della società, orienta le proprie scelte in
modo consapevole, rispetta le regole condivise, collabora con gli altri per
la costruzione del bene comune esprimendo le proprie personali opinioni e
sensibilità. Si impegna per portare a compimento il lavoro iniziato da solo o
insieme ad altri.
Dimostra una
padronanza della lingua italiana tale da consentirgli di comprendere
enunciati e testi di una certa complessità, di esprimere le proprie idee, di
adottare un registro linguistico appropriato alle diverse situazioni.
Nell’incontro
con persone di diverse nazionalità è in grado di esprimersi a livello
elementare in lingua inglese e di affrontare una comunicazione essenziale, in
semplici situazioni di vita quotidiana, in una seconda lingua europea.
Utilizza la lingua
inglese nell’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Le sue
conoscenze matematiche e scientifico-tecnologiche gli consentono di
analizzare dati e fatti della realtà e di verificare l’attendibilità delle
analisi quantitative e statistiche proposte da altri. Il possesso di un
pensiero razionale gli consente di affrontare problemi e situazioni sulla
base di elementi certi e di avere consapevolezza dei limiti delle
affermazioni che riguardano questioni complesse che non si prestano a spiegazioni
univoche.
Si orienta
nello spazio e nel tempo dando espressione a curiosità e ricerca di senso;
osserva ed interpreta ambienti, fatti, fenomeni e produzioni artistiche.
Ha buone competenze
digitali, usa con consapevolezza le tecnologie della comunicazione per ricercare
e analizzare dati ed informazioni, per distinguere informazioni attendibili
da quelle che necessitano di approfondimento, di controllo e di verifica e
per interagire con soggetti diversi nel mondo.
Possiede un
patrimonio di conoscenze e nozioni di base ed è allo stesso tempo capace di
ricercare e di procurarsi velocemente nuove informazioni ed impegnarsi in
nuovi apprendimenti anche in modo autonomo.
Ha cura e
rispetto di sé, come presupposto di un sano e corretto stile di vita.
Assimila il senso e la necessità del rispetto della convivenza civile. Ha
attenzione per le funzioni pubbliche alle quali partecipa nelle diverse forme
in cui questo può avvenire: momenti educativi informali e non formali,
esposizione pubblica del proprio lavoro, occasioni rituali nelle comunità che
frequenta, azioni di solidarietà, manifestazioni sportive non agonistiche,
volontariato, ecc.
Dimostra
originalità e spirito di iniziativa. Si assume le proprie responsabilità e
chiede aiuto quando si trova in difficoltà e sa fornire aiuto a chi lo
chiede.
In relazione
alle proprie potenzialità e al proprio talento si impegna in campi
espressivi, motori ed artistici che gli sono congeniali. È disposto ad
analizzare se stesso e a misurarsi con le novità e gli imprevisti.
|
L’ORGANIZZAZIONE DEL
CURRICOLO
Dalle Indicazioni al curricolo
Nel rispetto e nella
valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, le Indicazioni
costituiscono il quadro di riferimento per la progettazione curricolare
affidata alle scuole. Sono un testo aperto, che la comunità professionale è
chiamata ad assumere e a contestualizzare, elaborando specifiche scelte
relative a contenuti, metodi, organizzazione e valutazione coerenti con i
traguardi formativi previsti dal documento nazionale.
Il curricolo di istituto
è espressione della libertà d’insegnamento e dell’autonomia scolastica e, al
tempo stesso, esplicita le scelte della comunità scolastica e l’identità dell’istituto. La costruzione del curricolo è il processo attraverso il quale
si sviluppano e organizzano la ricerca e l’innovazione educativa.
Ogni scuola predispone il
curricolo all’interno del Piano dell’offerta formativa con riferimento al
profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione, ai traguardi
per lo sviluppo delle competenze, agli obiettivi di apprendimento specifici per
ogni disciplina.
A partire dal
curricolo di istituto, i docenti individuano le esperienze di apprendimento più
efficaci, le scelte didattiche più significative, le strategie più idonee, con attenzione all’integrazione fra le discipline e alla loro possibile
aggregazione in aree, così come indicato dal Regolamento dell’autonomia scolastica, che affida
questo compito alle istituzioni scolastiche.
Aree disciplinari e discipline
Fin dalla scuola dell’infanzia,
nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo grado l’attività didattica
è orientata alla qualità dell’apprendimento di ciascun alunno e non ad una
sequenza lineare, e necessariamente incompleta, di contenuti disciplinari. I
docenti, in stretta collaborazione, promuovono attività significative nelle
quali gli strumenti e i metodi caratteristici delle discipline si confrontano e
si intrecciano tra loro, evitando trattazioni di argomenti distanti
dall’esperienza e frammentati in nozioni da memorizzare.
Le discipline,
così come noi le conosciamo, sono state storicamente separate l’una dall’altra
da confini convenzionali che non hanno alcun riscontro con l’unitarietà tipica
dei processi di apprendimento. Ogni persona, a scuola come nella vita, impara
infatti attingendo liberamente dalla sua esperienza, dalle conoscenze o dalle
discipline, elaborandole con un’attività continua e autonoma.
Oggi, inoltre,
le stesse fondamenta delle discipline sono caratterizzate da un’intrinseca
complessità e da vaste aree di connessione che rendono improponibili rigide
separazioni.
Nelle Indicazioni le discipline
non sono aggregate in aree precostituite per non favorire un’affinità più intensa
tra alcune rispetto ad altre, volendo rafforzare così trasversalità e
interconnessioni più ampie e assicurare l’unitarietà del loro insegnamento. Sul
piano organizzativo e didattico la definizione di aree o di assi funzionali all’ottimale
utilizzazione delle risorse è comunque rimessa all’autonoma valutazione di ogni
scuola.
Un ruolo strategico essenziale
svolge l’acquisizione di efficaci competenze comunicative nella lingua italiana
che non è responsabilità del solo insegnante di italiano ma è compito condiviso
da tutti gli insegnanti, ciascuno per la propria area o disciplina, al fine di
curare in ogni campo una precisa espressione scritta ed orale.
Continuità ed unitarietà del curricolo
L’itinerario scolastico dai tre
ai quattordici anni, pur abbracciando tre tipologie di scuola caratterizzate
ciascuna da una specifica identità educativa e professionale, è progressivo e
continuo. La presenza, sempre più diffusa, degli istituti comprensivi consente
la progettazione di un unico curricolo verticale e facilita il raccordo con il
secondo ciclo del sistema di istruzione e formazione.
Negli anni dell’infanzia
la scuola accoglie, promuove e arricchisce l’esperienza vissuta dei bambini in
una prospettiva evolutiva, le attività educative offrono occasioni di crescita all’interno
di un contesto educativo orientato al benessere, alle domande di senso e al
graduale sviluppo di competenze riferibili alle diverse età, dai tre ai sei
anni.
Nella scuola del
primo ciclo la progettazione didattica, mentre continua a valorizzare le
esperienze con approcci educativi attivi, è finalizzata a guidare i ragazzi
lungo percorsi di conoscenza progressivamente orientati alle discipline e alla ricerca
delle connessioni tra i diversi saperi.
Traguardi per lo sviluppo delle competenze
Al termine della
scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo
grado, vengono fissati i traguardi per lo sviluppo delle competenze relativi ai
campi di esperienza ed alle discipline.
Essi rappresentano
dei riferimenti ineludibili per gli insegnanti, indicano piste culturali e
didattiche da percorrere e aiutano a finalizzare l’azione
educativa allo sviluppo integrale dell’allievo.
Nella scuola del primo ciclo i traguardi
costituiscono criteri per la valutazione delle competenze attese e, nella loro
scansione temporale, sono prescrittivi, impegnando così le istituzione
scolastiche affinché ogni alunno possa conseguirli, a garanzia dell’unità del
sistema nazionale e della qualità del servizio. Le scuole hanno la libertà e la
responsabilità di organizzarsi e di scegliere l’itinerario più opportuno per consentire
agli studenti il miglior conseguimento dei risultati.
Obiettivi di apprendimento
Gli obiettivi di apprendimento
individuano campi del sapere, conoscenze e abilità ritenuti indispensabili al
fine di raggiungere i traguardi per lo sviluppo delle competenze. Essi sono
utilizzati dalle scuole e dai docenti nella loro attività di progettazione
didattica, con attenzione alle condizioni di contesto, didattiche e organizzative
mirando ad un insegnamento ricco ed efficace.
Gli obiettivi sono organizzati in
nuclei tematici e definiti in relazione a periodi didattici lunghi: l’intero triennio
della scuola dell’infanzia, l’intero quinquennio della scuola primaria, l’intero
triennio della scuola secondaria di primo grado. Per garantire una più efficace
progressione degli apprendimenti nella scuola primaria gli obiettivi di
italiano, lingua inglese e seconda lingua comunitaria, storia, geografia,
matematica e scienze sono indicati anche al termine della terza classe.
Valutazione
Agli insegnanti
competono la responsabilità della valutazione e la cura della documentazione,
nonché la scelta dei relativi strumenti, nel quadro dei criteri deliberati
dagli organi collegiali. Le verifiche intermedie e le valutazioni periodiche
e finali devono essere coerenti con gli obiettivi e i traguardi previsti dalle
Indicazioni e declinati nel curricolo.
La valutazione precede, accompagna e segue i
percorsi curricolari. Attiva le azioni da
intraprendere, regola quelle avviate, promuove il bilancio critico su quelle
condotte a termine. Assume una preminente funzione formativa, di
accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento
continuo.
Occorre
assicurare agli studenti e alle famiglie un’informazione tempestiva e
trasparente sui criteri e sui risultati delle valutazioni effettuate nei
diversi momenti del percorso scolastico, promuovendone con
costanza la partecipazione e la corresponsabilità educativa, nella distinzione
di ruoli e funzioni.
Alle singole istituzioni
scolastiche spetta, inoltre, la responsabilità dell’autovalutazione, che ha la
funzione di introdurre modalità riflessive sull’intera organizzazione dell’offerta
educativa e didattica della scuola, per svilupparne l’efficacia, anche
attraverso dati di rendicontazione sociale o emergenti da valutazioni esterne.
Il sistema nazionale
di valutazione ha il compito di rilevare la qualità dell’intero sistema
scolastico, fornendo alle scuole, alle famiglie e alla comunità sociale, al
Parlamento e al Governo elementi di informazione essenziali circa la salute e
le criticità del nostro sistema di istruzione. L’Istituto nazionale di
valutazione rileva e misura gli apprendimenti con riferimento ai traguardi e
agli obiettivi previsti dalle Indicazioni, promuovendo, altresì, una cultura
della valutazione che scoraggi qualunque forma di addestramento finalizzata all’esclusivo
superamento delle prove.
La promozione, insieme, di
autovalutazione e valutazione costituisce la condizione decisiva per il miglioramento
delle scuole e del sistema di istruzione poiché unisce il rigore delle
procedure di verifica con la riflessione dei docenti coinvolti nella stessa classe,
nella stessa area disciplinare, nella stessa scuola o operanti in rete con
docenti di altre scuole. Nell’aderire a tale prospettiva, le scuole, al contempo,
esercitano la loro autonomia partecipando alla riflessione e alla ricerca nazionale
sui contenuti delle Indicazioni entro un processo condiviso che potrà
continuare nel tempo, secondo le modalità previste al momento della loro emanazione,
nella prospettiva del confronto anche con le scuole e i sistemi di istruzione europei.
Certificazione delle competenze
La scuola
finalizza il curricolo alla maturazione delle competenze previste nel profilo
dello studente al termine del primo ciclo, fondamentali per la crescita
personale e per la partecipazione sociale, e che saranno oggetto di
certificazione.
Sulla base dei
traguardi fissati a livello nazionale, spetta all’autonomia didattica delle
comunità professionali progettare percorsi per la promozione, la rilevazione e
la valutazione delle competenze. Particolare attenzione sarà posta a come
ciascuno studente mobilita e orchestra le proprie risorse – conoscenze,
abilità, atteggiamenti, emozioni – per affrontare efficacemente le situazioni
che la realtà quotidianamente propone, in relazione alle proprie potenzialità e
attitudini.
Solo a seguito
di una regolare osservazione, documentazione e valutazione delle competenze è
possibile la loro certificazione, al termine della scuola primaria e della
scuola secondaria di primo grado, attraverso i modelli che verranno adottati a
livello nazionale. Le certificazioni nel primo ciclo descrivono e attestano la
padronanza delle competenze progressivamente acquisite, sostenendo e orientando
gli studenti verso la scuola del secondo ciclo.
Una scuola di tutti e di ciascuno
La scuola italiana sviluppa la propria azione
educativa in coerenza con i principi dell’inclusione delle persone e dell’integrazione
delle culture, considerando l’accoglienza della diversità un valore
irrinunciabile. La scuola consolida le pratiche inclusive nei confronti di bambini
e ragazzi di cittadinanza non italiana promuovendone la piena integrazione. Favorisce
inoltre, con specifiche strategie e percorsi personalizzati, la prevenzione e il
recupero della dispersione scolastica e del fallimento formativo precoce; a tal
fine attiva risorse e iniziative mirate anche in collaborazione con gli enti
locali e le altre agenzie educative del territorio.
Particolare cura è riservata agli allievi con disabilità
o con bisogni educativi speciali, attraverso adeguate strategie organizzative e
didattiche, da considerare nella normale progettazione dell’offerta formativa. Per
affrontare difficoltà non risolvibili dai soli insegnanti curricolari, la
scuola si avvale dell’apporto di professionalità specifiche come quelle dei
docenti di sostegno e di altri operatori.
Tali scelte sono bene espresse in alcuni
documenti di forte valore strategico per la scuola, quali ”La via italiana
per la scuola interculturale e l’integrazione degli alunni stranieri” del 2007,
“Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità” del
2009, e “Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli
studenti con disturbi specifici di apprendimento” del 2011, che
sintetizzano i criteri che devono ispirare il lavoro quotidiano degli insegnanti.
Comunità educativa, comunità professionale, cittadinanza
Ogni scuola vive e opera come comunità nella quale
cooperano studenti, docenti e genitori.
Al suo interno assume particolare rilievo la
comunità professionale dei docenti che, valorizzando la libertà, l’iniziativa e
la collaborazione di tutti, si impegna a riconoscere al proprio interno le differenti
capacità, sensibilità e competenze, a farle agire in sinergia, a negoziare in
modo proficuo le diversità e gli eventuali conflitti per costruire un progetto
di scuola partendo dalle Indicazioni nazionali.
Questo processo richiede
attività di studio, di formazione e di ricerca da parte di tutti gli operatori
scolastici ed in primo luogo da parte dei docenti. Determinante al riguardo
risulta il ruolo del dirigente
scolastico per la direzione, il coordinamento e la promozione
delle professionalità interne e, nello stesso tempo, per favorire la collaborazione delle
famiglie, degli enti locali, e per la valorizzazione delle risorse sociali,
culturali ed economiche del territorio.
L’elaborazione e la realizzazione del curricolo costituiscono
pertanto
un processo dinamico e aperto, e rappresentano per la comunità scolastica un’occasione
di partecipazione e di apprendimento continuo.
La presenza di comunità scolastiche,
impegnate nel proprio compito, rappresenta un presidio per la vita democratica
e civile perché fa di ogni scuola un luogo aperto, alle famiglie e ad ogni
componente della società, che promuove la riflessione sui contenuti e sui modi
dell’apprendimento, sulla funzione adulta e le sfide educative del nostro
tempo, sul posto decisivo della conoscenza per lo sviluppo economico, rafforzando
la tenuta etica e la coesione sociale del Paese.
La centralità della persona trova
il suo pieno significato nella scuola intesa come comunità educativa, aperta anche alla più larga
comunità umana e civile, capace di includere le prospettive locale, nazionale,
europea e mondiale.
LA
SCUOLA DELL ’INFANZIA
La scuola dell’infanzia,
statale e paritaria, si rivolge a tutte le bambine e i bambini dai tre ai sei
anni di età ed è la risposta al loro diritto all’educazione e alla cura, in
coerenza con i principi di pluralismo culturale ed istituzionale presenti nella
Costituzione della Repubblica, nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e
dell’adolescenza e nei documenti dell’Unione Europea.
Essa si pone la
finalità di promuovere nei bambini lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia,
della competenza e li avvia alla cittadinanza.
Consolidare l’identità significa vivere serenamente
tutte le dimensioni del proprio io, stare bene, essere rassicurati nella
molteplicità del proprio fare e sentire, sentirsi sicuri in un ambiente sociale
allargato, imparare a conoscersi e ad essere riconosciuti come persona unica e
irripetibile. Vuol dire sperimentare diversi ruoli e forme di identità: quelle
di figlio, alunno, compagno, maschio o femmina, abitante di un territorio,
membro di un gruppo, appartenente a una comunità sempre più ampia e plurale, caratterizzata
da valori comuni, abitudini, linguaggi, riti, ruoli.
Sviluppare l’autonomia significa avere fiducia in sé
e fidarsi degli altri; provare soddisfazione nel fare da sé e saper chiedere
aiuto o poter esprimere insoddisfazione e frustrazione elaborando
progressivamente risposte e strategie; esprimere sentimenti ed emozioni;
partecipare alle decisioni esprimendo opinioni, imparando ad operare scelte e ad
assumere comportamenti e atteggiamenti sempre più consapevoli.
Acquisire competenze significa giocare, muoversi,
manipolare, curiosare, domandare, imparare a riflettere sull’esperienza
attraverso l’esplorazione, l’osservazione e il confronto tra proprietà,
quantità, caratteristiche, fatti; significa ascoltare, e comprendere,
narrazioni e discorsi, raccontare e rievocare azioni ed esperienze e tradurle
in tracce personali e condivise; essere in grado di descrivere, rappresentare e
immaginare, “ripetere”, con simulazioni e giochi di ruolo, situazioni ed eventi
con linguaggi diversi.
Vivere le prime
esperienze di cittadinanza significa
scoprire l’altro da sé e attribuire progressiva importanza agli altri e ai loro
bisogni; rendersi sempre meglio conto della necessità di stabilire regole
condivise; implica il primo esercizio del dialogo che è fondato sulla
reciprocità dell’ascolto, l’attenzione al punto di vista dell’altro e alle
diversità di genere, il primo riconoscimento di diritti e doveri uguali per
tutti; significa porre le fondamenta di un comportamento eticamente orientato,
rispettoso degli altri, dell’ambiente e della natura.
Tali finalità sono
perseguite attraverso l’organizzazione di un ambiente di vita, di relazioni e
di apprendimento di qualità, garantito dalla professionalità degli operatori e
dal dialogo sociale ed educativo con le famiglie e con la comunità.
I bambini, le famiglie, i docenti, l’ambiente di
apprendimento
I bambini
I
bambini sono il nostro futuro e la ragione più profonda per conservare e
migliorare la vita comune sul nostro pianeta. Sono espressione di un mondo complesso
e inesauribile, di energie, potenzialità, sorprese e anche di fragilità - che
vanno conosciute, osservate e accompagnate con cura, studio, responsabilità e
attesa. Sono portatori di speciali e inalienabili diritti, codificati
internazionalmente, che la scuola per prima è chiamata a rispettare.
I
bambini giungono
alla scuola dell’infanzia con una storia: in famiglia, al nido di infanzia o
alla sezione primavera hanno imparato a muoversi e ad entrare in contatto con
gli altri con livelli crescenti, ma ancora incerti, di autonomia; hanno sperimentato
le prime e più importanti relazioni; hanno vissuto emozioni ed interpretato
ruoli attraverso il gioco e la parola; hanno intuito i tratti fondamentali
della loro cultura, hanno iniziato a porsi domande di senso sul mondo e la
vita.
Ogni bambino è, in
sé, diverso ed unico e riflette anche la diversità degli ambienti di
provenienza che oggi conoscono una straordinaria differenziazione di modelli
antropologici ed educativi, che comprendono famiglie equilibrate e ricche di
proposte educative accanto ad altre più fragili e precarie; una presenza genitoriale
sicura ma anche situazioni diverse di assenza; il rispetto per chi è bambino insieme
al rischio della frettolosità e del precoce coinvolgimento nelle dinamiche
della vita adulta.
I bambini sono alla
ricerca di legami affettivi e di punti di riferimento, di conferme e di
serenità e, al contempo, di nuovi stimoli emotivi, sociali, culturali, di
ritualità, ripetizioni, narrazioni, scoperte.
La scuola dell’infanzia
si presenta come un ambiente protettivo, capace di accogliere le diversità e di
promuovere le potenzialità di tutti i bambini, che fra i tre e i sei anni
esprimono una grande ricchezza di bisogni ed emozioni, che sono pronti ad
incontrare e sperimentare nuovi linguaggi, che pongono a se stessi, ai coetanei
e agli adulti domande impegnative e inattese, che osservano e interrogano la
natura, che elaborano le prime ipotesi sulle cose, sugli eventi, sul corpo, sulle
relazioni, sulla lingua, sui diversi sistemi simbolici e sui media, dei quali spesso già fruiscono non
soltanto e non sempre in modo passivo; e sull’esistenza di altri punti di vista.
La scuola dell’infanzia
riconosce questa pluralità di elementi che creano tante possibilità di crescita,
emotiva e cognitiva insieme, per far evolvere le potenzialità di tutti e di
ciascuno, creare la disponibilità nei bambini a fidarsi e ad essere accompagnati,
nell’avventura della conoscenza. La scuola promuove lo star bene e un sereno apprendimento
attraverso la cura degli ambienti, la predisposizione degli spazi educativi, la
conduzione attenta dell’intera giornata scolastica.
Le famiglie
Le famiglie sono il
contesto più influente per lo sviluppo affettivo e cognitivo dei bambini. Nella
diversità di stili di vita, di culture, di scelte etiche e religiose, esse sono
portatrici di risorse che devono essere valorizzate nella scuola, per far
crescere una solida rete di scambi comunicativi e di responsabilità condivise.
L’ingresso dei
bambini nella scuola dell’infanzia è una grande occasione per prendere più chiaramente
coscienza delle responsabilità genitoriali. Mamme e papà (ma anche i nonni, gli
zii, i fratelli e le sorelle) sono stimolati a partecipare alla vita della scuola,
condividendone finalità e contenuti, strategie educative e modalità concrete
per aiutare i piccoli a crescere e imparare, a diventare più “forti” per un
futuro che non è facile da prevedere e da decifrare.
Per i
genitori che provengono da altre nazioni e che sono impegnati in progetti di
vita di varia durata per i loro figli nel nostro paese, la scuola si offre come
uno spazio pubblico per costruire rapporti di fiducia e nuovi legami di
comunità. Modelli culturali ed educativi, esperienze religiose diverse, ruoli sociali
e di genere hanno modo di confrontarsi, di rispettarsi e di evolvere verso i
valori di convivenza in una società aperta e democratica.
Le famiglie dei bambini con
disabilità trovano nella scuola un adeguato supporto capace di promuovere le
risorse dei loro figli, attraverso il riconoscimento delle differenze e la
costruzione di ambienti educativi accoglienti e inclusivi, in modo che ciascun
bambino possa trovare attenzioni specifiche ai propri bisogni e condividere con
gli altri il proprio percorso di formazione.
I docenti
La presenza di insegnanti motivati, preparati, attenti
alle specificità dei bambini e dei gruppi di cui si prendono cura, è un
indispensabile fattore di qualità per la costruzione di un ambiente educativo
accogliente, sicuro, ben organizzato, capace di suscitare la fiducia dei
genitori e della comunità.
Lo stile
educativo dei docenti si ispira a criteri di ascolto, accompagnamento,
interazione partecipata, mediazione comunicativa, con una continua capacità di
osservazione del bambino, di presa in carico del suo “mondo”, di lettura delle
sue scoperte, di sostegno e incoraggiamento all’evoluzione dei suoi
apprendimenti verso forme di conoscenza sempre più autonome e consapevoli.
La progettualità
si esplica nella capacità di dare senso e intenzionalità all’intreccio di
spazi, tempi, routine e attività, promuovendo un coerente contesto educativo,
attraverso un’appropriata regia pedagogica.
La
professionalità docente si arricchisce attraverso il lavoro collaborativo, la
formazione continua in servizio, la riflessione sulla pratica didattica, il
rapporto adulto con i saperi e la cultura. La costruzione di una comunità
professionale ricca di relazioni, orientata all’innovazione e alla condivisione
di conoscenze, è stimolata dalla funzione di leadership educativa della
dirigenza e dalla presenza di forme di coordinamento pedagogico.
L’ambiente di apprendimento
Il curricolo della
scuola dell’infanzia non coincide con la sola organizzazione delle attività
didattiche che si realizzano nella sezione e nelle intersezioni, negli spazi
esterni, nei laboratori, negli ambienti di vita comune, ma si esplica in un’equilibrata
integrazione di momenti di cura, di relazione, di apprendimento, dove le stesse
routine (l’ingresso, il pasto, la
cura del corpo, il riposo, ecc.) svolgono una funzione di regolazione dei ritmi
della giornata e si offrono come “base sicura” per nuove esperienze e nuove
sollecitazioni.
L’apprendimento
avviene attraverso l’azione, l’esplorazione, il contatto con gli oggetti, la
natura, l’arte, il territorio, in una dimensione ludica, da intendersi come
forma tipica di relazione e di conoscenza. Nel gioco, particolarmente in quello
simbolico, i bambini si esprimono, raccontano, rielaborano in modo creativo le
esperienze personali e sociali. Nella relazione educativa, gli insegnanti svolgono
una funzione di mediazione e di facilitazione e, nel fare propria la ricerca
dei bambini, li aiutano a pensare e a riflettere meglio, sollecitandoli a
osservare, descrivere, narrare, fare ipotesi, dare e chiedere spiegazioni in
contesti cooperativi e di confronto diffuso.
L’organizzazione
degli spazi e dei tempi diventa elemento di qualità pedagogica dell’ambiente
educativo e pertanto deve essere oggetto di esplicita progettazione e verifica.
In particolare:
– lo spazio dovrà essere accogliente, caldo, ben curato, orientato
dal gusto estetico, espressione della pedagogia e delle scelte educative di
ciascuna scuola. Lo spazio parla dei bambini, del loro valore, dei loro bisogni
di gioco, di movimento, di espressione, di intimità e di socialità, attraverso
l’ambientazione fisica, la scelta di arredamenti e oggetti volti a creare un
luogo funzionale e invitante;
– il tempo disteso consente al bambino di vivere con serenità la
propria giornata, di giocare, esplorare, parlare, capire, sentirsi padrone di
sé e delle attività che sperimenta e nelle quali si esercita.
L’osservazione, nelle
sue diverse modalità, rappresenta uno strumento fondamentale per conoscere e accompagnare
il bambino in tutte le sue dimensioni di sviluppo, rispettandone l’originalità,
l’unicità, le potenzialità attraverso un atteggiamento di ascolto, empatia e
rassicurazione. La pratica della documentazione va intesa come processo che
produce tracce, memoria e riflessione, negli adulti e nei bambini, rendendo visibili
le modalità e i percorsi di formazione e permettendo di apprezzare i progressi
dell’apprendimento individuale e di gruppo. L’attività di valutazione nella
scuola dell’infanzia risponde ad una funzione di carattere formativo, che
riconosce, accompagna, descrive e documenta i processi di crescita, evita di
classificare e giudicare le prestazioni dei bambini, perché è orientata a
esplorare e incoraggiare lo sviluppo di tutte le loro potenzialità.
Analogamente, per l’istituzione scolastica, le pratiche dell’autovalutazione,
della valutazione esterna, della rendicontazione sociale, sono volte al
miglioramento continuo della qualità educativa.
I campi di esperienza
Gli insegnanti accolgono, valorizzano ed estendono
le curiosità, le esplorazioni, le proposte dei bambini e creano occasioni di
apprendimento per favorire l’organizzazione di ciò che i bambini vanno scoprendo.
L’esperienza diretta, il gioco, il procedere per
tentativi ed errori, permettono al bambino, opportunamente guidato, di
approfondire e sistematizzare gli apprendimenti. Ogni campo di esperienza offre
un insieme di oggetti, situazioni, immagini e linguaggi, riferiti ai sistemi
simbolici della nostra cultura, capaci di evocare, stimolare, accompagnare
apprendimenti progressivamente più sicuri.
Nella scuola dell’infanzia i traguardi per lo
sviluppo della competenza suggeriscono all’insegnante orientamenti, attenzioni
e responsabilità nel creare piste di lavoro per organizzare attività ed
esperienze volte a promuovere la competenza, che a questa età va intesa in modo
globale e unitario.
Il sé e l’altro
I bambini formulano tanti
perché sulle questioni concrete, sugli eventi della vita quotidiana, sulle
trasformazioni personali e sociali, sull’ambiente e sull’uso delle risorse, sui
valori culturali, sul futuro vicino e lontano, spesso a partire dalla
dimensione quotidiana della vita scolastica. Al contempo pongono domande di
senso sul mondo e sull’esistenza umana. I molti perché rappresentano la loro
spinta a capire il significato della vita che li circonda e il valore morale
delle loro azioni. Nella scuola hanno molte occasioni per prendere coscienza
della propria identità, per scoprire le diversità culturali, religiose,
etniche, per apprendere le prime regole del vivere sociale, per riflettere sul
senso e le conseguenze delle loro azioni.
Negli anni della
scuola dell’infanzia il bambino osserva la natura e i viventi, nel loro
nascere, evolversi ed estinguersi. Osserva l’ambiente che lo circonda e coglie
le diverse relazioni tra le persone; ascolta le narrazioni degli adulti, le
espressioni delle loro opinioni e della loro spiritualità e fede; è testimone
degli eventi e ne vede la rappresentazione attraverso i media; partecipa alle
tradizioni della famiglia e della comunità di appartenenza, ma si apre al
confronto con altre culture e costumi; si accorge di essere uguale e diverso
nella varietà delle situazioni, di poter essere accolto o escluso, di poter
accogliere o escludere. Raccoglie discorsi circa gli orientamenti morali, il
cosa è giusto e cosa è sbagliato, il valore attribuito alle pratiche religiose.
Si chiede dov’era prima di nascere e se e dove finirà la sua esistenza. Pone
domande sull’esistenza di Dio, la vita e la morte, la gioia e il dolore.
Le domande dei
bambini richiedono un atteggiamento di ascolto costruttivo da parte degli
adulti, di rasserenamento, comprensione ed esplicitazione delle diverse
posizioni.
A questa età, dunque,
si definisce e si articola progressivamente l’identità di ciascun bambino e di
ciascuna bambina come consapevolezza del proprio corpo, della propria personalità,
del proprio stare con gli altri e esplorare il mondo. Sono gli anni della
scoperta degli adulti come fonte di protezione e contenimento, degli altri
bambini come compagni di giochi e come limite alla propria volontà. Sono gli
anni in cui si avvia la reciprocità nel parlare e nell’ascoltare; in cui si impara
discutendo.
Il bambino cerca di
dare un nome agli stati d’animo, sperimenta il piacere, il divertimento, la
frustrazione, la scoperta; si imbatte nelle difficoltà della condivisione e nei
primi conflitti, supera progressivamente l’egocentrismo e può cogliere altri
punti di vista.
Questo campo
rappresenta l’ambito elettivo in cui i temi dei diritti e dei doveri, del
funzionamento della vita sociale, della cittadinanza e delle istituzioni trovano
una prima “palestra” per essere guardati e affrontati concretamente.
La scuola si pone
come spazio di incontro e di dialogo, di approfondimento culturale e di
reciproca formazione tra genitori e insegnanti per affrontare insieme questi
temi e proporre ai bambini un modello di ascolto e di rispetto, che li aiuti a
trovare risposte alle loro domande di senso in coerenza con le scelte della
propria famiglia, nel comune intento di rafforzare i presupposti della convivenza democratica.
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Traguardi
per lo sviluppo della competenza
Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con
gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con
adulti e bambini.
Sviluppa
il senso dell’identità personale, percepisce le proprie esigenze e i propri sentimenti,
sa esprimerli in modo sempre più adeguato.
Sa
di avere una storia personale e familiare, conosce le tradizioni della
famiglia, della comunità e le mette a confronto con altre.
Riflette,
si confronta, discute con gli adulti e con gli altri bambini e comincia e
riconoscere la reciprocità di attenzione tra chi parla e chi ascolta.
Pone
domande sui temi esistenziali e religiosi, sulle diversità culturali, su ciò
che è bene o male, sulla giustizia, e ha raggiunto una prima consapevolezza
dei propri diritti e doveri, delle regole del vivere insieme.
Si
orienta nelle prime generalizzazioni di passato, presente, futuro e si muove
con crescente sicurezza e autonomia negli spazi che gli sono familiari,
modulando progressivamente voce e movimento anche in rapporto con gli altri e
con le regole condivise.
Riconosce
i più importanti segni della sua cultura e del territorio, le istituzioni, i
servizi pubblici, il funzionamento delle piccole comunità e della città.
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Il corpo e
il movimento
I bambini prendono
coscienza del proprio corpo, utilizzandolo fin dalla nascita come strumento di
conoscenza di sé nel mondo. Muoversi è il primo fattore di apprendimento:
cercare, scoprire, giocare, saltare, correre a scuola è fonte di benessere e di
equilibrio psico-fisico. L’azione del corpo fa vivere emozioni e sensazioni
piacevoli, di rilassamento e di tensione, ma anche la soddisfazione del
controllo dei gesti, nel coordinamento con gli altri; consente di sperimentare
potenzialità e limiti della propria fisicità, sviluppando nel contempo la consapevolezza
dei rischi di movimenti incontrollati.
I bambini giocano con
il loro corpo, comunicano, si esprimono con la mimica, si travestono, si
mettono alla prova, anche in questi modi percepiscono la completezza del
proprio sé, consolidando autonomia e sicurezza emotiva.
Il corpo ha
potenzialità espressive e comunicative che si realizzano in un linguaggio
caratterizzato da una propria struttura e da regole che il bambino impara a
conoscere attraverso specifici percorsi di apprendimento: le esperienze motorie
consentono di integrare i diversi linguaggi, di alternare la parola e i gesti, di
produrre e fruire musica, di accompagnare narrazioni, di favorire la
costruzione dell’immagine di sé e l’elaborazione dello schema corporeo.
Le attività
informali, di routine e di vita quotidiana, la vita e i giochi all’aperto sono
altrettanto importanti dell’uso di piccoli attrezzi e strumenti, del movimento
libero o guidato in spazi dedicati, dei giochi psicomotori e possono essere
occasione per l’educazione alla salute attraverso una sensibilizzazione alla
corretta alimentazione e all’igiene personale.
La scuola dell’infanzia
mira a sviluppare gradualmente nel bambino la capacità di leggere e interpretare
i messaggi provenienti dal corpo proprio e altrui, rispettandolo e avendone
cura. La scuola dell’infanzia mira altresì a sviluppare la capacità di
esprimersi e di comunicare attraverso il corpo per giungere ad affinarne le
capacità percettive e di conoscenza degli oggetti, la capacità di orientarsi
nello spazio, di muoversi e di comunicare secondo immaginazione e creatività.
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Traguardi
per lo sviluppo della competenza
Il
bambino vive pienamente la propria corporeità, ne percepisce il potenziale
comunicativo ed espressivo, matura condotte che gli consentono una buona
autonomia nella gestione della giornata a scuola.
Riconosce
i segnali e i ritmi del proprio corpo, le differenze sessuali e di sviluppo e
adotta pratiche corrette di cura di sé, di igiene e di sana alimentazione.
Prova
piacere nel movimento e sperimenta schemi posturali e motori, li applica nei
giochi individuali e di gruppo, anche con l’uso di piccoli attrezzi ed è in
grado di adattarli alle situazioni ambientali all’interno della scuola e all’aperto.
Controlla l’esecuzione del gesto, valuta il
rischio, interagisce con gli altri nei giochi di movimento, nella musica, nella
danza, nella comunicazione espressiva.
Riconosce il proprio corpo, le sue diverse
parti e rappresenta il corpo fermo e in movimento.
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Immagini,
suoni, colori
I bambini esprimono pensieri ed emozioni con
immaginazione e creatività: l’arte orienta questa propensione, educando al
piacere del bello e al sentire estetico. L’esplorazione dei materiali a
disposizione consente di vivere le prime esperienze artistiche, che sono in
grado di stimolare la creatività e contagiare altri apprendimenti. I linguaggi
a disposizione dei bambini, come la voce, il gesto, la drammatizzazione, i
suoni, la musica, la manipolazione dei materiali, le esperienze
grafico-pittoriche, i mass-media, vanno scoperti ed educati perché sviluppino
nei piccoli il senso del bello, la conoscenza di se stessi, degli altri e della
realtà.
L’incontro dei
bambini con l’arte è occasione per guardare con occhi diversi il mondo che li
circonda. I materiali esplorati con i sensi, le tecniche sperimentate e
condivise nell’atelier della scuola, le osservazioni di luoghi (piazze,
giardini, paesaggi) e di opere (quadri, musei, architetture) aiuteranno a
migliorare le capacità percettive, coltivare il piacere della fruizione, della
produzione e dell’invenzione e ad avvicinare alla cultura e al patrimonio
artistico.
La musica è un’esperienza
universale che si manifesta in modi e generi diversi, tutti di pari dignità,
carica di emozioni e ricca di tradizioni culturali. Il bambino, interagendo con
il paesaggio sonoro, sviluppa le proprie capacità cognitive e relazionali,
impara a percepire, ascoltare, ricercare e discriminare i suoni all’interno di
contesti di apprendimento significativi. Esplora le proprie possibilità
sonoro-espressive e simbolico-rappresentative, accrescendo la fiducia nelle
proprie potenzialità. L’ascolto delle produzioni sonore personali lo apre al
piacere di fare musica e alla condivisione di repertori appartenenti a vari
generi musicali.
Il bambino si
confronta con i nuovi media e con i nuovi linguaggi della comunicazione, come
spettatore e come attore. La scuola può aiutarlo a familiarizzare con l’esperienza
della multimedialità (la fotografia, il cinema, la televisione, il digitale),
favorendo un contatto attivo con i “media” e la ricerca delle loro possibilità
espressive e creative.
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Traguardi
per lo sviluppo della competenza
Il
bambino comunica, esprime emozioni, racconta, utilizzando le varie
possibilità che il linguaggio del corpo consente.
Inventa
storie e sa esprimerle attraverso la drammatizzazione, il disegno, la pittura
e altre attività manipolative; utilizza materiali e strumenti, tecniche
espressive e creative; esplora le potenzialità offerte dalle tecnologie.
Segue
con curiosità e piacere spettacoli di vario tipo (teatrali, musicali, visivi,
di animazione …); sviluppa interesse per l’ascolto della musica e per la
fruizione di opere d’arte.
Scopre
il paesaggio sonoro attraverso attività di percezione e produzione musicale
utilizzando voce, corpo e oggetti.
Sperimenta
e combina elementi musicali di base, producendo semplici sequenze
sonoro-musicali.
Esplora
i primi alfabeti musicali, utilizzando anche i simboli di una notazione
informale per codificare i suoni percepiti e riprodurli.
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I discorsi e
le parole
La lingua, in tutte
le sue funzioni e forme, è uno strumento essenziale per comunicare e conoscere,
per rendere via via più complesso e meglio definito, il proprio pensiero, anche
grazie al confronto con gli altri e con l’esperienza concreta e l’osservazione.
È il mezzo per esprimersi in modi personali, creativi e sempre più articolati.
La lingua materna è parte dell’identità di ogni bambino, ma la conoscenza di
altre lingue apre all’incontro con nuovi mondi e culture.
I bambini si
presentano alla scuola dell’infanzia con un patrimonio linguistico
significativo, ma con competenze differenziate, che vanno attentamente
osservate e valorizzate. In un ambiente linguistico curato e stimolante i
bambini sviluppano nuove capacità quando interagiscono tra di loro, chiedono
spiegazioni, confrontano punti di vista, progettano giochi e attività,
elaborano e condividono conoscenze. I bambini imparano ad ascoltare storie e
racconti, dialogano con adulti e compagni, giocano con la lingua che usano,
provano il piacere di comunicare, si cimentano con l’esplorazione della lingua
scritta.
La scuola dell’infanzia
ha la responsabilità di promuovere in tutti i bambini la padronanza della
lingua italiana, rispettando l’uso della lingua di origine. La vita di sezione
offre la possibilità di sperimentare una varietà di situazioni comunicative
ricche di senso, in cui ogni bambino diventa capace di usare la lingua nei suoi
diversi aspetti, acquista fiducia nelle proprie capacità espressive, comunica, descrive,
racconta, immagina. Appropriati percorsi didattici sono finalizzati all’estensione
del lessico, alla corretta pronuncia di suoni, parole e frasi, alla pratica
delle diverse modalità di interazione verbale (ascoltare, prendere la parola,
dialogare, spiegare), contribuendo allo sviluppo di un pensiero logico e
creativo.
L’incontro e la
lettura di libri illustrati, l’analisi dei messaggi presenti nell’ambiente
incoraggiano il progressivo avvicinarsi dei bambini alla lingua scritta, e
motivano un rapporto positivo con la lettura e la scrittura.
I bambini vivono
spesso in ambienti plurilingui e, se opportunamente guidati, possono
familiarizzare con una seconda lingua, in situazioni naturali, di dialogo, di
vita quotidiana, diventando progressivamente consapevoli di suoni, tonalità,
significati diversi.
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Traguardi
per lo sviluppo della competenza
Il
bambino usa la lingua italiana, arricchisce e precisa il proprio lessico,
comprende parole e discorsi, fa ipotesi sui significati.
Sa
esprimere e comunicare agli altri emozioni, sentimenti, argomentazioni
attraverso il linguaggio verbale che utilizza in differenti situazioni
comunicative.
Sperimenta
rime, filastrocche, drammatizzazioni; inventa nuove parole, cerca somiglianze
e analogie tra i suoni e i significati.
Ascolta
e comprende narrazioni, racconta e inventa storie, chiede e offre
spiegazioni, usa il linguaggio per progettare attività e per definirne
regole.
Ragiona
sulla lingua, scopre la presenza di lingue diverse, riconosce e sperimenta la
pluralità dei linguaggi, si misura con la creatività e la fantasia.
Si
avvicina alla lingua scritta, esplora e sperimenta prime forme di
comunicazione attraverso la scrittura, incontrando anche le tecnologie
digitali e i nuovi media.
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La conoscenza del mondo
I bambini
esplorano continuamente la realtà e imparano a riflettere sulle proprie
esperienze descrivendole, rappresentandole, riorganizzandole con diversi
criteri. Pongono così le basi per la successiva elaborazione di concetti
scientifici e matematici che verranno proposti nella scuola primaria.
La curiosità e
le domande sui fenomeni naturali, su se stessi e sugli organismi viventi e su
storie, fiabe e giochi tradizionali con riferimenti matematici, possono
cominciare a trovare risposte guardando sempre meglio i fatti del mondo,
cercando di capire come e quando succedono, intervenendo per cambiarli e
sperimentando gli effetti dei cambiamenti. Si avviano così le prime attività di
ricerca che danno talvolta risultati imprevedibili, ma che costruiscono nel bambino
la necessaria fiducia nelle proprie capacità di capire e di trovare
spiegazioni. Esplorando oggetti, materiali e simboli, osservando la vita di
piante ed animali, i bambini elaborano idee personali da confrontare con quelle
dei compagni e degli insegnanti.
Imparano a fare
domande, a dare e a chiedere spiegazioni, a lasciarsi convincere dai i punti di
vista degli altri, a non scoraggiarsi se le loro idee non risultano
appropriate. Possono quindi avviarsi verso un percorso di conoscenza più
strutturato, in cui esploreranno le potenzialità del linguaggio per esprimersi
e l’uso di simboli per rappresentare significati.
Oggetti, fenomeni, viventi
I bambini
elaborano la prima “organizzazione fisica” del mondo esterno attraverso
attività concrete che portano la loro attenzione sui diversi aspetti della
realtà, sulle caratteristiche della luce e delle ombre, sugli effetti del
calore. Osservando il proprio movimento e quello degli oggetti, ne colgono la
durata e la velocità, imparano a organizzarli nello spazio e nel tempo e
sviluppano una prima idea di contemporaneità.
Toccando,
smontando, costruendo e ricostruendo, affinando i propri gesti, i bambini
individuano qualità e proprietà degli oggetti e dei materiali, ne immaginano la
struttura e sanno assemblarli in varie costruzioni; riconoscono e danno un nome
alle proprietà individuate, si accorgono delle loro eventuali trasformazioni.
Cercano di capire come sono fatti e come funzionano macchine e meccanismi che
fanno parte della loro esperienza, cercando di capire anche quello che non si
vede direttamente: le stesse trasformazioni della materia possono essere
intuite in base a elementari modelli di strutture “invisibili”.
Il proprio corpo
è sempre oggetto di interesse, soprattutto per quanto riguarda i processi
nascosti, e la curiosità dei bambini permette di avviare le prime
interpretazioni sulla sua struttura e sul suo funzionamento. Gli organismi
animali e vegetali, osservati nei loro ambienti o in microambienti artificiali,
possono suggerire un “modello di vivente” per capire i processi più elementari
e la varietà dei modi di vivere. Si può così portare l’attenzione dei bambini
sui cambiamenti insensibili o vistosi che avvengono nel loro corpo, in quello degli
animali e delle piante e verso le continue trasformazioni dell’ambiente naturale.
Numero e spazio
La familiarità
con i numeri può nascere a partire da quelli che si usano nella vita di ogni
giorno; poi, ragionando sulle quantità e sulla numerosità di oggetti diversi, i
bambini costruiscono le prime fondamentali competenze sul contare oggetti o
eventi, accompagnandole con i gesti dell’indicare, del togliere e dell’aggiungere.
Si avviano così alla conoscenza del numero e della struttura delle prime
operazioni, suddividono in parti i materiali e realizzano elementari attività
di misura. Gradualmente, avviando i primi processi di astrazione, imparano a
rappresentare con simboli semplici i risultati delle loro esperienze.
Muovendosi nello
spazio, i bambini scelgono ed eseguono i percorsi più idonei per raggiungere
una meta prefissata scoprendo concetti geometrici come quelli di direzione e di
angolo. Sanno descrivere le forme di oggetti tridimensionali, riconoscendo le
forme geometriche e individuandone le proprietà (ad esempio, riconoscendo nel
“quadrato” una proprietà dell’oggetto e non l’oggetto stesso).
Operano e
giocano con materiali strutturati, costruzioni, giochi da tavolo di vario tipo.
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Traguardi
per lo sviluppo della competenza
Il
bambino raggruppa e ordina oggetti e materiali secondo criteri diversi, ne
identifica alcune proprietà, confronta e valuta quantità; utilizza simboli
per registrarle; esegue misurazioni usando strumenti alla sua portata.
Sa
collocare le azioni quotidiane nel tempo della giornata e della settimana.
Riferisce
correttamente eventi del passato recente; sa dire cosa potrà succedere in un
futuro immediato e prossimo.
Osserva
con attenzione il suo corpo, gli organismi viventi e i loro ambienti, i
fenomeni naturali, accorgendosi dei loro cambiamenti.
Si
interessa a macchine e strumenti tecnologici, sa scoprirne le funzioni e i
possibili usi.
Ha
familiarità sia con le strategie del contare e dell’operare con i numeri sia con
quelle necessarie per eseguire le prime misurazioni di lunghezze, pesi, e
altre quantità.
Individua
le posizioni di oggetti e persone nello spazio, usando termini come
avanti/dietro, sopra/sotto, destra/sinistra, ecc; segue correttamente un
percorso sulla base di indicazioni verbali.
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Dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria
Ogni
campo di esperienza offre specifiche opportunità di apprendimento, ma
contribuisce allo stesso tempo a realizzare i compiti di sviluppo pensati
unitariamente per i bambini dai tre ai sei anni, in termini di identità
(costruzione del sé, autostima, fiducia nei propri mezzi), di autonomia
(rapporto sempre più consapevole con gli altri), di competenza (come
elaborazione di conoscenze, abilità, atteggiamenti), di cittadinanza (come attenzione
alle dimensioni etiche e sociali).
Al
termine del percorso triennale della scuola dell’infanzia, è ragionevole
attendersi che ogni bambino abbia sviluppato alcune competenze di base che
strutturano la sua crescita personale.
Riconosce
ed esprime le proprie emozioni, è consapevole di desideri e paure, avverte gli
stati d’animo propri e altrui.
Ha
un positivo rapporto con la propria corporeità, ha maturato una sufficiente
fiducia in sé, è progressivamente consapevole delle proprie risorse e dei
propri limiti, quando occorre sa chiedere aiuto.
Manifesta
curiosità e voglia di sperimentare, interagisce con le cose, l’ambiente e le
persone, percependone le reazioni ed i cambiamenti.
Condivide
esperienze e giochi, utilizza materiali e risorse comuni, affronta gradualmente
i conflitti e ha iniziato a riconoscere le regole del comportamento nei
contesti privati e pubblici.
Ha
sviluppato l’attitudine a porre e a porsi domande di senso su questioni etiche
e morali.
Coglie
diversi punti di vista, riflette e negozia significati, utilizza gli errori
come fonte di conoscenza.
Sa
raccontare, narrare, descrivere situazioni ed esperienze vissute, comunica e si
esprime con una pluralità di linguaggi, utilizza con sempre maggiore proprietà
la lingua italiana.
Dimostra
prime abilità di tipo logico, inizia ad interiorizzare le coordinate
spazio-temporali e ad orientarsi nel mondo dei simboli, delle rappresentazioni,
dei media, delle tecnologie.
Rileva
le caratteristiche principali di eventi, oggetti, situazioni, formula ipotesi,
ricerca soluzioni a situazioni problematiche di vita quotidiana.
È
attento alle consegne, si appassiona, porta a termine il lavoro, diventa
consapevole dei processi realizzati e li documenta.
Si
esprime in modo personale, con creatività e partecipazione, è sensibile alla
pluralità di culture, lingue, esperienze.
LA
SCUOLA DEL PRIMO CICLO
Il primo ciclo d’istruzione comprende la scuola
primaria e la scuola secondaria di primo grado. Ricopre un arco di tempo
fondamentale per l’apprendimento e lo sviluppo dell’identità degli alunni, nel
quale si pongono le basi e si acquisiscono gradualmente le competenze
indispensabili per continuare ad apprendere a scuola e lungo l’intero arco
della vita.
La finalità del primo ciclo è l’acquisizione
delle conoscenze e delle abilità fondamentali per sviluppare le competenze
culturali di base nella prospettiva del pieno sviluppo della persona. Per
realizzare tale finalità la scuola concorre con altre istituzioni alla
rimozione di ogni ostacolo alla frequenza; cura l’accesso facilitato per gli
alunni con disabilità; previene l’evasione dell’obbligo scolastico e contrasta
la dispersione; valorizza il talento e le inclinazioni di ciascuno; persegue
con ogni mezzo il miglioramento della qualità del sistema di istruzione.
In questa prospettiva ogni scuola pone particolare
attenzione ai processi di apprendimento di tutti gli alunni e di ciascuno di
essi, li accompagna nell’elaborare il senso della propria esperienza, promuove
la pratica consapevole della cittadinanza.
Il
senso dell’esperienza educativa
Fin dai primi anni la scuola promuove un percorso di attività
nel quale ogni alunno possa assumere un ruolo attivo nel proprio apprendimento,
sviluppare al meglio le inclinazioni, esprimere le curiosità, riconoscere ed
intervenire sulle difficoltà, assumere sempre maggiore consapevolezza di sé,
avviarsi a costruire un proprio progetto di vita. Così la scuola svolge un
fondamentale ruolo educativo e di orientamento, fornendo all’alunno le
occasioni per acquisire consapevolezza delle sue potenzialità e risorse, per
progettare la realizzazione di esperienze significative e verificare gli esiti
conseguiti in relazione alle attese. Tutta la scuola in genere ha una funzione
orientativa in quanto preparazione alle scelte decisive della vita, ma in
particolare la scuola del primo ciclo, con la sua unitarietà e progressiva
articolazione disciplinare, intende favorire l’orientamento verso gli studi
successivi mediante esperienze didattiche non ripiegate su se stesse ma aperte
e stimolanti, finalizzate a suscitare la curiosità dell’alunno e a fargli
mettere alla prova le proprie capacità.
La scuola propone situazioni e contesti in cui gli
alunni riflettono per capire il mondo e se stessi, diventano consapevoli che il
proprio corpo è un bene di cui prendersi cura, trovano stimoli per sviluppare
il pensiero analitico e critico, imparano ad imparare, coltivano la fantasia e
il pensiero originale, si confrontano per ricercare significati e condividere
possibili schemi di comprensione della realtà, riflettendo sul senso e le conseguenze
delle proprie scelte. Favorisce lo sviluppo delle capacità necessarie per
imparare a leggere le proprie emozioni e a gestirle, per porsi obiettivi non
immediati e perseguirli. Promuove inoltre quel primario senso di responsabilità
che si traduce nel fare bene il proprio lavoro e nel portarlo a termine, nell’avere
cura di sé, degli oggetti, degli ambienti che si frequentano, sia naturali sia
sociali.
Sollecita gli alunni a un’attenta riflessione sui
comportamenti di gruppo al fine di individuare quegli atteggiamenti che violano
la dignità della persona e il rispetto reciproco, li orienta a sperimentare
situazioni di studio e di vita dove sviluppare atteggiamenti positivi ed
imparare a collaborare con altri.
Segue con attenzione le diverse condizioni nelle quali
si sviluppa l’identità di genere, che nella preadolescenza ha la sua stagione
cruciale.
Crea favorevoli condizioni di ascolto e di espressione
tra coetanei e guida i ragazzi nella comprensione critica dei messaggi
provenienti dalla società nelle loro molteplici forme.
Di fronte alla complessa realtà sociale, la scuola ha
bisogno di stabilire con i genitori rapporti non episodici o dettati dall’emergenza,
ma costruiti dentro un progetto educativo condiviso e continuo. La consapevolezza
dei cambiamenti intervenuti nella società e nella scuola richiede la messa in
atto di un rinnovato rapporto di corresponsabilità formativa con le famiglie,
in cui con il dialogo si costruiscano cornici di riferimento condivise e si dia
corpo a una progettualità comune nel rispetto dei diversi ruoli.
L’alfabetizzazione
culturale di base
Il compito specifico del primo ciclo è quello di
promuovere l’alfabetizzazione di base attraverso l’acquisizione dei linguaggi e
dei codici che costituiscono la struttura della nostra cultura, in un orizzonte
allargato alle altre culture con cui conviviamo e all’uso consapevole dei nuovi
media.
Si tratta di una alfabetizzazione culturale e sociale
che include quella strumentale, da sempre sintetizzata nel “leggere, scrivere e
far di conto”, e la potenzia attraverso i linguaggi e i saperi delle varie
discipline.
All’alfabetizzazione culturale e sociale
concorre in via prioritaria l’educazione plurilingue e interculturale. La
lingua materna, la lingua di scolarizzazione e le lingue europee, in quanto
lingue dell’educazione, contribuiscono infatti a promuovere i diritti del
soggetto al pieno sviluppo della propria identità nel contatto con l’alterità
linguistica e culturale. L’educazione plurilingue e interculturale rappresenta
una risorsa funzionale alla valorizzazione delle diversità e al successo
scolastico di tutti e di ognuno ed è presupposto per l’inclusione sociale e per
la partecipazione democratica.
La scuola
primaria mira all’acquisizione degli apprendimenti di base, come primo
esercizio dei diritti costituzionali. Ai bambini e alle bambine che la
frequentano offre l’opportunità di sviluppare le dimensioni cognitive, emotive,
affettive, sociali, corporee, etiche e religiose, e di acquisire i saperi
irrinunciabili. Si pone come scuola formativa che, attraverso gli alfabeti
caratteristici di ciascuna disciplina, permette di esercitare differenti stili
cognitivi, ponendo così le premesse per lo sviluppo del pensiero riflessivo e
critico. Per questa via si formano cittadini consapevoli e responsabili a tutti
i livelli, da quello locale a quello europeo.
La padronanza degli strumenti culturali di base è
ancor più importante per bambini che vivono in situazioni di svantaggio: più
solide saranno le capacità acquisite nella scuola primaria, maggiori saranno le
probabilità di inclusione sociale e culturale attraverso il sistema dell’istruzione.
Nella scuola
secondaria di primo grado si realizza l’accesso alle discipline come punti
di vista sulla realtà e come modalità di conoscenza, interpretazione e
rappresentazione del mondo.
La valorizzazione delle discipline avviene pienamente
quando si evitano due rischi: sul piano culturale, quello della frammentazione
dei saperi; sul piano didattico, quello dell’impostazione trasmissiva. Le discipline
non vanno presentate come territori da proteggere definendo confini rigidi, ma
come chiavi interpretative disponibili ad ogni possibile utilizzazione. I
problemi complessi richiedono, per essere esplorati, che i diversi punti di
vista disciplinari dialoghino e che si presti attenzione alle zone di confine e di cerniera fra discipline.
Nella scuola secondaria di primo grado vengono
favorite una più approfondita padronanza delle discipline e un’articolata
organizzazione delle conoscenze, nella prospettiva dell’elaborazione di un
sapere sempre meglio integrato e padroneggiato.
Le competenze sviluppate nell’ambito delle singole
discipline concorrono a loro volta alla promozione di competenze più ampie e
trasversali, che rappresentano una condizione essenziale per la piena
realizzazione personale e per la partecipazione attiva alla vita sociale,
orientate ai valori della convivenza civile e del bene comune. Le competenze
per l’esercizio della cittadinanza attiva sono promosse continuamente nell’ambito
di tutte le attività di apprendimento, utilizzando e finalizzando opportunamente
i contributi che ciascuna disciplina può offrire.
Cittadinanza
e Costituzione
È compito peculiare di questo
ciclo scolastico porre le basi per l’esercizio della cittadinanza attiva,
potenziando e ampliando gli apprendimenti promossi nella scuola dell’infanzia.
L’educazione alla cittadinanza viene promossa
attraverso esperienze significative che consentano di apprendere il concreto
prendersi cura di se stessi, degli altri e dell’ambiente e che favoriscano
forme di cooperazione e di solidarietà. Questa fase del processo formativo è il
terreno favorevole per lo sviluppo di un’adesione consapevole a valori
condivisi e di atteggiamenti cooperativi e collaborativi che costituiscono la
condizione per praticare la convivenza civile.
Obiettivi irrinunciabili dell’educazione alla
cittadinanza sono la costruzione del senso di legalità e lo sviluppo di un’etica
della responsabilità, che si realizzano nel dovere di scegliere e agire in modo
consapevole e che implicano l’impegno a elaborare idee e a promuovere azioni
finalizzate al miglioramento continuo del proprio contesto di vita, a partire
dalla vita quotidiana a scuola e dal personale coinvolgimento in routine consuetudinarie che possono
riguardare la pulizia e il buon uso dei luoghi, la cura del giardino o del
cortile, la custodia dei sussidi, la documentazione, le prime forme di
partecipazione alle decisioni comuni, le piccole riparazioni, l’organizzazione
del lavoro comune, ecc.
Accanto ai valori e alle competenze inerenti la
cittadinanza, la scuola del primo ciclo include nel proprio curricolo la prima
conoscenza della Costituzione della Repubblica italiana. Gli allievi imparano
così a riconoscere e a rispettare i valori sanciti e tutelati nella
Costituzione, in particolare i diritti inviolabili di ogni essere umano
(articolo 2), il riconoscimento della pari dignità sociale (articolo 3), il
dovere di contribuire in modo concreto alla qualità della vita della società
(articolo 4), la libertà di religione (articolo 8), le varie forme di libertà
(articoli 13-21). Imparano altresì l’importanza delle procedure nell’esercizio
della cittadinanza e la distinzione tra diversi compiti, ruoli e poteri. Questo
favorisce una prima conoscenza di come sono organizzate la nostra società
(articoli 35-54) e le nostre istituzioni politiche (articoli 55-96). Al tempo
stesso contribuisce a dare un valore più largo e consapevole alla
partecipazione alla vita
della scuola intesa come comunità che funziona sulla base di
regole condivise.
Parte integrante dei diritti costituzionali e di cittadinanza è il
diritto alla parola (articolo 21) il cui esercizio dovrà essere
prioritariamente tutelato ed incoraggiato in ogni contesto scolastico e in
ciascun alunno, avendo particolare attenzione a sviluppare le regole di una
conversazione corretta. È attraverso la parola e il dialogo tra interlocutori
che si rispettano reciprocamente, infatti, che si costruiscono significati
condivisi e si opera per sanare le divergenze, per acquisire punti di vista
nuovi, per negoziare e dare un senso positivo alle differenze così come per
prevenire e regolare i conflitti.
La lingua italiana costituisce il primo strumento di
comunicazione e di accesso ai saperi. La lingua scritta, in particolare,
rappresenta un mezzo decisivo per l’esplorazione del mondo, l’organizzazione
del pensiero e per la riflessione sull’esperienza e il sapere dell’umanità.
È responsabilità di tutti i docenti garantire la
padronanza della lingua italiana, valorizzando al contempo gli idiomi nativi e
le lingue comunitarie. Così intesa, la scuola diventa luogo privilegiato di
apprendimento e di confronto libero e pluralistico.
L’ambiente
di apprendimento
Una buona scuola primaria e secondaria di primo grado
si costituisce come un contesto idoneo a promuovere apprendimenti significativi
e a garantire il successo formativo per tutti gli alunni.
A tal fine è possibile indicare, nel rispetto dell’autonomia
delle scuole e della libertà di insegnamento, alcuni principi metodologici che
contraddistinguono un’efficace azione formativa senza pretesa di esaustività.
L’acquisizione dei saperi richiede un
uso flessibile degli spazi, a partire dalla stessa aula scolastica, ma anche la
disponibilità di luoghi attrezzati che facilitino approcci operativi alla
conoscenza per le scienze, la tecnologia, le lingue comunitarie, la produzione
musicale, il teatro, le attività pittoriche, la motricità.
Particolare importanza assume la
biblioteca scolastica, anche in una prospettiva multimediale, da intendersi
come luogo privilegiato per la lettura e la scoperta di una pluralità di libri
e di testi, che sostiene lo studio autonomo e l’apprendimento continuo; un
luogo pubblico, fra scuola e territorio, che favorisce la partecipazione delle
famiglie, agevola i percorsi di integrazione, crea ponti tra lingue, linguaggi,
religioni e culture.
Valorizzare l’esperienza
e le conoscenze degli alunni, per
ancorarvi nuovi contenuti. Nel processo di apprendimento l’alunno porta una
grande ricchezza di esperienze e conoscenze acquisite fuori dalla scuola e
attraverso i diversi media oggi disponibili a tutti, mette in gioco aspettative
ed emozioni, si presenta con una dotazione di informazioni, abilità, modalità
di apprendere che l’azione didattica dovrà opportunamente richiamare,
esplorare, problematizzare. In questo modo l’allievo riesce a dare senso a
quello che va imparando.
Attuare interventi adeguati nei riguardi delle diversità, per fare in modo che non diventino
disuguaglianze. Le classi sono oggi caratterizzate da molteplici diversità,
legate alle differenze nei modi e nei livelli di apprendimento, alle specifiche
inclinazioni e ai personali interessi, a particolari stati emotivi e affettivi.
La scuola deve progettare e realizzare percorsi didattici specifici per
rispondere ai bisogni educativi degli allievi. Particolare attenzione va
rivolta agli alunni con cittadinanza non italiana i quali, ai fini di una piena
integrazione, devono acquisire sia un adeguato livello di uso e controllo della
lingua italiana per comunicare e avviare i processi di apprendimento, sia una
sempre più sicura padronanza linguistica e culturale per proseguire nel proprio
itinerario di istruzione. Tra loro vi sono alunni giunti
da poco in Italia (immigrati “di prima generazione”) e alunni nati in Italia (immigrati
“di seconda generazione”). Questi alunni richiedono interventi differenziati
che non devono investire il solo insegnamento della lingua italiana ma la
progettazione didattica complessiva della scuola e quindi dei docenti di tutte
le discipline. L’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole comuni,
inoltre, anche se è da tempo un fatto culturalmente e normativamente acquisito
e consolidato, richiede un’effettiva progettualità, utilizzando le forme di
flessibilità previste dall’autonomia e le opportunità offerte dalle tecnologie.
Favorire l’esplorazione e la scoperta, al fine di promuovere il gusto per la ricerca
di nuove conoscenze. In questa prospettiva, la problematizzazione svolge una
funzione insostituibile: sollecita gli alunni a individuare problemi, a
sollevare domande, a mettere in discussione le conoscenze già elaborate, a
trovare appropriate piste d’indagine, a cercare soluzioni originali.
Incoraggiare
l’apprendimento collaborativo. Imparare
non è solo un processo individuale. La dimensione sociale dell’apprendimento
svolge un ruolo significativo. In tal senso, molte sono le forme di interazione
e collaborazione che possono essere introdotte (dall’aiuto reciproco all’apprendimento
cooperativo, all’apprendimento tra pari), sia all’interno della classe, sia
attraverso la formazione di gruppi di lavoro con alunni di classi e di età
diverse. A questo scopo
risulta molto efficace l’utilizzo delle nuove tecnologie che permettono agli
alunni di operare insieme per costruire nuove conoscenze, ad esempio attraverso
ricerche sul web e per corrispondere con coetanei anche di altri paesi.
Promuovere la
consapevolezza del proprio modo di apprendere, al fine di “imparare ad apprendere”. Riconoscere le difficoltà
incontrate e le strategie adottate per superarle, prendere atto degli errori
commessi, ma anche comprendere le ragioni di un insuccesso, conoscere i propri
punti di forza, sono tutte competenze necessarie a rendere l’alunno consapevole
del proprio stile di apprendimento e capace di sviluppare autonomia nello
studio. Occorre che l’alunno sia attivamente impegnato nella costruzione del
suo sapere e di un suo metodo di studio, sia sollecitato a riflettere su come e
quanto impara, sia incoraggiato a esplicitare i suoi modi di comprendere e a
comunicare ad altri i traguardi raggiunti. Ogni alunno va posto nelle
condizioni di capire il compito assegnato e i traguardi da raggiungere,
riconoscere le difficoltà e stimare le proprie abilità, imparando così a
riflettere sui propri risultati, valutare i progressi compiuti, riconoscere i
limiti e le sfide da affrontare, rendersi conto degli esiti delle proprie
azioni e trarne considerazioni per migliorare.
Realizzare
attività didattiche in forma di laboratorio, per favorire l’operatività e allo stesso tempo il dialogo e la
riflessione su quello che si fa. Il laboratorio, se ben organizzato, è la
modalità di lavoro che meglio incoraggia la ricerca e la progettualità,
coinvolge gli alunni nel pensare, realizzare, valutare attività vissute in modo
condiviso e partecipato con altri, e può essere attivata sia nei diversi spazi
e occasioni interni alla scuola sia valorizzando il territorio come risorsa per
l’apprendimento.
Italiano
Lo sviluppo di competenze linguistiche ampie e sicure è una condizione
indispensabile per la crescita della persona e per l’esercizio pieno della
cittadinanza, per l’accesso critico a tutti gli ambiti culturali e per il
raggiungimento del successo scolastico in ogni settore di studio. Per
realizzare queste finalità estese e trasversali, è necessario che l’apprendimento
della lingua sia oggetto di specifiche attenzioni da parte di tutti i docenti,
che in questa prospettiva coordineranno le loro attività.
Nel nostro paese l’apprendimento della lingua avviene oggi in uno
spazio antropologico caratterizzato da una varietà di elementi: la persistenza, anche se quanto mai ineguale e
diversificata, della dialettofonia; la ricchezza e la varietà delle lingue
minoritarie; la compresenza di più lingue di tutto il mondo; la presenza infine
dell’italiano parlato e scritto con livelli assai diversi di padronanza e con
marcate varianti regionali. Tutto questo comporta che nell’esperienza di molti
bambini e ragazzi l’italiano rappresenti una seconda lingua. La cura
costante rivolta alla progressiva padronanza dell’italiano implica, dunque, che
l’apprendimento della lingua italiana avvenga a partire dalle competenze
linguistiche e comunicative che gli allievi hanno già maturato nell’idioma
nativo e guardi al loro sviluppo in funzione non solo del miglior rendimento
scolastico, ma come componente essenziale delle abilità per la vita.
Data la complessità dello sviluppo linguistico, che si intreccia
strettamente con quello cognitivo e richiede tempi lunghi e distesi, si deve
tener presente che i traguardi per la scuola secondaria costituiscono un’evoluzione
di quelli della primaria e che gli obiettivi di ciascun livello sono uno
sviluppo di quelli del livello precedente.
Nel primo ciclo di istruzione devono essere acquisiti gli strumenti
necessari ad una "alfabetizzazione funzionale": gli allievi devono
ampliare il patrimonio orale e devono imparare a leggere e a scrivere correttamente
e con crescente arricchimento di lessico. Questo significa, da una parte,
padroneggiare le tecniche di lettura e scrittura, dall’altra imparare a
comprendere e a produrre significati attraverso la lingua scritta. Lo sviluppo
della strumentazione per la lettura e la scrittura e degli aspetti legati al
significato procede in parallelo e deve continuare per tutto il primo ciclo di
istruzione, ovviamente non esaurendosi in questo.
La complessità dell’educazione linguistica rende
necessario che i docenti delle diverse discipline operino insieme e con l’insegnante
di italiano per dare a tutti gli allievi l’opportunità di inserirsi
adeguatamente nell’ambiente scolastico e nei percorsi di apprendimento, avendo
come primo obiettivo il possesso della lingua di scolarizzazione.
Oralità
La comunicazione orale nella forma dell’ascolto e
del parlato è il modo naturale con cui il bambino, ad un tempo, entra in
rapporto con gli altri e “dà i nomi alle cose” esplorandone la complessità. Tale
capacità di interagire, di nominare in modo sempre più esteso, di elaborare il
pensiero attraverso l’oralità e di comprendere discorsi e testi di vario tipo
viene sviluppata e gradualmente sistematizzata a scuola, dove si promuove la capacità
di ampliare il lessico, ascoltare e produrre discorsi per scopi diversi e man
mano più articolati e meglio pianificati. La pratica delle abilità linguistiche
orali nella comunità scolastica passa attraverso l’esperienza dei diversi usi
della lingua (comunicativi, euristici, cognitivi, espressivi, argomentativi) e
la predisposizione di ambienti sociali di apprendimento idonei al dialogo, all’interazione,
alla ricerca e alla costruzione di significati, alla condivisione di
conoscenze, al riconoscimento di punti di vista e alla loro negoziazione.
Lettura
La pratica della lettura, centrale in tutto il primo
ciclo di istruzione, è proposta come momento di socializzazione e di
discussione dell’apprendimento di contenuti, ma anche come momento di ricerca
autonoma e individuale, in grado di sviluppare la capacità di concentrazione e
di riflessione critica, quindi come attività particolarmente utile per favorire
il processo di maturazione dell’allievo. Per lo sviluppo di una sicura competenza
di lettura è necessaria l’acquisizione di opportune strategie e tecniche,
compresa la lettura a voce alta, la cura dell’espressione e la costante messa
in atto di operazioni cognitive per la comprensione del testo. Saper leggere è
essenziale per il reperimento delle informazioni, per ampliare le proprie
conoscenze, per ottenere risposte significative. La cura della comprensione di
testi espositivi e argomentativi – anche utilizzando il dibattito e il dialogo
intorno ai testi presentati – è esercizio di fondamentale importanza. La
nascita del gusto per la lettura produce aumento di attenzione e curiosità,
sviluppa la fantasia e il piacere della ricerca in proprio, fa incontrare i
racconti e le storie di ogni civiltà e tempo, avvicina all’altro e al diverso
da sé. Tutte queste esperienze sono componenti imprescindibili per il
raggiungimento di una solida competenza nella lettura e per lo sviluppo di ogni
futura conoscenza.
A scuola si
apprende la strumentalità del leggere e si attivano i numerosi processi
cognitivi necessari alla comprensione. La lettura va costantemente praticata su
un’ampia gamma di testi appartenenti ai vari tipi e forme
testuali (da testi continui a moduli, orari, grafici, mappe ecc.) per scopi diversi e con strategie funzionali al
compito, senza mai tralasciare la pratica della lettura personale e dell’ascolto
di testi letti dall’insegnante realizzata abitualmente senza alcuna
finalizzazione, al solo scopo di alimentare il piacere di leggere. Lo sviluppo della competenza di lettura riguarda tutte le
discipline. È compito di ciascun insegnante favorire con apposite attività
il superamento degli ostacoli alla comprensione dei testi che possono annidarsi
a livello lessicale o sintattico oppure al livello della strutturazione logico-concettuale.
La consuetudine con i libri pone le basi per una
pratica di lettura come attività autonoma e personale che duri per tutta la vita. Per questo occorre
assicurare le condizioni (biblioteche scolastiche, accesso ai libri, itinerari
di ricerca, uso costante sia dei libri che dei nuovi media, ecc.) da cui
sorgono bisogni e gusto di esplorazione dei testi scritti. La lettura connessa
con lo studio e l’apprendimento e la lettura più spontanea, legata ad aspetti
estetici o emotivi, vanno parimenti praticate in quanto rispondono a bisogni
presenti nella persona.
In questa prospettiva ruolo primario assume il
leggere per soddisfare il piacere estetico dell’incontro con il testo
letterario e il gusto intellettuale della ricerca di risposte a domande di
senso, come premessa ad una prima educazione letteraria, che non si esaurisce
certo nel primo ciclo di istruzione.
Scrittura
La pratica della scrittura viene introdotta in modo graduale:
qualunque sia il metodo usato dall’insegnante, durante la prima alfabetizzazione
il bambino, partendo dall’esperienza, viene guidato contemporaneamente a
leggere e scrivere parole e frasi sempre legate a bisogni comunicativi e
inserite in contesti motivanti. L’acquisizione della
competenza strumentale della scrittura, entro i primi due anni di scuola,
comporta una costante attenzione alle abilità grafico-manuali e alla
correttezza ortografica. Questo indispensabile apprendistato non esaurisce la
complessità dell’insegnare e dell’imparare a scrivere ma ne costituisce il necessario
requisito. La scrittura di un testo si presenta come un processo complesso nel
quale si riconoscono fasi specifiche, dall’ideazione alla pianificazione, alla
prima stesura, alla revisione e all’auto-correzione, su ognuna delle quali l’insegnante
deve far lavorare gli allievi con progressione graduale e assicurando ogni
volta la stabilizzazione e il consolidamento di quanto ciascun alunno ha
acquisito. La frequentazione assidua di testi permetterà all’allievo di
individuare i modelli che ne sono alla base e di assumerli come riferimento
nelle proprie produzioni comunicative.
In tutto il primo ciclo il
percorso di apprendimento della scrittura richiede tempi distesi,
diversificazione delle attività didattiche e interdisciplinarità in quanto la
produzione testuale si realizza in varie discipline. Può altresì richiedere
attenzione dedicata a piccoli gruppi e a singoli alunni, soprattutto nella fase
iniziale durante la quale ogni bambino ha bisogno di acquisire sicurezza.
In particolare, l’insegnante di italiano fornisce le
indicazioni essenziali per la produzione di testi per lo studio (ad esempio
schema, riassunto, esposizione di argomenti, relazione di attività e progetti
svolti nelle varie discipline), funzionali (ad esempio istruzioni, questionari),
narrativi, espositivi e argomentativi. Tali testi possono muovere da esperienze concrete, da
conoscenze condivise, da scopi reali, evitando trattazioni generiche e luoghi
comuni. Inoltre, attraverso la produzione di testi fantastici (sia in
prosa sia in versi), l’allievo sperimenta fin dai primi anni le potenzialità
espressive della lingua italiana e apprende come sia possibile intrecciare la
lingua scritta con altri linguaggi, anche attraverso la produzione di testi
multimediali.
Al termine della scuola secondaria di primo grado l’allievo dovrebbe
essere in grado di produrre testi di diversa tipologia e forma coesi e
coerenti, adeguati all’intenzione comunicativa e al destinatario, curati anche
negli aspetti formali.
Acquisizione
ed espansione del lessico ricettivo e produttivo
I bambini entrano nella scuola primaria con un patrimonio lessicale
diverso da un allievo all’altro. Data la grande importanza della comprensione e
dell’uso attivo del lessico, il primo compito dell’insegnante è proprio quello
di rendersi conto, attraverso attività anche ludiche e creative, della
consistenza e tipologia (varietà) del patrimonio lessicale di ognuno. È un
compito tanto più importante quanto più vi è oggi evidenza di un progressivo
impoverimento del lessico.
Il patrimonio iniziale dovrà essere consolidato in un nucleo di vocaboli di base (fondamentali e di
alto uso), a partire dal quale si opererà man mano un’estensione alle
parole-chiave delle discipline di studio: l’acquisizione dei linguaggi
specifici delle discipline deve essere responsabilità comune di tutti gli
insegnanti.
I docenti di tutto il primo ciclo di istruzione
dovranno promuovere, all’interno di attività orali e di lettura e scrittura, la
competenza lessicale relativamente sia all’ampiezza del lessico compreso e usato
(ricettivo e produttivo) sia alla sua padronanza nell’uso sia alla sua
crescente specificità. Infatti l’uso del lessico, a seconda delle discipline,
dei destinatari, delle situazioni comunicative e dei mezzi utilizzati per l’espressione
orale e quella scritta richiede lo sviluppo di conoscenze, capacità di
selezione e adeguatezza ai contesti. Lo sviluppo della competenza lessicale
deve rispettare gli stadi cognitivi del bambino e del ragazzo e avvenire in
stretto rapporto con l’uso vivo e reale della lingua, non attraverso forme di
apprendimento meccanico e mnemonico. Va, in questo senso, tenuta in
considerazione la ricchezza delle espressioni locali, “di strada”, gergali e
dei molti modi di dire legati alle esperienze, che spesso racchiudono un senso
identitario e capacità narrative e che rappresentano un bagaglio attraverso il
quale ampliare l’espressione anche in italiano corretto.
Per l’apprendimento
di un lessico sempre più preciso e specifico è fondamentale che gli allievi
imparino, fin dalla scuola primaria, a consultare dizionari e repertori
tradizionali e online.
Elementi
di grammatica esplicita e riflessione sugli usi della lingua
Ogni persona, fin dall’infanzia, possiede una
grammatica implicita, che le permette di formulare frasi ben formate pur senza
conoscere concetti quali quelli di verbo, soggetto, ecc. Questa “grammatica
implicita” si amplia e si rafforza negli anni attraverso l’uso della lingua,
che permette di giungere a forme "corrette" (in italiano standard) e
di realizzare enunciati in diverse varietà linguistiche e in diverse lingue.
Inoltre, sin dai primi anni di scolarità, i bambini
hanno una naturale predisposizione a riflettere sulla lingua. È su queste attitudini
che l’insegnante si può basare per condurre gradualmente l’allievo verso forme
di “grammatica esplicita”.
È molto importante acquisire una progressiva
consapevolezza e sicurezza nell’uso dello strumento linguistico (che si avvia,
ma non si completa, nel primo ciclo). Si tratta, infatti, di una delle
condizioni per un uso critico e libero della lingua, a cui deve giungere presto
ogni cittadino. Perciò, nei primi anni della scuola primaria l’uso della lingua
e la riflessione su di essa vanno curate insieme. Del resto nella pratica
coincidono: l’apprendimento della strumentalità del leggere e dello scrivere è
da considerarsi infatti attività linguistica e metalinguistica al tempo stesso.
Per quanto riguarda l’ortografia, da una parte è
fondamentale che essa sia acquisita e automatizzata in modo sicuro nei primi anni
di scuola, in quanto diventa difficile apprenderla più in là con gli anni; dall’altra
la correttezza ortografica deve essere costantemente monitorata a tutti i
livelli di scuola.
Gli oggetti della riflessione sulla lingua e della grammatica esplicita
sono: le strutture sintattiche delle frasi semplici e complesse (per la
descrizione delle quali l’insegnante sceglierà il modello grammaticale di riferimento
che gli sembra più adeguato ed efficace); le parti del discorso, o categorie
lessicali; gli elementi di coesione che servono a mettere in rapporto le
diverse parti della frase e del testo (connettivi di vario tipo, pronomi, segni
di interpunzione); il lessico e la sua organizzazione; le varietà dell’italiano
più diffuse.
Nella scuola primaria la riflessione privilegia il livello
lessicale-semantico e si attua a partire dai testi orali e scritti recepiti e
prodotti dagli allievi. Gli aspetti morfologici e quelli sintattici, semantici
e testuali, che sono introdotti nella scuola primaria attraverso riflessioni
sull’uso, devono essere ripresi ciclicamente, al fine di poter operare
precisazioni e approfondimenti e raggiungere una valida sistematizzazione dei
concetti centrali.
La riflessione sulla lingua, se condotta in modo induttivo e senza un’introduzione
troppo precoce della terminologia specifica, contribuisce a una maggiore
duttilità nel capire i testi e riflettere e discutere sulle proprie produzioni.
Essa, inoltre, si intreccia con la riflessione sulle altre lingue del
repertorio dell’allievo, in una prospettiva plurilingue e interculturale. Ma il
ruolo probabilmente più significativo della riflessione sulla lingua è quello
metacognitivo: la riflessione concorre infatti a sviluppare le capacità di
categorizzare, di connettere, di analizzare, di indurre e dedurre, utilizzando
di fatto un metodo scientifico.
La
riflessione sulla lingua riguarda anche il lessico, di cui verranno esplorate e
definite le caratteristiche fondamentali, come le relazioni di significato e i
meccanismi di formazione delle parole.
|
Traguardi per lo sviluppo
delle competenze al termine della scuola primaria
L’allievo partecipa a scambi
comunicativi (conversazione, discussione di classe o di gruppo) con compagni
e insegnanti rispettando il turno e formulando messaggi chiari e pertinenti,
in un registro il più possibile adeguato alla situazione.
Ascolta e comprende testi orali
"diretti" o "trasmessi" dai media cogliendone il senso,
le informazioni principali e lo scopo.
Legge e comprende testi di
vario tipo, continui e non continui, ne individua il senso globale e le
informazioni principali, utilizzando strategie di lettura adeguate agli
scopi.
Utilizza abilità funzionali
allo studio: individua nei testi scritti informazioni utili per l’apprendimento
di un argomento dato e le mette in relazione; le sintetizza, in funzione
anche dell’esposizione orale; acquisisce un primo nucleo di terminologia
specifica.
Legge testi di vario genere
facenti parte della letteratura per l’infanzia, sia a voce alta sia in
lettura silenziosa e autonoma e formula su di essi giudizi personali.
Scrive testi corretti nell’ortografia,
chiari e coerenti, legati all’esperienza e alle diverse occasioni di scrittura
che la scuola offre; rielabora testi parafrasandoli, completandoli,
trasformandoli.
Capisce e utilizza nell’uso
orale e scritto i vocaboli fondamentali e quelli di alto uso; capisce e utilizza
i più frequenti termini specifici legati alle discipline di studio.
Riflette sui testi propri e
altrui per cogliere regolarità morfosintattiche e caratteristiche del
lessico; riconosce che le diverse scelte linguistiche sono correlate alla
varietà di situazioni comunicative.
È consapevole che nella
comunicazione sono usate varietà diverse di lingua e lingue differenti
(plurilinguismo).
Padroneggia e applica in situazioni
diverse le conoscenze fondamentali relative all’organizzazione logico-sintattica
della frase semplice, alle parti del discorso (o categorie lessicali) e ai
principali connettivi.
|
Obiettivi di
apprendimento al termine della classe terza della scuola primaria
Ascolto e parlato
–
Prendere la parola negli scambi comunicativi
(dialogo, conversazione, discussione) rispettando i turni di parola.
–
Comprendere l’argomento
e le informazioni principali di discorsi affrontati in classe.
–
Ascoltare
testi narrativi ed espositivi mostrando di saperne cogliere il senso globale e
riesporli in modo comprensibile a chi ascolta.
–
Comprendere
e dare semplici istruzioni su un gioco o un’attività conosciuta.
–
Raccontare
storie personali o fantastiche rispettando l’ordine cronologico ed esplicitando
le informazioni necessarie perché il racconto sia chiaro per chi ascolta.
–
Ricostruire
verbalmente le fasi di un’esperienza vissuta a scuola o in altri contesti.
Lettura
–
Padroneggiare
la lettura strumentale (di decifrazione) sia nella modalità ad alta voce,
curandone l’espressione, sia in quella silenziosa.
–
Prevedere
il contenuto di un testo semplice in base ad alcuni elementi come il titolo e
le immagini; comprendere il significato di parole non note in base al testo.
–
Leggere
testi (narrativi, descrittivi, informativi) cogliendo l’argomento di cui si
parla e individuando le informazioni principali e le loro relazioni.
–
Comprendere testi di tipo diverso, continui e non
continui, in vista di scopi pratici, di intrattenimento e di svago.
–
Leggere
semplici e brevi testi letterari, sia poetici sia narrativi, mostrando di
saperne cogliere il senso globale.
–
Leggere semplici testi di divulgazione per ricavarne
informazioni utili ad ampliare conoscenze su temi noti.
Scrittura
–
Acquisire
le capacità manuali, percettive e cognitive necessarie per l’apprendimento
della scrittura.
–
Scrivere
sotto dettatura curando in modo particolare l’ortografia.
–
Produrre
semplici testi funzionali, narrativi e descrittivi legati a scopi concreti (per
utilità personale, per comunicare con altri, per ricordare, ecc.) e connessi
con situazioni quotidiane (contesto scolastico e/o familiare).
–
Comunicare
con frasi semplici e compiute, strutturate in brevi testi che rispettino le
convenzioni ortografiche e di interpunzione.
Acquisizione ed espansione del lessico ricettivo e
produttivo
–
Comprendere
in brevi testi il significato di parole non note basandosi sia sul contesto sia
sulla conoscenza intuitiva delle famiglie di parole.
–
Ampliare
il patrimonio lessicale attraverso esperienze scolastiche ed extrascolastiche e
attività di interazione orale e di lettura.
–
Usare
in modo appropriato le parole man mano apprese.
–
Effettuare
semplici ricerche su parole ed espressioni presenti nei testi, per ampliare il
lessico d’uso.
Elementi
di grammatica esplicita e riflessione sugli usi della lingua
–
Confrontare
testi per coglierne alcune caratteristiche specifiche (ad es. maggiore o minore
efficacia comunicativa, differenze tra testo orale e testo scritto, ecc.).
–
Riconoscere se una frase è o no completa, costituita cioè dagli
elementi essenziali (soggetto, verbo, complementi necessari).
–
Prestare attenzione alla grafia delle parole nei
testi e applicare le conoscenze ortografiche nella propria produzione scritta.
Obiettivi di
apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria
Ascolto e parlato
–
Interagire in modo collaborativo in una conversazione,
in una discussione, in un dialogo su argomenti di esperienza diretta,
formulando domande, dando risposte e fornendo spiegazioni ed esempi.
–
Comprendere il tema e le informazioni essenziali di un’esposizione
(diretta o trasmessa); comprendere lo scopo e l’argomento di messaggi trasmessi
dai media (annunci, bollettini ...).
–
Formulare
domande precise e pertinenti di spiegazione e di approfondimento durante o dopo
l’ascolto.
–
Comprendere consegne e istruzioni per l’esecuzione di attività
scolastiche ed extrascolastiche.
–
Cogliere in una discussione le posizioni espresse dai
compagni ed esprimere la propria opinione su un argomento in modo chiaro e
pertinente.
–
Raccontare esperienze personali o storie inventate
organizzando il racconto in modo chiaro, rispettando l’ordine cronologico e
logico e inserendo gli opportuni elementi descrittivi e informativi.
–
Organizzare un semplice discorso orale su un tema
affrontato in classe con un breve intervento preparato in precedenza o un’esposizione su un argomento di studio utilizzando
una scaletta.
Lettura
–
Impiegare
tecniche di lettura silenziosa e di lettura espressiva ad alta voce.
–
Usare,
nella lettura di vari tipi di testo, opportune strategie per analizzare il
contenuto; porsi domande all’inizio e durante la lettura del testo; cogliere
indizi utili a risolvere i nodi della comprensione.
–
Sfruttare le informazioni della titolazione, delle immagini
e delle didascalie per farsi un’idea del testo che si intende leggere.
–
Leggere
e confrontare informazioni provenienti da testi diversi per farsi un’idea di un
argomento, per trovare spunti a partire dai quali parlare o scrivere.
–
Ricercare
informazioni in testi di diversa natura e provenienza (compresi moduli, orari, grafici, mappe ecc.) per scopi pratici o
conoscitivi, applicando tecniche di supporto alla comprensione (quali, ad
esempio, sottolineare, annotare informazioni, costruire mappe e schemi ecc.).
–
Seguire
istruzioni scritte per realizzare prodotti, per regolare comportamenti, per
svolgere un’attività, per realizzare un procedimento.
–
Leggere testi narrativi e descrittivi, sia realistici
sia fantastici, distinguendo l’invenzione letteraria dalla realtà.
–
Leggere testi letterari narrativi, in lingua italiana contemporanea, e
semplici testi poetici cogliendone il senso, le caratteristiche formali più
evidenti, l’intenzione comunicativa dell’autore ed esprimendo un motivato
parere personale.
Scrittura
–
Raccogliere
le idee, organizzarle per punti, pianificare la traccia di un racconto o di un’esperienza.
–
Produrre
racconti scritti di esperienze personali o vissute da altri che contengano le
informazioni essenziali relative a persone, luoghi, tempi, situazioni, azioni.
–
Scrivere
lettere indirizzate a destinatari noti, lettere aperte o brevi articoli di
cronaca per il giornalino scolastico o per il sito web della scuola, adeguando
il testo ai destinatari e alle situazioni.
–
Esprimere per iscritto esperienze, emozioni,
stati d’animo sotto forma di diario.
–
Rielaborare
testi (ad esempio: parafrasare o riassumere un testo, trasformarlo,
completarlo) e redigerne di nuovi, anche utilizzando programmi di
videoscrittura.
–
Scrivere
semplici testi regolativi o progetti schematici per l’esecuzione di attività
(ad esempio: regole di gioco, ricette, ecc.).
–
Realizzare
testi collettivi per relazionare su esperienze scolastiche e argomenti di
studio.
–
Produrre
testi creativi sulla base di modelli dati (filastrocche, racconti brevi,
poesie).
–
Sperimentare
liberamente, anche con l’utilizzo del computer, diverse forme di scrittura,
adattando il lessico, la struttura del testo, l’impaginazione, le soluzioni grafiche
alla forma testuale scelta e integrando eventualmente il testo verbale con
materiali multimediali.
–
Produrre
testi sostanzialmente corretti dal punto di vista ortografico, morfosintattico,
lessicale, rispettando le funzioni sintattiche dei principali segni
interpuntivi.
Acquisizione ed espansione del lessico
ricettivo e produttivo
–
Comprendere
ed utilizzare in modo appropriato il lessico di base (parole del vocabolario
fondamentale e di quello ad alto uso).
–
Arricchire
il patrimonio lessicale attraverso attività comunicative orali, di lettura e di
scrittura e attivando la conoscenza delle principali relazioni di significato
tra le parole (somiglianze, differenze, appartenenza a un campo semantico).
–
Comprendere
che le parole hanno diverse accezioni e individuare l’accezione specifica di
una parola in un testo.
–
Comprendere,
nei casi più semplici e frequenti, l’uso e il significato figurato delle
parole.
–
Comprendere
e utilizzare parole e termini specifici legati alle discipline di studio.
–
Utilizzare
il dizionario come strumento di consultazione.
Elementi di grammatica esplicita e
riflessione sugli usi della lingua
–
Relativamente a testi o in situazioni di esperienza
diretta, riconoscere la variabilità della lingua nel tempo e nello spazio
geografico, sociale e comunicativo.
–
Conoscere i principali meccanismi di formazione delle
parole (parole semplici, derivate, composte).
–
Comprendere le principali relazioni di significato tra
le parole (somiglianze, differenze, appartenenza a un campo semantico).
–
Riconoscere la struttura del nucleo della frase
semplice (la cosiddetta frase minima): predicato, soggetto, altri elementi richiesti dal verbo.
–
Riconoscere in una frase o in un testo le parti del
discorso, o categorie lessicali, riconoscerne i principali tratti grammaticali;
riconoscere le congiunzioni di uso più frequente (come e, ma, infatti, perché, quando)
–
Conoscere
le fondamentali convenzioni ortografiche e servirsi di
questa conoscenza per rivedere la propria produzione scritta e correggere
eventuali errori.
|
Traguardi per lo sviluppo
delle competenze al termine della scuola secondaria di primo grado
L’allievo interagisce in modo efficace in diverse
situazioni comunicative, attraverso modalità dialogiche sempre rispettose
delle idee degli altri; con ciò matura
la consapevolezza che il dialogo, oltre a essere uno strumento comunicativo,
ha anche un grande valore civile e lo utilizza per apprendere informazioni ed
elaborare opinioni su problemi riguardanti vari ambiti culturali e sociali.
Usa la comunicazione orale per
collaborare con gli altri, ad esempio nella realizzazione di giochi o prodotti,
nell’elaborazione di progetti e nella formulazione di giudizi su problemi
riguardanti vari ambiti culturali e sociali.
Ascolta e comprende testi di
vario tipo "diretti" e "trasmessi" dai media,
riconoscendone la fonte, il tema, le informazioni e la loro gerarchia, l’intenzione
dell’emittente.
Espone oralmente all’insegnante
e ai compagni argomenti di studio e di ricerca, anche avvalendosi di supporti
specifici (schemi, mappe, presentazioni al computer, ecc.).
Usa manuali delle discipline o
testi divulgativi (continui, non continui e misti) nelle attività di studio
personali e collaborative, per ricercare, raccogliere e rielaborare dati,
informazioni e concetti; costruisce sulla base di quanto letto testi o
presentazioni con l’utilizzo di strumenti tradizionali e informatici.
Legge testi letterari di vario
tipo (narrativi, poetici, teatrali) e comincia a costruirne un’interpretazione,
collaborando con compagni e insegnanti.
Scrive correttamente testi di
tipo diverso (narrativo, descrittivo, espositivo, regolativo, argomentativo)
adeguati a situazione, argomento, scopo, destinatario.
Produce testi multimediali,
utilizzando in modo efficace l’accostamento dei linguaggi verbali con quelli
iconici e sonori.
Comprende e usa in modo
appropriato le parole del vocabolario di base (fondamentale; di alto uso; di
alta disponibilità).
Riconosce e usa termini
specialistici in base ai campi di discorso.
Adatta opportunamente i
registri informale e formale in base alla situazione comunicativa e agli
interlocutori, realizzando scelte lessicali adeguate.
Riconosce il rapporto tra
varietà linguistiche/lingue diverse (plurilinguismo) e il loro uso nello
spazio geografico, sociale e comunicativo
Padroneggia e applica in
situazioni diverse le conoscenze fondamentali relative al lessico, alla
morfologia, all’organizzazione logico-sintattica della frase semplice e
complessa, ai connettivi testuali; utilizza le conoscenze metalinguistiche
per comprendere con maggior precisione i significati dei testi e per
correggere i propri scritti.
|
Obiettivi di apprendimento al
termine della classe terza della scuola secondaria di primo grado
Ascolto e parlato
–
Ascoltare testi prodotti da altri, anche trasmessi dai
media, riconoscendone la fonte e individuando scopo, argomento, informazioni
principali e punto di vista dell’emittente.
–
Intervenire in una conversazione o in una discussione,
di classe o di gruppo, con pertinenza e coerenza, rispettando tempi e turni di
parola e fornendo un positivo contributo personale.
–
Utilizzare
le proprie conoscenze sui tipi di testo per adottare strategie funzionali a
comprendere durante l’ascolto.
–
Ascoltare
testi applicando tecniche di supporto alla comprensione: durante l’ascolto
(presa di appunti, parole-chiave, brevi frasi riassuntive, segni convenzionali)
e dopo l’ascolto (rielaborazione degli appunti, esplicitazione delle parole
chiave, ecc.).
–
Riconoscere,
all’ascolto, alcuni elementi ritmici e sonori del testo poetico.
–
Narrare esperienze, eventi, trame selezionando
informazioni significative in base allo scopo, ordinandole in base a un
criterio logico-cronologico, esplicitandole in modo chiaro ed esauriente e usando
un registro adeguato all’argomento e alla situazione.
–
Descrivere oggetti, luoghi, persone e personaggi,
esporre procedure selezionando le informazioni significative in base allo scopo e usando un lessico adeguato
all’argomento e alla situazione.
–
Riferire oralmente su un argomento di studio
esplicitando lo scopo e presentandolo in modo chiaro: esporre le informazioni
secondo un ordine prestabilito e coerente, usare un registro adeguato all’argomento
e alla situazione, controllare il lessico specifico, precisare le fonti e
servirsi eventualmente di materiali di supporto (cartine, tabelle, grafici).
–
Argomentare la propria tesi su un tema affrontato
nello studio e nel dialogo in classe con dati pertinenti e motivazioni valide.
Lettura
–
Leggere
ad alta voce in modo espressivo testi noti raggruppando le parole legate dal
significato e usando pause e intonazioni per seguire lo sviluppo del testo e
permettere a chi ascolta di capire.
–
Leggere
in modalità silenziosa testi di varia natura e provenienza applicando tecniche
di supporto alla comprensione (sottolineature, note a margine, appunti) e
mettendo in atto strategie differenziate (lettura selettiva, orientativa,
analitica).
–
Utilizzare testi
funzionali di vario tipo per affrontare situazioni della vita quotidiana.
–
Ricavare informazioni
esplicite e implicite da testi espositivi, per documentarsi su un argomento
specifico o per realizzare scopi pratici.
–
Ricavare
informazioni sfruttando le varie parti di un manuale di studio: indice,
capitoli, titoli, sommari, testi, riquadri, immagini, didascalie, apparati
grafici.
–
Confrontare, su uno stesso argomento, informazioni ricavabili da più
fonti, selezionando quelle ritenute più significative ed affidabili. Riformulare in modo sintetico le informazioni
selezionate e riorganizzarle in modo personale (liste di argomenti, riassunti
schematici, mappe, tabelle).
–
Comprendere testi descrittivi, individuando gli
elementi della descrizione, la loro collocazione nello spazio e il punto di
vista dell’osservatore.
–
Leggere semplici testi
argomentativi e individuare tesi
centrale e argomenti a sostegno, valutandone la pertinenza e la validità.
–
Leggere testi letterari di vario tipo e forma (racconti, novelle, romanzi,
poesie, commedie) individuando tema principale e intenzioni comunicative dell’autore;
personaggi, loro caratteristiche, ruoli, relazioni e motivazione delle loro
azioni; ambientazione spaziale e temporale; genere di appartenenza. Formulare
in collaborazione con i compagni ipotesi interpretative fondate sul testo.
Scrittura
–
Conoscere e applicare le procedure di ideazione, pianificazione,
stesura e revisione del testo a partire dall’analisi del compito di scrittura:
servirsi di strumenti per l’organizzazione delle idee (ad es. mappe, scalette);
utilizzare strumenti per la revisione del testo in vista della stesura
definitiva; rispettare le convenzioni grafiche.
–
Scrivere testi di tipo diverso (narrativo, descrittivo,
espositivo, regolativo, argomentativo) corretti dal punto di vista
morfosintattico, lessicale, ortografico, coerenti e coesi, adeguati allo scopo
e al destinatario.
–
Scrivere testi di forma diversa (ad es. istruzioni per l’uso, lettere
private e pubbliche, diari personali e di bordo, dialoghi, articoli di cronaca,
recensioni, commenti, argomentazioni) sulla base di modelli sperimentati,
adeguandoli a situazione,
argomento, scopo, destinatario, e selezionando il registro più adeguato.
–
Utilizzare nei
propri testi, sotto forma di citazione esplicita e/o di parafrasi, parti di
testi prodotti da altri e tratti da fonti diverse.
–
Scrivere sintesi,
anche sotto forma di schemi, di testi ascoltati o letti in vista di scopi
specifici.
–
Utilizzare la videoscrittura per i propri testi,
curandone l’impaginazione; scrivere testi digitali (ad es. e-mail, post di
blog, presentazioni), anche come supporto all’esposizione orale.
–
Realizzare forme diverse di scrittura creativa, in
prosa e in versi (ad es. giochi linguistici, riscritture di testi narrativi con
cambiamento del punto di vista); scrivere o inventare testi teatrali, per un’eventuale
messa in scena.
Acquisizione ed espansione del lessico ricettivo e produttivo
–
Ampliare, sulla base delle esperienze scolastiche ed
extrascolastiche, delle letture e di attività specifiche, il proprio patrimonio
lessicale, così da comprendere e usare le parole dell’intero vocabolario di
base, anche in accezioni diverse.
–
Comprendere e usare parole in senso figurato.
–
Comprendere e usare in modo appropriato i termini
specialistici di base afferenti alle diverse discipline e anche ad ambiti di
interesse personale.
–
Realizzare scelte lessicali adeguate in base alla
situazione comunicativa, agli interlocutori e al tipo di testo.
–
Utilizzare la propria conoscenza delle relazioni di
significato fra le parole e dei meccanismi di formazione delle parole per
comprendere parole non note all’interno di un testo.
–
Utilizzare dizionari di vario tipo; rintracciare all’interno
di una voce di dizionario le informazioni utili per risolvere problemi o dubbi
linguistici.
Elementi di grammatica esplicita e riflessione
sugli usi della lingua
–
Riconoscere ed esemplificare casi di variabilità della
lingua.
–
Stabilire relazioni tra situazioni di comunicazione,
interlocutori e registri linguistici; tra campi di discorso, forme di testo,
lessico specialistico.
–
Riconoscere le caratteristiche e le strutture dei
principali tipi testuali (narrativi, descrittivi, regolativi, espositivi,
argomentativi).
–
Riconoscere le principali
relazioni fra significati delle parole (sinonimia, opposizione, inclusione); conoscere l’organizzazione del lessico in campi semantici e famiglie
lessicali.
–
Conoscere i principali meccanismi di formazione delle
parole: derivazione, composizione.
–
Riconoscere l’organizzazione logico-sintattica della
frase semplice.
–
Riconoscere la struttura e la gerarchia logico-sintattica della frase
complessa almeno a un primo grado di subordinazione.
–
Riconoscere in un testo le parti del discorso, o
categorie lessicali, e i loro tratti grammaticali.
–
Riconoscere i connettivi sintattici e testuali, i
segni interpuntivi e la loro funzione specifica.
–
Riflettere sui propri errori tipici, segnalati dall’insegnante, allo
scopo di imparare ad autocorreggerli nella produzione scritta.
Lingua inglese e seconda lingua
comunitaria
L’apprendimento
della lingua inglese e di una seconda lingua comunitaria, oltre alla lingua
materna e di scolarizzazione, permette all’alunno di sviluppare una competenza
plurilingue e pluriculturale e di acquisire i primi strumenti utili ad
esercitare la cittadinanza attiva nel contesto in cui vive, anche oltre i
confini del territorio nazionale.
La
consapevolezza della cittadinanza europea attraverso il contatto con due lingue
comunitarie, lo sviluppo di un repertorio diversificato di risorse linguistiche
e culturali per interagire con gli altri e la capacità di imparare le lingue
concorrono all’educazione plurilingue e interculturale, nell’ottica dell’educazione
permanente. Accostandosi a
più lingue, l’alunno impara a riconoscere che esistono differenti sistemi
linguistici e culturali e diviene man mano consapevole della varietà di mezzi
che ogni lingua offre per pensare, esprimersi e comunicare.
Per facilitare i processi che rendono possibili questi risultati è
necessario che all’apprendimento delle lingue venga assicurata sia
trasversalità in “orizzontale”, sia continuità in “verticale”. Attraverso la
progettazione concordata degli insegnamenti d’italiano, delle due lingue
straniere e di altre discipline si realizza la trasversalità in orizzontale
come area di intervento comune per lo sviluppo linguistico-cognitivo. La continuità
verticale si realizza dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo
grado mediante la progressione degli obiettivi relativi alle diverse competenze
e lo sviluppo delle strategie per imparare le lingue.
Per quanto
riguarda la lingua inglese nella scuola primaria, l’insegnante terrà conto
della maggiore capacità del bambino di appropriarsi spontaneamente di modelli di
pronuncia e intonazione per attivare più naturalmente un sistema plurilingue.
Tale processo integrerà elementi della nuova lingua nel sistema della lingua
madre, della lingua di scolarizzazione e di eventuali altre lingue in possesso
dell’alunno, ampliandone e differenziandone implicitamente le varie componenti
linguistiche (aspetti fonico-acustici, articolatori, sintattici e semantici). Al fine dell’educazione plurilingue e interculturale
potranno essere utili esperienze di sensibilizzazione a lingue presenti nei
repertori linguistici di singoli alunni.
Nella scuola
secondaria di primo grado l’insegnante guiderà l’alunno a riconoscere
gradualmente, rielaborare e interiorizzare modalità di comunicazione e regole
della lingua che egli applicherà in modo sempre più autonomo e consapevole,
nonché a sviluppare la capacità di riflettere sugli usi e di scegliere tra
forme e codici linguistici diversi quelli più adeguati ai suoi scopi e alle
diverse situazioni.
Rispetto alla
seconda lingua comunitaria che viene introdotta nella scuola secondaria di
primo grado, l’insegnante terrà conto delle esperienze linguistiche già
maturate dall’alunno per ampliare l’insieme delle sue competenze. Nella prospettiva dell’educazione
plurilingue, la nuova lingua dovrà essere considerata come una opportunità di
ampliamento e/o di approfondimento del repertorio linguistico già acquisito
dall’alunno e come occasione per riutilizzare sempre più consapevolmente le
strategie di apprendimento delle lingue.
Nell’apprendimento
delle lingue la motivazione nasce dalla naturale attitudine degli alunni a
comunicare, socializzare, interagire e dalla loro naturale propensione a “fare
con la lingua”. L’insegnante avrà cura di alternare diverse strategie e
attività: ad esempio proposte di canzoni, filastrocche, giochi con i compagni,
giochi di ruolo, consegne che richiedono risposte corporee a indicazioni
verbali in lingua. Introdurrà gradualmente delle attività che possono
contribuire ad aumentare la motivazione, quali ad esempio l’analisi di materiali
autentici (immagini, oggetti, testi, ecc.), l’ascolto di storie e tradizioni di
altri paesi, l’interazione in forma di corrispondenza con coetanei stranieri,
la partecipazione a progetti con scuole di altri paesi. L’uso di tecnologie
informatiche consentirà di ampliare spazi, tempi e modalità di contatto e
interazione sociale tra individui, comunità scolastiche e territoriali. L’alunno potrà così passare progressivamente da una
interazione centrata essenzialmente sui propri bisogni a una comunicazione attenta
all’interlocutore fino a sviluppare competenze socio-relazionali adeguate a
interlocutori e contesti diversi.
Si potranno inoltre creare situazioni in cui
la lingua straniera sia utilizzata, in luogo
della lingua di scolarizzazione, per promuovere e veicolare apprendimenti
collegati ad ambiti disciplinari diversi.
Alle attività didattiche finalizzate a far
acquisire all’alunno la capacità di usare la lingua, il docente affiancherà
gradualmente attività di riflessione per far riconoscere sia le convenzioni in
uso in una determinata comunità linguistica, sia somiglianze e diversità tra
lingue e culture diverse, in modo da sviluppare nell’alunno una consapevolezza
plurilingue e una sensibilità interculturale.
La riflessione potrà essere volta inoltre a
sviluppare capacità di autovalutazione e consapevolezza di come si impara.
|
Traguardi per
lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria per la lingua
inglese
(I traguardi
sono riconducibili al Livello A1 del
Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue del Consiglio d’Europa)
L’alunno
comprende brevi messaggi orali e scritti relativi ad ambiti familiari.
Descrive
oralmente e per iscritto, in modo semplice, aspetti del proprio vissuto e del
proprio ambiente ed elementi che si riferiscono a bisogni immediati.
Interagisce
nel gioco; comunica in modo comprensibile, anche con espressioni e frasi
memorizzate, in scambi di informazioni semplici e di routine.
Svolge i
compiti secondo le indicazioni date in lingua straniera dall’insegnante,
chiedendo eventualmente spiegazioni.
Individua
alcuni elementi culturali e coglie rapporti tra forme linguistiche e usi
della lingua straniera.
|
Obiettivi di
apprendimento al termine della classe terza della scuola primaria
Ascolto (comprensione orale)
–
Comprendere
vocaboli, istruzioni, espressioni e frasi di uso quotidiano, pronunciati
chiaramente e lentamente relativi a se stesso, ai compagni, alla famiglia.
Parlato (produzione e interazione orale)
–
Produrre
frasi significative riferite ad oggetti, luoghi, persone, situazioni note.
–
Interagire
con un compagno per presentarsi e/o giocare, utilizzando espressioni e frasi
memorizzate adatte alla situazione.
Lettura (comprensione scritta)
–
Comprendere
cartoline, biglietti e brevi messaggi, accompagnati preferibilmente da supporti
visivi o sonori, cogliendo parole e frasi già acquisite a livello orale.
Scrittura (produzione scritta)
–
Scrivere
parole e semplici frasi di uso quotidiano attinenti alle attività svolte in
classe e ad interessi personali e del gruppo.
Obiettivi di
apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria
Ascolto (comprensione orale)
–
Comprendere
brevi dialoghi, istruzioni, espressioni e frasi di uso quotidiano se
pronunciate chiaramente e identificare il tema generale di un discorso in cui
si parla di argomenti conosciuti.
–
Comprendere
brevi testi multimediali identificandone parole chiave e il senso generale.
Parlato
(produzione e interazione orale)
–
Descrivere
persone, luoghi e oggetti familiari utilizzando parole e frasi già incontrate
ascoltando e/o leggendo.
–
Riferire
semplici informazioni afferenti alla sfera personale, integrando il significato
di ciò che si dice con mimica e gesti.
–
Interagire
in modo comprensibile con un compagno o un adulto con cui si ha familiarità,
utilizzando espressioni e frasi adatte alla situazione.
Lettura (comprensione scritta)
–
Leggere
e comprendere brevi e semplici testi, accompagnati preferibilmente da supporti
visivi, cogliendo il loro significato globale e identificando parole e frasi
familiari.
Scrittura (produzione scritta)
–
Scrivere
in forma comprensibile messaggi semplici e brevi per presentarsi, per fare gli
auguri, per ringraziare o invitare qualcuno, per chiedere o dare notizie, ecc.
Riflessione sulla lingua e
sull’apprendimento
–
Osservare
coppie di parole simili come suono e distinguerne il significato.
–
Osservare
parole ed espressioni nei contesti d’uso e coglierne i rapporti di significato.
–
Osservare
la struttura delle frasi e mettere in relazione costrutti e intenzioni
comunicative.
–
Riconoscere che cosa si è imparato e che cosa si deve imparare.
|
Traguardi per
lo sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo
grado
per la lingua
inglese
(I traguardi
sono riconducibili al Livello A2 del Quadro
Comune Europeo di Riferimento per le lingue del Consiglio d’Europa)
L’alunno
comprende oralmente e per iscritto i punti essenziali di testi in lingua
standard su argomenti familiari o di studio che affronta normalmente a scuola
e nel tempo libero.
Descrive
oralmente situazioni, racconta avvenimenti ed esperienze personali, espone
argomenti di studio.
Interagisce
con uno o più interlocutori in contesti familiari e su argomenti noti.
Legge semplici
testi con diverse strategie adeguate allo scopo.
Legge testi informativi e ascolta spiegazioni attinenti a contenuti
di studio di altre discipline.
Scrive
semplici resoconti e compone brevi lettere o messaggi rivolti a coetanei e
familiari.
Individua
elementi culturali veicolati dalla lingua materna o di scolarizzazione e li
confronta con quelli veicolati dalla lingua straniera, senza atteggiamenti
di rifiuto.
Affronta situazioni nuove attingendo al suo
repertorio linguistico; usa la lingua per apprendere argomenti anche di
ambiti disciplinari diversi e collabora fattivamente con i compagni nella
realizzazione di attività e progetti.
Autovaluta
le competenze acquisite ed è consapevole del proprio modo di apprendere.
|
Obiettivi di
apprendimento al termine della classe terza della scuola secondaria di primo
grado
Ascolto (comprensione orale)
–
Comprendere
i punti essenziali di un discorso, a condizione che venga usata una lingua chiara e che si parli di argomenti familiari,
inerenti alla scuola, al tempo libero, ecc.
–
Individuare
l’informazione principale di programmi radiofonici o televisivi su avvenimenti
di attualità o su argomenti che riguardano i propri interessi, a condizione che
il discorso sia articolato in modo chiaro.
–
Individuare, ascoltando, termini e informazioni
attinenti a contenuti di studio di altre discipline.
Parlato (produzione e interazione orale)
–
Descrivere
o presentare persone, condizioni di vita o di studio, compiti quotidiani;
indicare che cosa piace o non piace; esprimere un’opinione e motivarla con
espressioni e frasi connesse in modo semplice.
–
Interagire
con uno o più interlocutori, comprendere i punti chiave di una conversazione ed
esporre le proprie idee in modo chiaro e comprensibile.
–
Gestire
conversazioni di routine, facendo domande e scambiando idee e informazioni in
situazioni quotidiane prevedibili.
Lettura (comprensione scritta)
–
Leggere
e individuare informazioni esplicite in brevi testi di uso quotidiano e in
lettere personali.
–
Leggere
globalmente testi relativamente lunghi per trovare informazioni specifiche
relative ai propri interessi e a
contenuti di studio di altre discipline.
–
Leggere
testi riguardanti istruzioni per l’uso di un oggetto, per lo svolgimento di
giochi, per attività collaborative.
–
Leggere
brevi storie, semplici biografie e testi narrativi più ampi in edizioni graduate.
Scrittura (Produzione scritta)
–
Produrre
risposte a questionari e formulare domande su testi.
–
Raccontare
per iscritto esperienze, esprimendo sensazioni e opinioni con frasi semplici.
–
Scrivere
brevi lettere personali adeguate al destinatario e brevi resoconti che si
avvalgano di lessico sostanzialmente appropriato e di sintassi elementare.
Riflessione sulla lingua e
sull’apprendimento
–
Rilevare
semplici regolarità e differenze nella forma di testi scritti di uso comune.
–
Confrontare
parole e strutture relative a codici verbali diversi.
–
Rilevare
semplici analogie o differenze tra comportamenti e usi legati a lingue diverse.
–
Riconoscere come si apprende e che cosa ostacola il proprio
apprendimento.
|
Traguardi per
lo sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo
grado per la seconda lingua comunitaria
(I traguardi
sono riconducibili al Livello A1 del
Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue del Consiglio d’Europa)
L’alunno
comprende brevi messaggi orali e scritti relativi ad ambiti familiari.
Comunica
oralmente in attività che richiedono solo uno scambio di informazioni
semplice e diretto su argomenti familiari e abituali.
Descrive
oralmente e per iscritto, in modo semplice, aspetti del proprio vissuto e del
proprio ambiente.
Legge brevi e
semplici testi con tecniche adeguate allo scopo.
Chiede
spiegazioni, svolge i compiti secondo le indicazioni date in lingua straniera
dall’insegnante.
Stabilisce
relazioni tra semplici elementi linguistico-comunicativi e culturali propri
delle lingue di studio.
Confronta
i risultati conseguiti in lingue diverse e le strategie utilizzate per
imparare.
|
Obiettivi di
apprendimento al termine della classe terza della scuola secondaria di primo
grado per la seconda lingua comunitaria
Ascolto (comprensione orale)
–
Comprendere
istruzioni, espressioni e frasi di uso quotidiano se pronunciate chiaramente e
identificare il tema generale di brevi messaggi orali in cui si parla di
argomenti conosciuti.
–
Comprendere
brevi testi multimediali identificandone parole chiave e il senso generale.
Parlato (produzione e interazione orale)
–
Descrivere
persone, luoghi e oggetti familiari utilizzando parole e frasi già incontrate
ascoltando o leggendo.
–
Riferire
semplici informazioni afferenti alla sfera personale, integrando il significato
di ciò che si dice con mimica e gesti.
–
Interagire
in modo comprensibile con un compagno o un adulto con cui si ha familiarità,
utilizzando espressioni e frasi adatte alla situazione.
Lettura (comprensione scritta)
–
Comprendere
testi semplici di contenuto familiare e di tipo concreto e trovare informazioni
specifiche in materiali di uso corrente.
Scrittura (produzione scritta)
–
Scrivere
testi brevi e semplici per raccontare le proprie esperienze, per fare gli auguri,
per ringraziare o per invitare qualcuno, anche con errori formali che non
compromettano però la comprensibilità del messaggio.
Riflessione sulla lingua e
sull’apprendimento
–
Osservare
le parole nei contesti d’uso e rilevare le eventuali variazioni di significato.
–
Osservare
la struttura delle frasi e mettere in relazione costrutti e intenzioni
comunicative.
–
Confrontare
parole e strutture relative a codici verbali diversi.
–
Riconoscere
i propri errori e i propri modi di apprendere le lingue.
Storia
Il
senso dell’insegnamento della storia
Nel nostro Paese la storia si
manifesta alle nuove generazioni nella straordinaria sedimentazione di civiltà
e società leggibile nelle città, piccole o grandi che siano, nei tanti segni
conservati nel paesaggio, nelle migliaia di siti archeologici, nelle collezioni
d’arte, negli archivi, nelle manifestazioni tradizionali che investono,
insieme, lingua, musica, architettura, arti visive, manifattura, cultura
alimentare e che entrano nella vita quotidiana. La Costituzione stessa, all’articolo
9, impegna tutti, e dunque in particolare la scuola, nel compito di tutelare
questo patrimonio.
Lo studio della storia, insieme
alla memoria delle generazioni viventi, alla percezione del presente e alla
visione del futuro, contribuisce a formare la coscienza storica dei cittadini e
li motiva al senso di responsabilità nei confronti del patrimonio e dei beni
comuni
Per questa ragione la scuola è
chiamata ad esplorare, arricchire, approfondire e consolidare la conoscenza e il
senso della storia.
I
metodi didattici della storia
I libri, le attività
laboratoriali, in classe e fuori della classe, e l’utilizzazione dei molti
media oggi disponibili, ampliano, strutturano e consolidano questa dimensione
di apprendimento. La capacità e la possibilità di usufruire di ogni opportunità
di studio della storia, a scuola e nel territorio circostante, permettono un lavoro
pedagogico ricco, a partire dalle narrazioni e dalle attività laboratori ali e
ludiche con i più piccoli per attraversare molte esperienze esplorative sul
passato: un lavoro indispensabile per avvicinare gli alunni alla capacità di
ricostruire e concepire progressivamente il “fatto storico” per indagarne i
diversi aspetti, le molteplici prospettive, le cause e le ragioni.
.
È attraverso questo lavoro a
scuola e nel territorio che vengono affrontati i primi “saperi della storia”:
la conoscenza cronologica, la misura del tempo, le periodizzazioni. Al contempo
gli alunni incominciano ad acquisire la capacità di ricostruire i fatti della
storia e i loro molteplici significati in relazione ai problemi con i quali l’uomo
si è dovuto confrontare, fino alle grandi questioni del presente.
La
storia come campo disciplinare
La storia, come campo scientifico
di studio, è la disciplina nella quale si imparano a conoscere e interpretare
fatti, eventi e processi del passato. Le conoscenze del passato offrono metodi
e saperi utili per comprendere e interpretare il presente.
Le conoscenze prodotte dagli
storici, innumerevoli e in continuo accrescimento, sono sottoposte a revisione
continua a seconda del mutare dei rapporti tra presente e passato e della
continua reinterpretazione delle fonti. La scuola tiene conto di questo e, in
modo via via più accurato, in relazione alle diverse età e alle capacità
cognitive degli alunni, progetta percorsi didattici che approfondiscono la conoscenza
della storia e l’attenzione alle diverse fonti.
Identità,
memoria e cultura storica
Nei tempi più recenti il passato e, in particolare,
i temi della memoria, dell’identità e delle radici hanno fortemente
caratterizzato il discorso pubblico e dei media sulla storia. Un insegnamento che promuova la padronanza
degli strumenti critici permette di evitare che la storia venga usata
strumentalmente, in modo improprio.
Inoltre la formazione di una società multietnica e
multiculturale porta con sé la tendenza a trasformare la storia da disciplina
di studio a strumento di rappresentanza delle diverse identità, con il rischio
di comprometterne il carattere scientifico e, conseguentemente, di diminuire la
stessa efficacia formativa del curricolo. È opportuno sottolineare come proprio
la ricerca storica e il ragionamento critico sui fatti essenziali relativi alla
storia italiana ed europea offrano una base per riflettere in modo articolato ed
argomentato sulle diversità dei gruppi umani che hanno popolato il pianeta, a
partire dall’unità del genere umano. Ricerca storica e ragionamento critico
rafforzano altresì la possibilità di confronto e dialogo intorno alla
complessità del passato e del presente fra le diverse componenti di una società
multiculturale e multietnica. Per questo motivo il curricolo sarà articolato
intorno ad alcuni snodi periodizzanti della vicenda umana quali: il processo di
ominazione, la rivoluzione neolitica, la rivoluzione industriale e i processi
di mondializzazione e globalizzazione.
La storia
generale a scuola
Occorre, dunque, aggiornare gli argomenti di studio,
adeguandoli alle nuove prospettive, facendo sì che la storia nelle sue varie
dimensioni – mondiale, europea, italiana e locale – si presenti come un
intreccio significativo di persone, culture, economie, religioni, avvenimenti
che hanno costituito processi di grande rilevanza per la comprensione del mondo
attuale: dal preistorico alle prime società del protostorico, dalle grandi civiltà
antiche alla colonizzazione greca e al processo di unificazione del
Mediterraneo, dalla costituzione dell’Impero Romano alla diffusione del
Cristianesimo, dalla progressiva strutturazione dei territori alla nascita di
una società ricca per i diversi apporti di genti e di culture nel Medioevo;
dall’Umanesimo e dal Rinascimento alle scoperte geografiche e all’espansione
europea, dalla Riforma protestante alla costruzione degli stati moderni; dalla
Rivoluzione scientifica all’Illuminismo e alla formazione di stati di diritto;
dalla colonizzazione alla formazione degli stati nazionali, in particolare
quello italiano, dall’industrializzazione al diffondersi della società di massa
e all’emancipazione femminile; dai conflitti mondiali all’affermazione di
dittature e all’espansione della democrazia, dai movimenti di resistenza alla
formazione della Repubblica italiana, dalla decolonizzazione all’avvento della
globalizzazione; dalle rivoluzioni scientifiche alla rivoluzione digitale.
In particolare la conoscenza dei diversi e profondi
legami, dei conflitti e degli scambi che si sono svolti nel tempo fra le genti
del Mediterraneo e le popolazioni di altre regioni del mondo, rende
comprensibili questioni che, altrimenti, sarebbero interamente schiacciate
nella dimensione del presente. I due poli temporali, il passato e il presente,
devono entrambi avere il loro giusto peso nel curricolo ed è opportuno che si
richiamino continuamente.
È tuttavia evidente che proprio l’attenzione alle
vicende complesse del presente chiamano in causa le conoscenze di storia
generale, articolate nell’arco del primo ciclo, sulla base della loro
significatività ai fini di una prima comprensione del mondo.
La ripartizione
delle conoscenze storiche per livelli scolastici
La disciplina, per la sua complessità, richiede la
formulazione di un percorso ben articolato, con una progressione di attività e
di conoscenze adatta alle diverse fasi dell’apprendimento e che permetta di
distribuire lungo tutto l’arco della scuola primaria e secondaria di primo
grado i diversi compiti di apprendimento.
La storia generale nella scuola primaria è deputata
a far scoprire agli alunni il mondo storico mediante la costruzione di un
sistema di conoscenze riguardanti quadri di civiltà o quadri storico sociali
senza tralasciare i fatti storici fondamentali. Nella scuola secondaria di
primo grado lo sviluppo del sapere storico riguarderà anche i processi, le
trasformazioni e gli eventi che hanno portato al mondo di oggi.
Una più sistematica strutturazione cronologica delle
conoscenze storiche sarà distribuita lungo tutto l’arco del primo ciclo d’istruzione.
In particolare alla scuola primaria sono assegnate
le conoscenze storiche che riguardano il periodo compreso dalla comparsa dell’uomo
alla tarda antichità; alla scuola secondaria le conoscenze che riguardano il
periodo compreso dalla tarda antichità agli inizi del XXI secolo. L’ultimo anno della scuola secondaria
di primo grado viene dedicato allo studio della storia del Novecento.
Tuttavia è importante sottolineare l’importanza, a
partire dalla scuola primaria, dell’apprendimento della storia centrato su temi
che riguardano l’insieme dei problemi della vita umana sul pianeta: l’uso delle
diverse fonti di energia, la difesa dagli elementi naturali avversi e la
trasformazione progressiva dell’ambiente naturale, i molti passaggi dello
sviluppo tecnico, la conservazione dei beni e del cibo, la divisione del lavoro
e la differenziazione sociale, le migrazioni e la conquista dei territori, il
conflitto interno e quello esterno alle comunità, la custodia e la trasmissione
del sapere, i codici e i mezzi della comunicazione, la nascita e lo sviluppo
delle credenze e della ritualità, il sorgere e l’evoluzione del sentimento
religioso e delle norme, la costruzione delle diverse forme di governo. Un tale
approccio, costruito tra passato e presente, permette anche di non doversi soffermare
troppo a lungo su singoli temi e civiltà remote nella convinzione che in una
data classe si debbano svolgere solo argomenti specifici.
Gli intrecci
disciplinari
La storia si apre all’utilizzo di metodi,
conoscenze, visioni, concettualizzazioni di altre discipline. Gli insegnanti,
mettendo a profitto tale peculiarità, potenziano gli intrecci disciplinari suggeriti
dai temi proposti agli alunni. In particolare è importante curare le aree di
sovrapposizione tra la storia e la geografia in considerazione dell’intima
connessione che c’è tra i popoli e le regioni in cui vivono.
Per l’educazione linguistica sono importanti i
processi di produzione e di organizzazione delle informazioni primarie e
inferenziali, le capacità che si acquisiscono studiando con metodo i testi allo
scopo di apprendere il lessico specifico e imparare a concettualizzare
esponendo in forma orale e scritta.
L’educazione al
patrimonio culturale e alla cittadinanza attiva
L’insegnamento e l’apprendimento della storia
contribuiscono all’educazione al patrimonio culturale e alla cittadinanza
attiva. I docenti si impegnano a far scoprire agli alunni il nesso tra le
tracce e le conoscenze del passato, a far usare con metodo le fonti
archeologiche, museali, iconiche, archivistiche, a far apprezzare il loro
valore di beni culturali. In tal modo l’educazione al patrimonio culturale
fornisce un contributo fondamentale alla cittadinanza attiva. In particolare,
gli insegnanti metteranno in evidenza i rapporti tra istituzioni e società, le
differenze di genere e di generazioni, le forme statuali, le istituzioni
democratiche.
|
Traguardi per
lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria
L’alunno riconosce elementi significativi del
passato del suo ambiente di vita.
Riconosce e esplora in modo via via più
approfondito le tracce storiche presenti nel territorio e comprende l’importanza
del patrimonio artistico e culturale.
Usa la linea del tempo per organizzare
informazioni, conoscenze, periodi e individuare successioni, contemporaneità,
durate, periodizzazioni.
Individua le relazioni tra gruppi umani e contesti
spaziali.
Organizza le informazioni e le conoscenze,
tematizzando e usando le concettualizzazioni pertinenti.
Comprende i testi storici proposti e sa
individuarne le caratteristiche.
Usa carte geo-storiche, anche con l’ausilio di
strumenti informatici.
Racconta i fatti studiati e sa produrre semplici
testi storici, anche con risorse digitali.
Comprende avvenimenti, fatti e fenomeni delle
società e civiltà che hanno caratterizzato la storia dell’umanità dal
paleolitico alla fine del mondo antico con possibilità di apertura e di
confronto con la contemporaneità.
Comprende aspetti fondamentali del passato dell’Italia
dal paleolitico alla fine dell’impero romano d’Occidente, con possibilità di
apertura e di confronto con la contemporaneità.
|
Obiettivi di
apprendimento al termine della classe terza della scuola primaria
Uso delle fonti
–
Individuare
le tracce e usarle come fonti per produrre conoscenze sul proprio passato,
della generazione degli adulti e della comunità di appartenenza.
–
Ricavare
da fonti di tipo diverso informazioni e conoscenze su aspetti del passato.
Organizzazione
delle informazioni
–
Rappresentare
graficamente e verbalmente le attività, i fatti vissuti e narrati.
–
Riconoscere
relazioni di successione e di contemporaneità, durate, periodi, cicli
temporali, mutamenti, in fenomeni ed esperienze vissute e narrate.
–
Comprendere
la funzione e l’uso degli strumenti convenzionali per la misurazione e la
rappresentazione del tempo (orologio, calendario, linea temporale …).
Strumenti
concettuali
–
Seguire
e comprendere vicende storiche attraverso l’ascolto o lettura di testi
dell’antichità, di storie, racconti, biografie di grandi del passato.
–
Organizzare
le conoscenze acquisite in semplici schemi temporali.
–
Individuare
analogie e differenze attraverso il confronto tra quadri storico-sociali
diversi, lontani nello spazio e nel tempo.
Produzione
scritta e orale
–
Rappresentare
conoscenze e concetti appresi mediante grafismi, disegni, testi scritti e con
risorse digitali.
–
Riferire
in modo semplice e coerente le conoscenze acquisite.
Obiettivi di
apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria
Uso delle fonti
–
Produrre
informazioni con fonti di diversa natura utili alla ricostruzione di un
fenomeno storico.
–
Rappresentare,
in un quadro storico-sociale, le informazioni che scaturiscono dalle tracce del
passato presenti sul territorio vissuto.
Organizzazione
delle informazioni
–
Leggere
una carta storico-geografica relativa alle civiltà studiate.
–
Usare
cronologie e carte storico-geografiche per rappresentare le conoscenze.
–
Confrontare
i quadri storici delle civiltà affrontate.
Strumenti
concettuali
–
Usare
il sistema di misura occidentale del tempo storico (avanti Cristo – dopo
Cristo) e comprendere i sistemi di misura del tempo storico di altre civiltà.
–
Elaborare
rappresentazioni sintetiche delle società studiate, mettendo in rilievo le
relazioni fra gli elementi caratterizzanti.
Produzione
scritta e orale
–
Confrontare
aspetti caratterizzanti le diverse società studiate anche in rapporto al
presente.
–
Ricavare
e produrre informazioni da grafici, tabelle, carte storiche, reperti
iconografici e consultare testi di genere diverso, manualistici e non, cartacei
e digitali.
–
Esporre
con coerenza conoscenze e concetti appresi, usando il linguaggio specifico
della disciplina.
–
Elaborare
in testi orali e scritti gli argomenti studiati, anche usando risorse digitali.
|
Traguardi per
lo sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo
grado
L’alunno si informa in modo autonomo su fatti e
problemi storici anche mediante l’uso di risorse digitali.
Produce informazioni storiche con fonti di vario
genere – anche digitali – e le sa organizzare in testi.
Comprende testi storici e li sa rielaborare con un
personale metodo di studio,
Espone oralmente e con scritture – anche digitali
– le conoscenze storiche acquisite operando collegamenti e argomentando le
proprie riflessioni.
Usa le conoscenze e le abilità per orientarsi
nella complessità del presente, comprende opinioni e culture diverse, capisce
i problemi fondamentali del mondo contemporaneo.
Comprende aspetti, processi e avvenimenti fondamentali
della storia italiana dalle forme di insediamento e di potere medievali alla
formazione dello stato unitario fino alla nascita della Repubblica, anche con
possibilità di aperture e confronti con il mondo antico.
Conosce aspetti e processi fondamentali della
storia europea medievale, moderna e contemporanea, anche con possibilità di
aperture e confronti con il mondo antico.
Conosce aspetti e processi fondamentali della
storia mondiale, dalla civilizzazione neolitica alla rivoluzione industriale,
alla globalizzazione.
Conosce aspetti e processi essenziali della storia
del suo ambiente.
Conosce aspetti del patrimonio culturale, italiano
e dell’umanità e li sa mettere in relazione con i fenomeni storici studiati.
|
Obiettivi di
apprendimento al termine della classe terza della scuola secondaria di primo
grado
Uso delle fonti
–
Conoscere
alcune procedure e tecniche di lavoro nei siti archeologici, nelle biblioteche
e negli archivi.
–
Usare
fonti di diverso tipo (documentarie, iconografiche, narrative, materiali,
orali, digitali, ecc.) per produrre conoscenze su temi definiti.
Organizzazione
delle informazioni
–
Selezionare
e organizzare le informazioni con mappe, schemi, tabelle, grafici e risorse
digitali.
–
Costruire
grafici e mappe spazio-temporali, per organizzare le conoscenze studiate.
–
Collocare
la storia locale in relazione con la storia italiana, europea, mondiale.
–
Formulare
e verificare ipotesi sulla base delle informazioni prodotte e delle conoscenze
elaborate.
Strumenti
concettuali
–
Comprendere
aspetti e strutture dei processi storici italiani, europei e mondiali.
–
Conoscere
il patrimonio culturale collegato con i temi affrontati.
–
Usare
le conoscenze apprese per comprendere problemi ecologici, interculturali e di
convivenza civile.
Produzione
scritta e orale
–
Produrre
testi, utilizzando conoscenze selezionate da fonti di informazione diverse,
manualistiche e non, cartacee e digitali
–
Argomentare
su conoscenze e concetti appresi usando il linguaggio specifico della
disciplina.
Geografia
La geografia studia i rapporti delle società umane
tra loro e con il pianeta che le ospita. È disciplina “di cerniera” per
eccellenza poiché consente di mettere in relazione temi economici, giuridici,
antropologici, scientifici e ambientali di rilevante importanza per ciascuno di
noi.
In un tempo caratterizzato dalla presenza a scuola
di alunni di ogni parte del mondo, la geografia consente il confronto sulle
grandi questioni comuni a partire dalla conoscenza dei differenti luoghi di
nascita o di origine famigliare.
La conoscenza geografica riguarda anche i processi
di trasformazione progressiva dell’ambiente ad opera dell’uomo o per cause
naturali di diverso tipo. La storia della natura e quella dell’uomo, però, si
svolgono con tempi diversi: i tempi lunghi della natura si intrecciano, spesso
confliggendo, con quelli molto più brevi dell’uomo, con ritmi che a volte si
fanno più serrati in seguito a rapide trasformazioni, dovute a nuove prospettive
culturali o all’affermarsi di tecnologie innovative.
La geografia è attenta al presente, che studia nelle
varie articolazioni spaziali e nei suoi aspetti demografici, socio-culturali e
politico-economici. L’apertura al mondo attuale è necessaria anche per sviluppare
competenze relative alla cittadinanza attiva, come la consapevolezza di far
parte di una comunità territoriale organizzata. Tuttavia, poiché lo spazio non
è statico, la geografia non può prescindere dalla dimensione temporale, da cui
trae molte possibilità di leggere e interpretare i fatti che proprio nel
territorio hanno lasciato testimonianza, nella consapevolezza che ciascuna
azione implica ripercussioni nel futuro.
Altra irrinunciabile opportunità formativa offerta
dalla geografia è quella di abituare a osservare la realtà da punti di vista
diversi, che consentono di considerare e rispettare visioni plurime, in un
approccio interculturale dal vicino al lontano.
La conoscenza e la valorizzazione del patrimonio
culturale ereditato dal passato, con i suoi “segni” leggibili sul territorio,
si affianca allo studio del paesaggio, contenitore di tutte le memorie
materiali e immateriali, anche nella loro proiezione futura. Tali percorsi
consentono sintesi con la storia e le scienze sociali, con cui la geografia
condivide pure la progettazione di azioni di salvaguardia e di recupero del
patrimonio naturale, affinché le generazioni future possano giovarsi di un
ambiente sano. Riciclaggio e smaltimento dei rifiuti, lotta all’inquinamento,
sviluppo delle tecniche di produzione delle energie rinnovabili, tutela della
biodiversità, adattamento al cambiamento climatico: sono temi di forte
rilevanza geografica, in cui è essenziale il raccordo con le discipline
scientifiche e tecniche. Il punto di convergenza sfocia nell’educazione al
territorio, intesa come esercizio della cittadinanza attiva, e nell’educazione
all’ambiente e allo sviluppo.
La presenza della geografia nel curricolo
contribuisce a fornire gli strumenti per formare persone autonome e critiche,
che siano in grado di assumere decisioni responsabili nella gestione del
territorio e nella tutela dell’ambiente, con un consapevole sguardo al futuro.
Il primo incontro con la disciplina avviene
attraverso un approccio attivo all’ambiente circostante, attraverso un’esplorazione
diretta; in questa fase la geografia opera insieme alle scienze motorie, per
consolidare il rapporto del corpo con lo spazio.
Costruendo le proprie geografie, anche attraverso le testimonianze di adulti come
referenti culturali, gli allievi possono avvicinarsi alla dimensione
sistematica della disciplina. Alla geografia, infatti, spetta il delicato
compito di costruire il senso dello spazio, accanto a quello del tempo, con il
quale va costantemente correlato. Gli allievi devono attrezzarsi di coordinate
spaziali per orientarsi nel territorio, abituandosi ad analizzare ogni elemento
nel suo contesto spaziale e in modo multiscalare, da quello locale fino ai
contesti mondiali. Il raffronto della propria realtà (spazio vissuto) con
quella globale, e viceversa, è agevolato dalla continua comparazione di
rappresentazioni spaziali, lette e interpretate a scale diverse, servendosi
anche di carte geografiche, di fotografie e immagini da satellite, del globo
terrestre, di materiali prodotti dalle nuove tecnologie legate ai Sistemi
Informativi Geografici (GIS).
|
Traguardi per
lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria
L’alunno si orienta nello spazio circostante e
sulle carte geografiche, utilizzando riferimenti topologici e punti
cardinali.
Utilizza il linguaggio della geo-graficità per
interpretare carte geografiche e globo terrestre, realizzare semplici schizzi
cartografici e carte tematiche, progettare percorsi e itinerari di viaggio.
Ricava informazioni geografiche da una pluralità
di fonti (cartografiche e satellitari, tecnologie digitali, fotografiche,
artistico-letterarie).
Riconosce e denomina i principali “oggetti”
geografici fisici (fiumi, monti, pianure, coste, colline, laghi, mari,
oceani, ecc.)
Individua i caratteri che connotano i paesaggi (di
montagna, collina, pianura, vulcanici, ecc.) con particolare attenzione a
quelli italiani, e individua analogie e differenze con i principali paesaggi
europei e di altri continenti.
Coglie nei paesaggi mondiali della storia le
progressive trasformazioni operate dall’uomo sul paesaggio naturale.
Si rende conto che lo spazio geografico è un
sistema territoriale, costituito da elementi fisici e antropici legati da
rapporti di connessione e/o di interdipendenza.
|
Obiettivi di apprendimento
al termine della classe terza della scuola primaria
Orientamento
–
Muoversi
consapevolmente nello spazio circostante, orientandosi attraverso punti di
riferimento, utilizzando gli indicatori topologici (avanti, dietro, sinistra,
destra, ecc.) e le mappe di spazi noti che si formano nella mente (carte
mentali).
Linguaggio della
geo-graficità
–
Rappresentare
in prospettiva verticale oggetti e ambienti noti (pianta dell’aula, ecc.) e
tracciare percorsi effettuati nello spazio circostante.
–
Leggere
e interpretare la pianta dello spazio vicino.
Paesaggio
–
Conoscere
il territorio circostante attraverso l’approccio percettivo e l’osservazione
diretta.
–
Individuare
e descrivere gli elementi fisici e antropici che caratterizzano i paesaggi dell’ambiente
di vita della propria regione.
Regione e
sistema territoriale
-
Comprendere
che il territorio è uno spazio organizzato e modificato dalle attività umane.
-
Riconoscere,
nel proprio ambiente di vita, le funzioni dei vari spazi e le loro connessioni,
gli interventi positivi e negativi dell’uomo e progettare soluzioni,
esercitando la cittadinanza attiva.
Obiettivi di
apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria
Orientamento
–
Orientarsi
utilizzando la bussola e i punti cardinali anche in relazione al Sole.
–
Estendere
le proprie carte mentali al territorio italiano, all’Europa e ai diversi
continenti, attraverso gli strumenti dell’osservazione indiretta (filmati e
fotografie, documenti cartografici, immagini da telerilevamento, elaborazioni
digitali, ecc.).
Linguaggio della
geo-graficità
–
Analizzare
i principali caratteri fisici del territorio, fatti e fenomeni locali e
globali, interpretando carte geografiche di diversa scala, carte tematiche,
grafici, elaborazioni digitali, repertori statistici relativi a indicatori
socio-demografici ed economici.
–
Localizzare
sulla carta geografica dell’Italia le regioni fisiche, storiche e
amministrative; localizzare sul planisfero e sul globo la posizione dell’Italia
in Europa e nel mondo.
–
Localizza
le regioni fisiche principali e i grandi caratteri dei diversi continenti e
degli oceani.
Paesaggio
–
Conoscere
gli elementi che caratterizzano i principali paesaggi italiani, europei e
mondiali, individuando le analogie e le differenze (anche in relazione ai
quadri socio-storici del passato) e gli elementi di particolare valore
ambientale e culturale da tutelare e valorizzare.
Regione e sistema
territoriale
–
Acquisire
il concetto di regione geografica (fisica, climatica, storico-culturale,
amministrativa) e utilizzarlo a partire dal contesto italiano.
–
Individuare
problemi relativi alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e
culturale, proponendo soluzioni idonee nel proprio contesto di vita.
|
Traguardi per
lo sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo
grado
Lo studente si orienta nello spazio e sulle carte
di diversa scala in base ai punti cardinali e alle coordinate geografiche; sa
orientare una carta geografica a grande scala facendo ricorso a punti di
riferimento fissi.
Utilizza opportunamente carte geografiche,
fotografie attuali e d’epoca, immagini da telerilevamento, elaborazioni
digitali, grafici, dati statistici, sistemi informativi geografici per
comunicare efficacemente informazioni spaziali.
Riconosce nei paesaggi
europei e mondiali, raffrontandoli in particolare a quelli italiani, gli
elementi fisici significativi e le emergenze storiche, artistiche e
architettoniche, come patrimonio naturale e culturale da tutelare e
valorizzare.
Osserva, legge e analizza sistemi territoriali
vicini e lontani, nello spazio e nel tempo e valuta gli effetti di azioni
dell’uomo sui sistemi territoriali alle diverse scale geografiche.
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Obiettivi di apprendimento al termine della classe
terza della scuola secondaria di primo grado
Orientamento
–
Orientarsi
sulle carte e orientare le carte a grande scala in base ai punti
cardinali (anche con l’utilizzo della bussola) e a punti di riferimento fissi.
–
Orientarsi
nelle realtà territoriali lontane, anche attraverso l’utilizzo dei programmi
multimediali di visualizzazione dall’alto.
Linguaggio della
geo-graficità
–
Leggere
e interpretare vari tipi di carte geografiche (da quella topografica al
planisfero), utilizzando scale di riduzione, coordinate geografiche e
simbologia.
–
Utilizzare
strumenti tradizionali (carte, grafici, dati statistici, immagini, ecc.) e
innovativi (telerilevamento e cartografia computerizzata) per comprendere e
comunicare fatti e fenomeni territoriali.
Paesaggio
-
Interpretare
e confrontare alcuni caratteri dei paesaggi italiani, europei e mondiali, anche
in relazione alla loro evoluzione nel tempo.
-
Conoscere
temi e problemi di tutela del paesaggio come patrimonio naturale e culturale e
progettare azioni di valorizzazione.
Regione e
sistema territoriale
-
Consolidare
il concetto di regione geografica (fisica, climatica, storica, economica)
applicandolo all’Italia, all’Europa e agli altri continenti.
-
Analizzare
in termini di spazio le interrelazioni tra fatti e fenomeni demografici,
sociali ed economici di portata nazionale, europea e mondiale.
-
Utilizzare
modelli interpretativi di assetti territoriali dei principali Paesi europei e
degli altri continenti, anche in relazione alla loro evoluzione
storico-politico-economica.
Matematica
Le conoscenze matematiche
contribuiscono alla formazione culturale delle persone e delle comunità, sviluppando
le capacità di mettere in stretto rapporto il "pensare" e il
"fare" e offrendo strumenti adatti a percepire, interpretare e
collegare tra loro fenomeni naturali, concetti e artefatti costruiti dall’uomo,
eventi quotidiani. In particolare, la matematica dà strumenti per la
descrizione scientifica del mondo e per affrontare problemi utili nella vita
quotidiana; contribuisce a sviluppare la capacità di comunicare e discutere, di
argomentare in modo corretto, di comprendere i punti di vista e le
argomentazioni degli altri.
In matematica, come nelle
altre discipline scientifiche, è elemento fondamentale il laboratorio, inteso
sia come luogo fisico sia come momento in cui l’alunno è attivo, formula le
proprie ipotesi e ne controlla le conseguenze, progetta e sperimenta, discute e
argomenta le proprie scelte, impara a raccogliere dati, negozia e costruisce
significati, porta a conclusioni temporanee e a nuove aperture la costruzione
delle conoscenze personali e collettive. Nella scuola primaria si potrà
utilizzare il gioco, che ha un ruolo cruciale nella comunicazione, nell’educazione
al rispetto di regole condivise, nell’elaborazione di strategie adatte a
contesti diversi.
La costruzione del
pensiero matematico è un processo lungo e progressivo nel quale concetti,
abilità, competenze e atteggiamenti vengono ritrovati, intrecciati, consolidati
e sviluppati a più riprese; è un processo che comporta anche difficoltà
linguistiche e che richiede un’acquisizione graduale del linguaggio matematico.
Caratteristica della pratica matematica è la risoluzione di problemi, che
devono essere intesi come questioni autentiche e significative, legate alla
vita quotidiana, e non solo esercizi a carattere ripetitivo o quesiti ai quali
si risponde semplicemente ricordando una definizione o una regola.
Gradualmente, stimolato dalla guida dell’insegnante e dalla discussione con i
pari, l’alunno imparerà ad affrontare con fiducia e determinazione situazioni
problematiche, rappresentandole in diversi modi, conducendo le esplorazioni
opportune, dedicando il tempo necessario alla precisa individuazione di ciò che
è noto e di ciò che s’intende trovare, congetturando soluzioni e risultati,
individuando possibili strategie risolutive. Nella scuola secondaria di primo
grado si svilupperà un’attività più propriamente di matematizzazione,
formalizzazione, generalizzazione. L’alunno analizza le situazioni per tradurle
in termini matematici, riconosce schemi ricorrenti, stabilisce analogie con
modelli noti, sceglie le azioni da compiere (operazioni, costruzioni
geometriche, grafici, formalizzazioni, scrittura e risoluzione di equazioni, …)
e le concatena in modo efficace al fine di produrre una risoluzione del
problema. Un’attenzione particolare andrà dedicata allo sviluppo della capacità
di esporre e di discutere con i compagni le soluzioni e i procedimenti seguiti.
L’uso consapevole e
motivato di calcolatrici e del computer deve essere incoraggiato opportunamente
fin dai primi anni della scuola primaria, ad esempio per verificare la
correttezza di calcoli mentali e scritti e per esplorare il mondo dei numeri e
delle forme.
Di estrema importanza è lo
sviluppo di un’adeguata visione della matematica, non ridotta a un insieme di regole
da memorizzare e applicare, ma riconosciuta e apprezzata come contesto per
affrontare e porsi problemi significativi e per esplorare e percepire relazioni
e strutture che si ritrovano e ricorrono in natura e nelle creazioni dell’uomo.
|
Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola primaria
L’alunno si muove con
sicurezza nel calcolo scritto e mentale con i numeri naturali e sa valutare l’opportunità
di ricorrere a una calcolatrice.
Riconosce e rappresenta
forme del piano e dello spazio, relazioni e strutture che si trovano in
natura o che sono state create dall’uomo.
Descrive, denomina e
classifica figure in base a caratteristiche geometriche, ne determina misure,
progetta e costruisce modelli concreti di vario tipo.
Utilizza strumenti per
il disegno geometrico (riga, compasso, squadra) e i più comuni strumenti di
misura (metro, goniometro...).
Ricerca dati per
ricavare informazioni e costruisce rappresentazioni (tabelle e grafici).
Ricava informazioni anche da dati rappresentati in tabelle e grafici
Riconosce e quantifica,
in casi semplici, situazioni di incertezza.
Legge e comprende testi
che coinvolgono aspetti logici e matematici.
Riesce a risolvere
facili problemi in tutti gli ambiti di contenuto, mantenendo il controllo sia
sul processo risolutivo, sia sui risultati. Descrive il procedimento seguito
e riconosce strategie di soluzione diverse dalla propria.
Costruisce ragionamenti
formulando ipotesi, sostenendo le proprie idee e confrontandosi con il punto
di vista di altri.
Riconosce e utilizza
rappresentazioni diverse di oggetti matematici (numeri decimali, frazioni,
percentuali, scale di riduzione, ...).
Sviluppa un
atteggiamento positivo rispetto alla matematica, attraverso esperienze
significative, che gli hanno fatto intuire come gli strumenti matematici che
ha imparato ad utilizzare siano utili per operare nella realtà.
|
Obiettivi di apprendimento al termine della classe
terza della scuola primaria
Numeri
–
Contare oggetti o eventi, a voce e mentalmente, in
senso progressivo e regressivo e per salti di due, tre, ...
–
Leggere e scrivere i numeri naturali in notazione
decimale, avendo consapevolezza della notazione posizionale; confrontarli e
ordinarli, anche rappresentandoli sulla retta.
–
Eseguire mentalmente semplici operazioni con i
numeri naturali e verbalizzare le procedure di calcolo.
–
Conoscere con sicurezza le tabelline della
moltiplicazione dei numeri fino a 10. Eseguire le operazioni con i numeri
naturali con gli algoritmi scritti usuali.
–
Leggere, scrivere, confrontare numeri decimali,
rappresentarli sulla retta ed eseguire semplici addizioni e sottrazioni, anche
con riferimento alle monete o ai risultati di semplici misure.
Spazio e figure
–
Percepire la propria posizione nello spazio e
stimare distanze e volumi a partire dal proprio corpo.
–
Comunicare la posizione di oggetti nello spazio
fisico, sia rispetto al soggetto, sia rispetto ad altre persone o oggetti,
usando termini adeguati (sopra/sotto, davanti/dietro, destra/sinistra,
dentro/fuori).
–
Eseguire un semplice percorso partendo dalla
descrizione verbale o dal disegno, descrivere un percorso che si sta facendo e
dare le istruzioni a qualcuno perché compia un percorso desiderato.
–
Riconoscere, denominare e descrivere figure
geometriche.
–
Disegnare figure geometriche e costruire modelli
materiali anche nello spazio.
Relazioni, dati e
previsioni
–
Classificare numeri, figure, oggetti in base a una o
più proprietà, utilizzando rappresentazioni opportune, a seconda dei contesti e
dei fini.
–
Argomentare sui criteri che sono stati usati per
realizzare classificazioni e ordinamenti assegnati.
–
Leggere e rappresentare relazioni e dati con
diagrammi, schemi e tabelle.
–
Misurare grandezze (lunghezze, tempo, ecc.)
utilizzando sia unità arbitrarie sia unità e strumenti convenzionali (metro,
orologio, ecc.).
Obiettivi di apprendimento al termine della classe
quinta della scuola primaria
Numeri
–
Leggere, scrivere, confrontare numeri decimali.
–
Eseguire le quattro operazioni con sicurezza,
valutando l’opportunità di ricorrere al calcolo mentale, scritto o con la
calcolatrice a seconda delle situazioni.
–
Eseguire la divisione con resto fra numeri naturali;
individuare multipli e divisori di un numero.
–
Stimare il risultato di una operazione.
–
Operare con le frazioni e riconoscere frazioni
equivalenti.
–
Utilizzare numeri decimali, frazioni e percentuali
per descrivere situazioni quotidiane.
–
Interpretare i numeri interi negativi in contesti
concreti.
–
Rappresentare i numeri conosciuti sulla retta e
utilizzare scale graduate in contesti significativi per le scienze e per la
tecnica.
–
Conoscere sistemi di notazione dei numeri che sono o
sono stati in uso in luoghi, tempi e culture diverse dalla nostra.
Spazio e figure
–
Descrivere, denominare e classificare figure
geometriche, identificando elementi significativi e simmetrie, anche al fine di
farle riprodurre da altri.
–
Riprodurre una figura in base a una descrizione,
utilizzando gli strumenti opportuni (carta a quadretti, riga e compasso,
squadre, software di geometria).
–
Utilizzare il piano cartesiano per localizzare
punti.
–
Costruire e utilizzare modelli materiali nello
spazio e nel piano come supporto a una prima capacità di visualizzazione.
–
Riconoscere figure ruotate, traslate e riflesse.
–
Confrontare e misurare angoli utilizzando proprietà
e strumenti.
–
Utilizzare e distinguere fra loro i concetti di
perpendicolarità, parallelismo, orizzontalità, verticalità, parallelismo.
–
Riprodurre in scala una figura assegnata
(utilizzando, ad esempio, la carta a quadretti).
–
Determinare il perimetro di una figura utilizzando
le più comuni formule o altri procedimenti.
–
Determinare l’area di rettangoli e triangoli e di
altre figure per scomposizione o utilizzando le più comuni formule.
–
Riconoscere rappresentazioni piane di oggetti
tridimensionali, identificare punti di vista diversi di uno stesso oggetto
(dall’alto, di fronte, ecc.).
Relazioni, dati e
previsioni
–
Rappresentare relazioni e dati e, in situazioni
significative, utilizzare le rappresentazioni per ricavare informazioni,
formulare giudizi e prendere decisioni.
–
Usare le nozioni di frequenza, di moda e di media
aritmetica, se adeguata alla tipologia dei dati a disposizione.
–
Rappresentare problemi con tabelle e grafici che ne
esprimono la struttura.
–
Utilizzare le principali unità di misura per
lunghezze, angoli, aree, volumi/capacità, intervalli temporali, masse, pesi per
effettuare misure e stime.
–
Passare da un’unità di misura a un’altra,
limitatamente alle unità di uso più comune, anche nel contesto del sistema
monetario.
–
In situazioni concrete, di una coppia di eventi
intuire e cominciare ad argomentare qual è il più probabile, dando una prima
quantificazione nei casi più semplici, oppure riconoscere se si tratta di eventi
ugualmente probabili.
–
Riconoscere e descrivere regolarità in una sequenza
di numeri o di figure.
|
Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado
L’alunno si muove con
sicurezza nel calcolo anche con i numeri razionali, ne padroneggia le diverse
rappresentazioni e stima la grandezza di un numero e il risultato di
operazioni.
Riconosce e denomina le
forme del piano e dello spazio, le loro rappresentazioni e ne coglie le
relazioni tra gli elementi.
Analizza e interpreta
rappresentazioni di dati per ricavarne misure di variabilità e prendere
decisioni.
Riconosce e risolve
problemi in contesti diversi valutando le informazioni e la loro coerenza.
Spiega il procedimento
seguito, anche in forma scritta, mantenendo il controllo sia sul processo
risolutivo, sia sui risultati.
Confronta procedimenti
diversi e produce formalizzazioni che gli consentono di passare da un
problema specifico a una classe di problemi.
Produce argomentazioni
in base alle conoscenze teoriche acquisite (ad esempio sa utilizzare i
concetti di proprietà caratterizzante e di definizione).
Sostiene le proprie
convinzioni, portando esempi e controesempi adeguati e utilizzando
concatenazioni di affermazioni; accetta di cambiare opinione riconoscendo le
conseguenze logiche di una argomentazione corretta.
Utilizza e interpreta il
linguaggio matematico (piano cartesiano, formule, equazioni, ...) e ne coglie
il rapporto col linguaggio naturale.
Nelle situazioni di
incertezza (vita quotidiana, giochi, …) si orienta con valutazioni di
probabilità.
Ha rafforzato un atteggiamento
positivo rispetto alla matematica attraverso esperienze significative e ha
capito come gli strumenti matematici appresi siano utili in molte situazioni
per operare nella realtà.
|
Obiettivi di apprendimento al termine della classe
terza della scuola secondaria di primo grado
Numeri
–
Eseguire addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni,
divisioni, ordinamenti e confronti tra i numeri conosciuti (numeri naturali,
numeri interi, frazioni e numeri decimali), quando possibile a mente oppure
utilizzando gli usuali algoritmi scritti, le calcolatrici e i fogli di calcolo
e valutando quale strumento può essere più opportuno.
–
Dare stime approssimate per il risultato di una
operazione e controllare la plausibilità di un calcolo.
–
Rappresentare i numeri conosciuti sulla retta.
–
Utilizzare scale graduate in contesti significativi
per le scienze e per la tecnica.
–
Utilizzare il concetto di rapporto fra numeri o
misure ed esprimerlo sia nella forma decimale, sia mediante frazione.
–
Utilizzare frazioni equivalenti e numeri decimali
per denotare uno stesso numero razionale in diversi modi, essendo consapevoli
di vantaggi e svantaggi delle diverse rappresentazioni.
–
Comprendere il significato di percentuale e saperla
calcolare utilizzando strategie diverse.
–
Interpretare una variazione percentuale di una
quantità data come una moltiplicazione per un numero decimale.
–
Individuare multipli e divisori di un numero
naturale e multipli e divisori comuni a più numeri.
–
Comprendere il significato e l’utilità del multiplo
comune più piccolo e del divisore comune più grande, in matematica e in
situazioni concrete.
–
In casi semplici scomporre numeri naturali in
fattori primi e conoscere l’utilità di tale scomposizione per diversi fini.
–
Utilizzare la notazione usuale per le potenze con esponente
intero positivo, consapevoli del significato, e le proprietà delle potenze per
semplificare calcoli e notazioni.
–
Conoscere la radice quadrata come operatore inverso
dell’elevamento al quadrato.
–
Dare stime della radice quadrata utilizzando solo la
moltiplicazione.
–
Sapere che non si può trovare una frazione o un
numero decimale che elevato al quadrato dà 2, o altri numeri interi.
–
Utilizzare la proprietà associativa e distributiva
per raggruppare e semplificare, anche mentalmente, le operazioni.
–
Descrivere con un’espressione numerica la sequenza
di operazioni che fornisce la soluzione di un problema.
–
Eseguire semplici espressioni di calcolo con i
numeri conosciuti, essendo consapevoli del significato delle parentesi e delle
convenzioni sulla precedenza delle operazioni.
–
Esprimere misure utilizzando anche le potenze del 10
e le cifre significative.
Spazio e figure
–
Riprodurre figure e disegni geometrici, utilizzando
in modo appropriato e con accuratezza opportuni strumenti (riga, squadra,
compasso, goniometro, software di geometria).
–
Rappresentare punti, segmenti e figure sul piano
cartesiano.
–
Conoscere definizioni e proprietà (angoli, assi di
simmetria, diagonali, …) delle principali figure piane (triangoli,
quadrilateri, poligoni regolari, cerchio).
–
Descrivere figure complesse e costruzioni
geometriche al fine di comunicarle ad altri.
–
Riprodurre figure e disegni geometrici in base a una
descrizione e codificazione fatta da altri.
–
Riconoscere figure piane simili in vari contesti e
riprodurre in scala una figura assegnata.
–
Conoscere il Teorema di Pitagora e le sue
applicazioni in matematica e in situazioni concrete.
–
Determinare l’area di semplici figure scomponendole
in figure elementari, ad esempio triangoli, o utilizzando le più comuni
formule.
–
Stimare per difetto e per eccesso l’area di una
figura delimitata anche da linee curve.
–
Conoscere il numero π, e alcuni modi per
approssimarlo.
–
Calcolare l’area del cerchio e la lunghezza della
circonferenza, conoscendo il raggio, e viceversa.
–
Conoscere e utilizzare le principali trasformazioni
geometriche e i loro invarianti.
–
Rappresentare oggetti e figure tridimensionali in
vario modo tramite disegni sul piano.
–
Visualizzare oggetti tridimensionali a partire da
rappresentazioni bidimensionali.
–
Calcolare l’area e il volume delle figure solide più
comuni e darne stime di oggetti della vita quotidiana.
–
Risolvere problemi utilizzando le proprietà
geometriche delle figure.
Relazioni e funzioni
–
Interpretare, costruire e trasformare formule che
contengono lettere per esprimere in forma generale relazioni e proprietà.
–
Esprimere la relazione di proporzionalità con un’uguaglianza
di frazioni e viceversa.
–
Usare il piano cartesiano per rappresentare
relazioni e funzioni empiriche o ricavate da tabelle, e per conoscere in
particolare le funzioni del tipo y=ax, y=a/x, y=ax2, y=2n
e i loro grafici e collegare le prime due al concetto di proporzionalità.
–
Esplorare e risolvere problemi utilizzando equazioni
di primo grado.
Dati e previsioni
–
Rappresentare insiemi di dati, anche facendo uso di
un foglio elettronico. In situazioni significative, confrontare dati al fine di
prendere decisioni, utilizzando le distribuzioni delle frequenze e delle frequenze
relative. Scegliere ed utilizzare valori medi (moda, mediana, media aritmetica)
adeguati alla tipologia ed alle caratteristiche dei dati a disposizione. Saper
valutare la variabilità di un insieme di dati determinandone, ad esempio, il
campo di variazione.
–
In semplici situazioni aleatorie, individuare gli
eventi elementari, assegnare a essi una probabilità, calcolare la probabilità
di qualche evento, scomponendolo in eventi elementari disgiunti.
–
Riconoscere
coppie di eventi complementari, incompatibili, indipendenti.
Scienze
La moderna
conoscenza scientifica del mondo si è costruita nel tempo, attraverso un metodo
di indagine fondato sull’osservazione dei fatti e sulla loro interpretazione,
con spiegazioni e modelli sempre suscettibili di revisione e di riformulazione.
L’osservazione dei fatti e lo spirito di ricerca dovrebbero caratterizzare anche
un efficace insegnamento delle scienze e dovrebbero essere attuati attraverso
un coinvolgimento diretto degli alunni incoraggiandoli, senza un ordine
temporale rigido e senza forzare alcuna fase, a porre domande sui fenomeni e le
cose, a progettare esperimenti/esplorazioni seguendo ipotesi di lavoro e a
costruire i loro modelli interpretativi.
La ricerca
sperimentale, individuale e di gruppo, rafforza nei ragazzi la fiducia nelle
proprie capacità di pensiero, la disponibilità a dare e ricevere aiuto, l’imparare
dagli errori propri e altrui, l’apertura ad opinioni diverse e la capacità di
argomentare le proprie.
Le esperienze
concrete potranno essere realizzate in aula o in spazi adatti: laboratorio
scolastico, ma anche spazi naturali o ambienti raggiungibili facilmente. È
importante disporre di tempi e modalità di lavoro che consentano, in modo non
superficiale o affrettato, la produzione di idee originali da parte dei
ragazzi, anche a costo di fare delle scelte sui livelli di approfondimento e
limitarsi alla trattazione di temi rilevanti. La valorizzazione del pensiero
spontaneo dei ragazzi consentirà di costruire nel tempo le prime
formalizzazioni in modo convincente per ciascun alunno. La gradualità e non
dogmaticità dell’insegnamento favorirà negli alunni la fiducia nelle loro
possibilità di capire sempre quello che si studia, con i propri mezzi e al
proprio livello.
Con lo sviluppo
dei linguaggi e delle capacità di comunicazione, i ragazzi dovrebbero saper
descrivere la loro attività di ricerca in testi di vario tipo (racconti orali,
testi scritti, immagini, disegni, schemi, mappe, tabelle, grafici, ecc.)
sintetizzando il problema affrontato, l’esperimento progettato, la sua
realizzazione e i suoi risultati, le difficoltà incontrate, le scelte adottate,
le risposte individuate.
Le scienze
naturali e sperimentali sono fra loro diverse per quanto riguarda i contenuti
ma, almeno a livello elementare, sono accomunate da metodologie di indagine
simili. È opportuno, quindi, potenziare nel percorso di studio, l’impostazione
metodologica, mettendo in evidenza i modi di ragionare, le strutture di pensiero
e le informazioni trasversali, evitando così la frammentarietà nozionistica dei
differenti contenuti. Gli allievi potranno così riconoscere in quello che vanno
studiando un’unitarietà della conoscenza. Per questo, in rapporto all’età e con
richiami graduali lungo tutto l’arco degli anni scolastici fino alla scuola
secondaria, dovranno essere focalizzati alcuni grandi “organizzatori concettuali”
quali: causa/effetto, sistema, stato/trasformazione, equilibrio, energia, ecc.
Il percorso
dovrà comunque mantenere un costante riferimento alla realtà, imperniando le
attività didattiche sulla scelta di casi emblematici quali l’osservazione
diretta di un organismo o di un micro-ambiente, di un movimento, di una candela
che brucia, di una fusione, dell’ombra prodotta dal Sole, delle proprietà dell’acqua,
ecc.
Valorizzando le
competenze acquisite dagli allievi, nell’ambito di una progettazione verticale
complessiva, gli insegnanti potranno costruire una sequenza di esperienze che
nel loro insieme consentano di sviluppare gli argomenti basilari di ogni
settore scientifico.
Nell’arco di
ogni anno di scuola primaria, quindi, ciascun alunno deve essere coinvolto in
varie esperienze pratiche. La selezione e la realizzazione di esperienze
concrete ed operative dovranno caratterizzare anche le attività didattiche
nella scuola secondaria di primo grado, coordinato con un appropriato uso del
libro di testo. Le esperienze che vengono indicate per la scuola secondaria di
primo grado possono essere utilizzate anche nella scuola primaria con gli
opportuni adattamenti.
|
Traguardi per
lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria
L’alunno
sviluppa atteggiamenti di curiosità e modi di guardare il mondo che lo
stimolano a cercare spiegazioni di quello che vede succedere.
Esplora i
fenomeni con un approccio scientifico: con l’aiuto dell’insegnante, dei
compagni, in modo autonomo, osserva e descrive lo svolgersi dei fatti,
formula domande, anche sulla base di ipotesi personali, propone e realizza
semplici esperimenti.
Individua nei
fenomeni somiglianze e differenze, fa misurazioni, registra dati
significativi, identifica relazioni spazio/temporali.
Individua
aspetti quantitativi e qualitativi nei fenomeni, produce rappresentazioni
grafiche e schemi di livello adeguato, elabora semplici modelli.
Riconosce le
principali caratteristiche e i modi di vivere di organismi animali e
vegetali.
Ha
consapevolezza della struttura e dello sviluppo del proprio corpo, nei suoi
diversi organi e apparati, ne riconosce e descrive il funzionamento,
utilizzando modelli intuitivi ed ha cura della sua salute.
Ha
atteggiamenti di cura verso l’ambiente scolastico che condivide con gli
altri; rispetta e apprezza il valore dell’ambiente sociale e naturale.
Espone in
forma chiara ciò che ha sperimentato, utilizzando un linguaggio appropriato.
Trova da varie
fonti (libri, internet, discorsi degli adulti, ecc.) informazioni e spiegazioni
sui problemi che lo interessano.
|
Obiettivi di
apprendimento al termine della classe terza di scuola primaria
Esplorare e descrivere oggetti e materiali
–
Individuare,
attraverso l’interazione diretta, la struttura di oggetti semplici, analizzarne
qualità e proprietà, descriverli nella loro unitarietà e nelle loro parti,
scomporli e ricomporli, riconoscerne funzioni e modi d’uso.
–
Seriare
e classificare oggetti in base alle loro proprietà.
–
Individuare
strumenti e unità di misura appropriati alle situazioni problematiche in esame,
fare misure e usare la matematica conosciuta per trattare i dati.
–
Descrivere
semplici fenomeni della vita quotidiana legati ai liquidi, al cibo, alle forze
e al movimento, al calore, ecc.
Osservare e sperimentare sul campo
–
Osservare
i momenti significativi nella vita di piante e animali, realizzando allevamenti
in classe di piccoli animali, semine in terrari e orti, ecc. Individuare
somiglianze e differenze nei percorsi di sviluppo di organismi animali e
vegetali.
–
Osservare,
con uscite all’esterno, le caratteristiche dei terreni e delle acque.
–
Osservare
e interpretare le trasformazioni ambientali naturali (ad opera del sole, di
agenti atmosferici, dell’acqua, ecc.) e quelle ad opera dell’uomo
(urbanizzazione, coltivazione, industrializzazione, ecc.).
–
Avere
familiarità con la variabilità dei fenomeni atmosferici (venti, nuvole,
pioggia, ecc.) e con la periodicità dei fenomeni celesti (dì/notte, percorsi
del sole, stagioni).
L’uomo i viventi e l’ambiente
-
Riconoscere
e descrivere le caratteristiche del proprio ambiente.
-
Osservare
e prestare attenzione al funzionamento del proprio corpo (fame, sete, dolore,
movimento, freddo e caldo, ecc.) per riconoscerlo come organismo complesso,
proponendo modelli elementari del suo funzionamento.
-
Riconoscere
in altri organismi viventi, in relazione con i loro ambienti, bisogni analoghi
ai propri.
Obiettivi di
apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria
Oggetti, materiali e trasformazioni
-
Individuare,
nell’osservazione di esperienze concrete, alcuni concetti scientifici quali:
dimensioni spaziali, peso, peso specifico, forza, movimento, pressione,
temperatura, calore, ecc.
-
Cominciare
a riconoscere regolarità nei fenomeni e a costruire in modo elementare il
concetto di energia.
-
Osservare,
utilizzare e, quando è possibile, costruire semplici strumenti di misura:
recipienti per misure di volumi/capacità, bilance a molla, ecc.) imparando a
servirsi di unità convenzionali.
-
Individuare
le proprietà di alcuni materiali come, ad esempio: la durezza, il peso, l’elasticità,
la trasparenza, la densità, ecc.; realizzare sperimentalmente semplici
soluzioni in acqua (acqua e zucchero, acqua e inchiostro, ecc).
-
Osservare
e schematizzare alcuni passaggi di stato, costruendo semplici modelli interpretativi
e provando ad esprimere in forma grafica le relazioni tra variabili individuate
(temperatura in funzione del tempo, ecc.).
Osservare e sperimentare sul campo
-
Proseguire
nelle osservazioni frequenti e regolari, a occhio nudo o con appropriati
strumenti, con i compagni e autonomamente, di una porzione di ambiente vicino;
individuare gli elementi che lo caratterizzano e i loro cambiamenti nel tempo.
-
Conoscere
la struttura del suolo sperimentando con rocce, sassi e terricci; osservare le
caratteristiche dell’acqua e il suo ruolo nell’ambiente.
-
Ricostruire
e interpretare il movimento dei diversi oggetti celesti, rielaborandoli anche
attraverso giochi col corpo.
L’uomo i viventi e l’ambiente
-
Descrivere
e interpretare il funzionamento del corpo come sistema complesso situato in un
ambiente; costruire modelli plausibili sul funzionamento dei diversi apparati,
elaborare primi modelli intuitivi di struttura cellulare.
-
Avere
cura della propria salute anche dal punto di vista alimentare e motorio. Acquisire
le prime informazioni sulla riproduzione e la sessualità.
-
Riconoscere,
attraverso l’esperienza di coltivazioni, allevamenti, ecc. che la vita di ogni
organismo è in relazione con altre e differenti forme di vita.
-
Elaborare
i primi elementi di classificazione animale e vegetale sulla base di
osservazioni personali.
-
Proseguire
l’osservazione e l’interpretazione delle trasformazioni ambientali, ivi
comprese quelle globali, in particolare quelle conseguenti all’azione
modificatrice dell’uomo.
|
Traguardi per
lo sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo
grado
L’alunno
esplora e sperimenta, in laboratorio e all’aperto, lo svolgersi dei più
comuni fenomeni, ne immagina e ne verifica le cause; ricerca soluzioni ai
problemi, utilizzando le conoscenze acquisite.
Sviluppa
semplici schematizzazioni e modellizzazioni di fatti e fenomeni ricorrendo,
quando è il caso, a misure appropriate e a semplici formalizzazioni.
Riconosce nel
proprio organismo strutture e funzionamenti a livelli macroscopici e
microscopici, è consapevole delle sue potenzialità e dei suoi limiti.
Ha una visione
della complessità del sistema dei viventi e della loro evoluzione nel tempo;
riconosce nella loro diversità i bisogni fondamentali di animali e piante, e
i modi di soddisfarli negli specifici contesti ambientali.
È consapevole
del ruolo della comunità umana sulla Terra, del carattere finito delle
risorse, nonché dell’ineguaglianza dell’accesso a esse, e adotta modi di vita
ecologicamente responsabili.
Collega lo
sviluppo delle scienze allo sviluppo della storia dell’uomo.
Ha curiosità e
interesse verso i principali problemi legati all’uso della scienza nel campo
dello sviluppo scientifico e tecnologico.
|
Obiettivi di
apprendimento al termine della classe terza della scuola secondaria di primo
grado
Fisica e chimica
-
Utilizzare
i concetti fisici fondamentali quali: pressione, volume, velocità, peso, peso
specifico, forza, temperatura, calore, carica elettrica, ecc., in varie
situazioni di esperienza; in alcuni casi raccogliere dati su variabili
rilevanti di differenti fenomeni, trovarne relazioni quantitative ed esprimerle
con rappresentazioni formali di tipo diverso. Realizzare esperienze quali ad
esempio: piano inclinato, galleggiamento, vasi comunicanti, riscaldamento dell’acqua,
fusione del ghiaccio, costruzione di un circuito pila-interruttore-lampadina.
-
Costruire
e utilizzare correttamente il concetto di energia come quantità che si
conserva; individuare la sua dipendenza da altre variabili; riconoscere l’inevitabile
produzione di calore nelle catene energetiche reali. Realizzare esperienze
quali ad esempio: mulino ad acqua, dinamo, elica rotante sul termosifone,
riscaldamento dell’acqua con il frullatore.
-
Padroneggiare
concetti di trasformazione chimica; sperimentare reazioni (non pericolose)
anche con prodotti chimici di uso domestico e interpretarle sulla base di
modelli semplici di struttura della materia; osservare e descrivere lo
svolgersi delle reazioni e i prodotti ottenuti. Realizzare esperienze quali ad
esempio: soluzioni in acqua, combustione di una candela, bicarbonato di sodio +
aceto.
Astronomia e Scienze della Terra
-
Osservare,
modellizzare e interpretare i più evidenti fenomeni celesti attraverso l’osservazione
del cielo notturno e diurno, utilizzando anche planetari o simulazioni al
computer. Ricostruire i movimenti della Terra da cui dipendono il dì e la notte
e l’alternarsi delle stagioni. Costruire modelli tridimensionali anche in
connessione con l’evoluzione storica dell’astronomia.
-
Spiegare,
anche per mezzo di simulazioni, i meccanismi delle eclissi di sole e di luna.
Realizzare esperienze quali ad esempio: costruzione di una meridiana,
registrazione della traiettoria del sole e della sua altezza a mezzogiorno
durante l’arco dell’anno.
-
Riconoscere,
con ricerche sul campo ed esperienze concrete, i principali tipi di rocce ed i
processi geologici da cui hanno avuto origine.
-
Conoscere
la struttura della Terra e i suoi movimenti interni (tettonica a placche);
individuare i rischi sismici, vulcanici e idrogeologici della propria regione
per pianificare eventuali attività di prevenzione. Realizzare esperienze quali
ad esempio la raccolta e i saggi di rocce diverse.
Biologia
-
Riconoscere
le somiglianze e le differenze del funzionamento delle diverse specie di
viventi.
-
Comprendere
il senso delle grandi classificazioni, riconoscere nei fossili indizi per
ricostruire nel tempo le trasformazioni dell’ambiente fisico, la successione e
l’evoluzione delle specie. Realizzare esperienze quali ad esempio: in
coltivazioni e allevamenti, osservare della variabilità in individui della
stessa specie.
-
Sviluppare
progressivamente la capacità di spiegare il funzionamento macroscopico dei
viventi con un modello cellulare (collegando per esempio: la respirazione con
la respirazione cellulare, l’alimentazione con il metabolismo cellulare, la
crescita e lo sviluppo con la duplicazione delle cellule, la crescita delle
piante con la fotosintesi). Realizzare esperienze quali ad esempio: dissezione
di una pianta, modellizzazione di una cellula, osservazione di cellule vegetali
al microscopio, coltivazione di muffe e microorganismi.
-
Conoscere
le basi biologiche della trasmissione dei caratteri ereditari acquisendo le
prime elementari nozioni di genetica.
-
Acquisire
corrette informazioni sullo sviluppo puberale e la sessualità; sviluppare la
cura e il controllo della propria salute attraverso una corretta alimentazione;
evitare consapevolmente i danni prodotti dal fumo e dalle droghe.
-
Assumere
comportamenti e scelte personali ecologicamente sostenibili. Rispettare e
preservare la biodiversità nei sistemi ambientali. Realizzare esperienze quali
ad esempio: costruzione di nidi per uccelli selvatici, adozione di uno stagno o
di un bosco.
Musica
La musica,
componente fondamentale e universale dell’esperienza umana, offre uno spazio
simbolico e relazionale propizio all’attivazione di processi di cooperazione e
socializzazione, all’acquisizione di strumenti di conoscenza, alla
valorizzazione della creatività e della partecipazione, allo sviluppo del senso
di appartenenza a una comunità, nonché all’interazione fra culture diverse.
L’apprendimento
della musica consta di pratiche e di conoscenze, e nella scuola si articola su
due dimensioni: a) produzione, mediante l’azione diretta (esplorativa,
compositiva, esecutiva) con e sui materiali sonori, in particolare attraverso l’attività
corale e di musica d’insieme; b) fruizione consapevole, che implica la
costruzione e l’elaborazione di significati personali, sociali e culturali,
relativamente a fatti, eventi, opere del presente e del passato.
Il canto, la
pratica degli strumenti musicali, la produzione creativa, l’ascolto, la
comprensione e la riflessione critica favoriscono lo sviluppo della musicalità
che è in ciascuno; promuovono l’integrazione delle componenti
percettivo-motorie, cognitive e affettivo-sociali della personalità;
contribuiscono al benessere psicofisico in una prospettiva di prevenzione del
disagio, dando risposta a bisogni, desideri, domande, caratteristiche delle
diverse fasce d’età. In particolare, attraverso l’esperienza del far musica
insieme, ognuno potrà cominciare a leggere e a scrivere musica, a produrla anche
attraverso l’improvvisazione, intesa come gesto e pensiero che si scopre
nell’attimo in cui avviene: improvvisare vuol dire comporre nell’istante.
L’apprendimento
della musica esplica specifiche funzioni formative, tra loro interdipendenti.
Mediante la funzione cognitivo-culturale gli alunni esercitano la capacità di
rappresentazione simbolica della realtà, sviluppano un pensiero flessibile,
intuitivo, creativo e partecipano al patrimonio di diverse culture musicali; utilizzano
le competenze specifiche della disciplina per cogliere significati, mentalità,
modi di vita e valori della comunità a cui fanno riferimento. Mediante la
funzione linguistico-comunicativa la musica educa gli alunni all’espressione e
alla comunicazione attraverso gli strumenti e le tecniche specifiche del
proprio linguaggio. Mediante la funzione emotivo-affettiva gli alunni, nel
rapporto con l’opera d’arte, sviluppano la riflessione sulla formalizzazione
simbolica delle emozioni. Mediante la funzioni identitaria e interculturale la
musica induce gli alunni a prendere coscienza della loro appartenenza a una
tradizione culturale e nel contempo fornisce loro gli strumenti per la
conoscenza, il confronto e il rispetto di altre tradizioni culturali e
religiose. Mediante la funzione relazionale essa instaura relazioni
interpersonali e di gruppo, fondate su pratiche compartecipate e sull’ascolto condiviso.
Mediante la funzione critico-estetica essa sviluppa negli alunni una sensibilità
artistica basata sull’interpretazione sia di messaggi sonori sia di opere d’arte,
eleva la loro autonomia di giudizio e il livello di fruizione estetica del
patrimonio culturale.
In quanto mezzo
di espressione e di comunicazione, la musica interagisce costantemente con le
altre arti ed è aperta agli scambi e alle interazioni con i vari ambiti del
sapere.
|
Traguardi per
lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria
L’alunno
esplora, discrimina ed elabora eventi sonori dal punto di vista qualitativo,
spaziale e in riferimento alla loro fonte.
Esplora
diverse possibilità espressive della voce, di oggetti sonori e strumenti
musicali, imparando ad ascoltare se stesso e gli altri; fa uso di forme di
notazione analogiche o codificate.
Articola
combinazioni timbriche, ritmiche e melodiche, applicando schemi elementari;
le esegue con la voce, il corpo e gli strumenti, ivi compresi quelli della
tecnologia informatica.
Improvvisa
liberamente e in modo creativo, imparando gradualmente a dominare tecniche e
materiali, suoni e silenzi.
Esegue, da
solo e in gruppo, semplici brani vocali o strumentali, appartenenti a generi
e culture differenti, utilizzando anche strumenti didattici e auto-costruiti.
Riconosce gli
elementi costitutivi di un semplice brano musicale, utilizzandoli nella
pratica.
Ascolta,
interpreta e descrive brani musicali di diverso genere.
|
Obiettivi di
apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria
–
Utilizzare
voce, strumenti e nuove tecnologie sonore in modo creativo e consapevole,
ampliando con gradualità le proprie capacità di invenzione e improvvisazione.
–
Eseguire
collettivamente e individualmente brani vocali/strumentali anche polifonici,
curando l’intonazione, l’espressività e l’interpretazione.
–
Valutare
aspetti funzionali ed estetici in brani musicali di vario genere e stile, in
relazione al riconoscimento di culture, di tempi e luoghi diversi.
–
Riconoscere
e classificare gli elementi costitutivi basilari del linguaggio musicale all’interno
di brani di vario genere e provenienza.
–
Rappresentare
gli elementi basilari di brani musicali e di eventi sonori attraverso sistemi
simbolici convenzionali e non convenzionali.
–
Riconoscere
gli usi, le funzioni e i contesti della musica e dei suoni nella realtà
multimediale (cinema, televisione, computer).
|
Traguardi per
lo sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo
grado (*)
L’alunno
partecipa in modo attivo alla realizzazione di esperienze musicali attraverso
l’esecuzione e l’interpretazione di brani strumentali e vocali appartenenti a
generi e culture differenti.
Usa diversi
sistemi di notazione funzionali alla lettura, all’analisi e alla produzione
di brani musicali.
È in grado di
ideare e realizzare, anche attraverso l’improvvisazione o partecipando a
processi di elaborazione collettiva, messaggi musicali e multimediali, nel
confronto critico con modelli appartenenti al patrimonio musicale,
utilizzando anche sistemi informatici.
Comprende e
valuta eventi, materiali, opere musicali riconoscendone i significati, anche
in relazione alla propria esperienza musicale e ai diversi contesti
storico-culturali.
Integra con
altri saperi e altre pratiche artistiche le proprie esperienze musicali,
servendosi anche di appropriati codici e sistemi di codifica.
|
(*) per il
quadro delle competenze specifiche connesse allo studio dello strumento
musicale, si rinvia alle specifiche norme di settore.
Obiettivi di
apprendimento al termine della classe terza della scuola secondaria di primo
grado
–
Eseguire
in modo espressivo, collettivamente e individualmente, brani vocali e
strumentali di diversi generi e stili, anche avvalendosi di strumentazioni
elettroniche.
–
Improvvisare,
rielaborare, comporre brani musicali vocali e strumentali, utilizzando sia
strutture aperte, sia semplici schemi ritmico-melodici.
–
Riconoscere
e classificare anche stilisticamente i più importanti elementi costitutivi del
linguaggio musicale.
–
Conoscere,
descrivere e interpretare in modo critico opere d’arte musicali e
progettare/realizzare eventi sonori che integrino altre forme artistiche, quali
danza, teatro, arti visive e multimediali.
–
Decodificare
e utilizzare la notazione tradizionale e altri sistemi di scrittura.
–
Orientare
la costruzione della propria identità musicale, ampliarne l’orizzonte
valorizzando le proprie esperienze, il percorso svolto e le opportunità offerte
dal contesto.
–
Accedere
alle risorse musicali presenti in rete e utilizzare software specifici per
elaborazioni sonore e musicali.
Arte e
immagine
La disciplina
arte e immagine ha la finalità di sviluppare e potenziare nell’alunno le
capacità di esprimersi e comunicare in modo creativo e personale, di osservare
per leggere e comprendere le immagini e le diverse creazioni artistiche, di
acquisire una personale sensibilità estetica e un atteggiamento di consapevole
attenzione verso il patrimonio artistico.
Il percorso
formativo, attento all’importanza della soggettività degli allievi, dovrà riconoscere,
valorizzare e ordinare conoscenze ed esperienze acquisite dall’alunno nel campo
espressivo e multimediale anche fuori dalla scuola, come elementi utili al
processo di formazione della capacità di riflessione critica.
La disciplina
contribuisce così in modo rilevante a far sì che la scuola si apra al mondo,
portandola a confrontarsi criticamente con “la cultura giovanile” e con le
nuove modalità di apprendimento proposte dalle tecnologie della comunicazione.
Attraverso il
percorso formativo di tutto il primo ciclo, l’alunno impara a utilizzare e
fruire del linguaggio visivo e dell’arte, facendo evolvere l’esperienza
espressiva spontanea verso forme sempre più consapevoli e strutturate di
comunicazione.
Il percorso
permette agli alunni di esprimersi e comunicare sperimentando attivamente le
tecniche e i codici propri del linguaggio visivo e audiovisivo; di leggere e
interpretare in modo critico e attivo i linguaggi delle immagini e quelli
multimediali; di comprendere le opere d’arte; di conoscere e apprezzare i beni
culturali e il patrimonio artistico.
L’alunno può
così sviluppare le proprie capacità creative attraverso l’utilizzo di codici e
linguaggi espressivi e la rielaborazione di segni visivi.
Con l’educazione
all’arte e all’immagine, caratterizzata da un approccio di tipo laboratoriale,
l’alunno sviluppa le capacità di osservare e descrivere, di leggere e
comprendere criticamente le opere d’arte. Lo sviluppo di queste capacità è una
condizione necessaria per creare un atteggiamento di curiosità e di interazione
positiva con il mondo artistico. È importante infatti che l’alunno apprenda, a
partire dai primi anni, gli elementi di base del linguaggio delle immagini e
allo stesso tempo sperimenti diversi metodi di approccio alle opere d’arte,
anche attraverso esperienze dirette nel territorio e nei musei. È necessario,
inoltre, che abbia una conoscenza dei luoghi e dei contesti storici, degli
stili e delle funzioni che caratterizzano la produzione artistica.
La familiarità
con immagini di qualità ed opere d’arte sensibilizza e potenzia nell’alunno le
capacità creative, estetiche ed espressive, rafforza la preparazione culturale
e contribuisce ad educarlo a una cittadinanza attiva e responsabile. In questo
modo l’alunno si educa alla salvaguardia, e alla conservazione del patrimonio
artistico e ambientale a partire dal territorio di appartenenza. La familiarità
con i linguaggi artistici, di tutte le arti, che sono universali, permette di
sviluppare relazioni interculturali basate sulla comunicazione, la conoscenza e
il confronto tra culture diverse.
Per far sì che la disciplina
contribuisca allo sviluppo di tutti gli aspetti della personalità dell’alunno è
necessario che il suo apprendimento sia realizzato attraverso l’integrazione
dei suoi nuclei costitutivi: sensoriale (sviluppo delle dimensioni tattile,
olfattiva, uditiva, visiva); linguistico-comunicativo (il messaggio visivo, i
segni dei codici iconici e non iconici, le funzioni, ecc.); storico-culturale
(l’arte come documento per comprendere la storia, la società, la cultura, la
religione di una specifica epoca); espressivo/comunicativa (produzione e
sperimentazione di tecniche, codici e materiali diversificati, incluse le nuove
tecnologie); patrimoniale (il museo, i beni culturali e ambientali presenti nel
territorio).
|
Traguardi per
lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria
L’alunno
utilizza le conoscenze e le abilità relative al linguaggio visivo per
produrre varie tipologie di testi visivi (espressivi, narrativi, rappresentativi
e comunicativi) e rielaborare in modo creativo le immagini con molteplici
tecniche, materiali e strumenti (grafico-espressivi, pittorici e plastici, ma
anche audiovisivi e multimediali).
È in grado di
osservare, esplorare, descrivere e leggere immagini (opere d’arte,
fotografie, manifesti, fumetti, ecc) e messaggi multimediali (spot, brevi
filmati, videoclip, ecc.)
Individua i
principali aspetti formali dell’opera d’arte; apprezza le opere artistiche e
artigianali provenienti da culture diverse dalla propria.
Conosce i
principali beni artistico-culturali presenti nel proprio territorio e
manifesta sensibilità e rispetto per la loro salvaguardia.
|
Obiettivi di
apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria
Esprimersi e
comunicare
–
Elaborare
creativamente produzioni personali e autentiche per esprimere sensazioni ed emozioni; rappresentare e
comunicare la realtà percepita;
–
Trasformare
immagini e materiali ricercando soluzioni figurative originali.
–
Sperimentare
strumenti e tecniche diverse per realizzare prodotti grafici, plastici,
pittorici e multimediali.
–
Introdurre
nelle proprie produzioni creative elementi linguistici e stilistici scoperti
osservando immagini e opere d’arte.
Osservare e
leggere le immagini
–
Guardare e osservare con consapevolezza un’immagine e
gli oggetti presenti nell’ambiente descrivendo gli elementi formali,
utilizzando le regole della percezione visiva e l’orientamento nello spazio.
–
Riconoscere in un testo iconico-visivo gli elementi
grammaticali e tecnici del linguaggio visivo (linee, colori, forme, volume,
spazio) individuando il loro significato espressivo.
–
Individuare nel linguaggio del fumetto, filmico e
audiovisivo le diverse tipologie di codici, le sequenze narrative e
decodificare in forma elementare i diversi significati.
Comprendere e
apprezzare le opere d’arte
–
Individuare
in un’opera d’arte, sia antica che moderna, gli elementi essenziali della
forma, del linguaggio, della tecnica e dello stile dell’artista per
comprenderne il messaggio e la funzione.
–
Familiarizzare
con alcune forme di arte e di produzione artigianale appartenenti alla propria
e ad altre culture.
–
Riconoscere
e apprezzare nel proprio territorio gli aspetti più caratteristici del
patrimonio ambientale e urbanistico e i principali monumenti storico-artistici.
|
Traguardi di
sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo grado
L’alunno
realizza elaborati personali e creativi sulla base di un’ideazione e
progettazione originale, applicando le conoscenze e le regole del linguaggio
visivo, scegliendo in modo funzionale tecniche e materiali differenti anche
con l’integrazione di più media e
codici espressivi.
Padroneggia gli elementi principali del linguaggio visivo, legge e
comprende i significati di immagini statiche e in movimento, di filmati
audiovisivi e di prodotti multimediali.
Legge le opere più significative prodotte nell’arte antica,
medievale, moderna e contemporanea, sapendole collocare nei rispettivi
contesti storici, culturali e ambientali; riconosce il valore culturale di
immagini, di opere e di oggetti artigianali prodotti in paesi diversi dal
proprio.
Riconosce gli elementi principali del patrimonio culturale, artistico
e ambientale del proprio territorio e è sensibile ai problemi della sua
tutela e conservazione.
Analizza e descrive beni culturali, immagini
statiche e multimediali, utilizzando il linguaggio appropriato.
|
Obiettivi di
apprendimento al termine della scuola secondaria di primo grado
Esprimersi e
comunicare
–
Ideare
e progettare elaborati ricercando soluzioni creative originali, ispirate anche
dallo studio dell’arte e della comunicazione visiva.
–
Utilizzare
consapevolmente gli strumenti, le tecniche figurative (grafiche, pittoriche e
plastiche) e le regole della rappresentazione visiva per una produzione
creativa che rispecchi le preferenze e lo stile espressivo personale.
–
Rielaborare
creativamente materiali di uso comune, immagini fotografiche, scritte, elementi
iconici e visivi per produrre nuove immagini.
–
Scegliere
le tecniche e i linguaggi più adeguati per realizzare prodotti visivi seguendo
una precisa finalità operativa o comunicativa, anche integrando più codici e
facendo riferimento ad altre discipline.
Osservare e
leggere le immagini
–
Utilizzare
diverse tecniche osservative per descrivere, con un linguaggio verbale
appropriato, gli elementi formali ed estetici di un contesto reale.
–
Leggere
e interpretare un’immagine o un’opera d’arte utilizzando gradi progressivi di
approfondimento dell’analisi del testo per comprenderne il significato e
cogliere le scelte creative e stilistiche dell’autore.
–
Riconoscere
i codici e le regole compositive presenti nelle opere d’arte e nelle immagini
della comunicazione multimediale per individuarne la funzione simbolica,
espressiva e comunicativa nei diversi ambiti di appartenenza (arte, pubblicità,
informazione, spettacolo).
Comprendere e
apprezzare le opere d’arte
–
Leggere
e commentare criticamente un’opera d’arte mettendola in relazione con gli
elementi essenziali del contesto storico e culturale a cui appartiene.
–
Possedere
una conoscenza delle linee fondamentali della produzione artistica dei
principali periodi storici del passato e dell’arte moderna e contemporanea,
anche appartenenti a contesti culturali diversi dal proprio.
–
Conoscere
le tipologie del patrimonio ambientale, storico-artistico e museale del
territorio sapendone leggere i significati e i valori estetici, storici e
sociali.
–
Ipotizzare
strategie di intervento per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei
beni culturali.
Educazione
fisica
Nel primo ciclo
l’educazione fisica promuove la conoscenza di sé e delle proprie potenzialità
nella costante relazione con l’ambiente, gli altri, gli oggetti. Contribuisce,
inoltre, alla formazione della personalità dell’alunno attraverso la conoscenza
e la consapevolezza della propria identità corporea, nonché del continuo
bisogno di movimento come cura costante della propria persona e del proprio
benessere.
In particolare,
lo “stare bene con se stessi” richiama l’esigenza che il curricolo dell’educazione
al movimento preveda esperienze tese ad consolidare stili di vita corretti e
salutari, come presupposto di una cultura personale che valorizzi le esperienze
motorie e sportive, anche extrascolastiche, come prevenzione di ipocinesia,
sovrappeso e cattive abitudini alimentari, involuzione delle capacità motorie,
precoce abbandono della pratica sportiva e utilizzo di sostanze che inducono
dipendenza.
Le attività
motorie e sportive forniscono agli alunni le occasioni per riflettere sui
cambiamenti del proprio corpo, per accettarli e viverli serenamente come
espressione della crescita e del processo di maturazione di ogni persona;
offrono altresì occasioni per riflettere sulle valenze che l’immagine di sé
assume nel confronto col gruppo dei pari. L’educazione motoria è quindi l’occasione
per promuovere esperienze cognitive, sociali, culturali e affettive.
Attraverso il
movimento, con il quale si realizza una vastissima gamma di gesti che vanno
dalla mimica del volto, alla danza, alle più svariate prestazioni sportive, l’alunno
potrà conoscere il suo corpo ed esplorare lo spazio, comunicare e relazionarsi
con gli altri in modo adeguato ed efficace.
La conquista di
abilità motorie e la possibilità di sperimentare il successo delle proprie
azioni sono fonte di gratificazione che incentivano l’autostima dell’alunno e l’ampliamento
progressivo della sua esperienza, arricchendola di stimoli sempre nuovi.
L’attività
motoria e sportiva, soprattutto nelle occasioni in cui fa sperimentare la
vittoria o la sconfitta, contribuisce all’apprendimento della capacità di
modulare e controllare le proprie emozioni.
Attraverso la
dimensione motoria l’alunno è facilitato nell’espressione di istanze
comunicative e disagi di varia natura che non sempre riesce a comunicare con il
linguaggio verbale.
L’attività
motoria praticata in ambiente naturale rappresenta un elemento determinante per
un’azione educativa integrata, per la formazione di futuri cittadini del mondo,
rispettosi dei valori umani, civili e ambientali.
Partecipare alle
attività motorie e sportive significa condividere con altre persone esperienze
di gruppo, promuovendo l’inserimento anche di alunni con varie forme di
diversità ed esaltando il valore della cooperazione e del lavoro di squadra. Il
gioco e lo sport sono, infatti, mediatori e facilitatori di relazioni e “incontri”.
L’attività
sportiva promuove il valore del rispetto di regole concordate e condivise e i
valori etici che sono alla base della convivenza civile. I docenti sono
impegnati a trasmettere e a far vivere ai ragazzi i principi di una cultura
sportiva portatrice di rispetto per sé e per l’avversario, di lealtà, di senso
di appartenenza e di responsabilità, di controllo dell’aggressività, di
negazione di qualunque forma di violenza.
L’esperienza motoria
deve connotarsi come “vissuto positivo”, mettendo in risalto la capacità di
fare dell’alunno, rendendolo costantemente protagonista e progressivamente
consapevole delle competenze motorie via via acquisite.
|
Traguardi per
lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria
L’alunno
acquisisce consapevolezza di sé attraverso la percezione del proprio corpo e
la padronanza degli schemi motori e posturali nel continuo adattamento alle
variabili spaziali e temporali contingenti.
Utilizza il linguaggio
corporeo e motorio per comunicare ed esprimere i propri stati d’animo, anche
attraverso la drammatizzazione e le esperienze ritmico-musicali e coreutiche.
Sperimenta una
pluralità di esperienze che permettono di maturare competenze di giocosport anche come orientamento
alla futura pratica sportiva.
Sperimenta, in
forma semplificata e progressivamente sempre più complessa, diverse
gestualità tecniche.
Agisce
rispettando i criteri base di sicurezza per sé e per gli altri, sia nel
movimento che nell’uso degli attrezzi e trasferisce tale competenza nell’ambiente
scolastico ed extrascolastico.
Riconosce
alcuni essenziali principi relativi al proprio benessere psico-fisico legati
alla cura del proprio corpo, a un corretto regime alimentare e alla prevenzione
dell’uso di sostanze che inducono dipendenza.
Comprende, all’interno
delle varie occasioni di gioco e di sport, il valore delle regole e l’importanza
di rispettarle.
|
Obiettivi di
apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria
Il corpo e la sua relazione con lo spazio e il tempo
–
Coordinare
e utilizzare diversi schemi motori combinati tra loro inizialmente in forma
successiva e poi in forma simultanea (correre / saltare, afferrare / lanciare,
ecc).
–
Riconoscere
e valutare traiettorie, distanze, ritmi esecutivi e successioni temporali delle
azioni motorie, sapendo organizzare il proprio movimento nello spazio in
relazione a sé, agli oggetti, agli altri.
Il linguaggio del corpo come modalità
comunicativo-espressiva
–
Utilizzare
in forma originale e creativa modalità espressive e corporee anche attraverso
forme di drammatizzazione e danza, sapendo trasmettere nel contempo contenuti
emozionali.
–
Elaborare
ed eseguire semplici sequenze di movimento o semplici coreografie individuali e
collettive.
Il gioco, lo sport, le regole e il fair play
–
Conoscere
e applicare correttamente modalità esecutive di diverse proposte di giocosport.
–
Saper
utilizzare numerosi giochi derivanti dalla tradizione popolare applicandone
indicazioni e regole.
–
Partecipare
attivamente alle varie forme di gioco , organizzate anche in forma di gara,
collaborando con gli altri.
–
Rispettare
le regole nella competizione sportiva; saper accettare la sconfitta con
equilibrio, e vivere la vittoria esprimendo rispetto nei confronti dei
perdenti, accettando le diversità, manifestando senso di responsabilità.
Salute e benessere, prevenzione e sicurezza
–
Assumere
comportamenti adeguati per la prevenzione degli infortuni e per la sicurezza
nei vari ambienti di vita.
–
Riconoscere
il rapporto tra alimentazione, ed esercizio fisico in relazione a sani stili di
vita. Acquisire consapevolezza delle funzioni fisiologiche (cardio-respiratorie
e muscolari) e dei loro cambiamenti in relazione all’esercizio fisico.
|
Traguardi per
lo sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di primo
grado
L’alunno è
consapevole delle proprie competenze motorie sia nei punti di forza che nei
limiti.
Utilizza le
abilità motorie e sportive acquisite adattando il movimento in situazione.
Utilizza gli
aspetti comunicativo-relazionali del linguaggio motorio per entrare in
relazione con gli altri, praticando, inoltre, attivamente i valori sportivi (fair – play) come modalità di
relazione quotidiana e di rispetto delle regole.
Riconosce,
ricerca e applica a se stesso comportamenti di promozione dello “star bene”
in ordine a un sano stile di vita e alla prevenzione.
Rispetta
criteri base di sicurezza per sé e per gli altri.
È capace di
integrarsi nel gruppo, di assumersi responsabilità e di impegnarsi per il
bene comune.
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Obiettivi di
apprendimento al termine della classe terza della scuola secondaria di primo
grado
Il corpo e la sua relazione con lo spazio e il tempo
–
Saper
utilizzare e trasferire le abilità per la realizzazione dei gesti tecnici dei
vari sport.
–
Saper
utilizzare l’esperienza motoria acquisita per risolvere situazioni nuove o
inusuali.
–
Utilizzare
e correlare le variabili spazio-temporali funzionali alla realizzazione del
gesto tecnico in ogni situazione sportiva.
–
Sapersi
orientare nell’ambiente naturale e artificiale anche attraverso ausili
specifici (mappe, bussole).
Il linguaggio del corpo come modalità
comunicativo-espressiva
–
Conoscere
e applicare semplici tecniche di espressione corporea per rappresentare idee,
stati d’animo e storie mediante gestualità e posture svolte in forma
individuale, a coppie, in gruppo.
–
Saper
decodificare i gesti di compagni e avversari in situazione di gioco e di sport.
–
Saper
decodificare i gesti arbitrali in relazione all’applicazione del regolamento di
gioco.
Il gioco, lo sport, le regole e il fair play
–
Padroneggiare
le capacità coordinative adattandole alle situazioni richieste dal gioco in
forma originale e creativa, proponendo anche varianti.
–
Sa
realizzare strategie di gioco, mette in atto comportamenti collaborativi e
partecipa in forma propositiva alle scelte della squadra.
–
Conoscere
e applicare correttamente il regolamento tecnico degli sport praticati
assumendo anche il ruolo di arbitro o di giudice.
–
Saper
gestire in modo consapevole le situazioni competitive, in gara e non, con
autocontrollo e rispetto per l’altro, sia in caso di vittoria sia in caso di
sconfitta.
Salute e benessere, prevenzione e sicurezza
–
Essere
in grado di conoscere i cambiamenti morfologici caratteristici dell’età ed applicarsi
a seguire un piano di lavoro consigliato in vista del miglioramento delle
prestazioni.
–
Essere
in grado di distribuire lo sforzo in relazione al tipo di attività richiesta e
di applicare tecniche di controllo respiratorio e di rilassamento muscolare a
conclusione del lavoro.
–
Saper
disporre, utilizzare e riporre correttamente gli attrezzi salvaguardando la
propria e l’altrui sicurezza.
–
Saper
adottare comportamenti appropriati per la sicurezza propria e dei compagni
anche rispetto a possibili situazioni di pericolo.
–
Praticare
attività di movimento per migliorare la propria efficienza fisica
riconoscendone i benefici.
–
Conoscere
ed essere consapevoli degli effetti nocivi legati all’assunzione di
integratori, di sostanze illecite o che inducono dipendenza (doping, droghe,
alcool).
Tecnologia
Lo studio e l’esercizio
della tecnologia favoriscono e stimolano la generale attitudine umana a porre e
a trattare problemi, facendo dialogare e collaborare abilità di tipo cognitivo,
operativo, metodologico e sociale. È importante che la cultura tecnica faccia
maturare negli allievi una pratica tecnologica etica e responsabile, lontana da
inopportuni riduzionismi o specialismi e attenta alla condizione umana nella
sua interezza e complessità.
La tecnologia si
occupa degli interventi e delle trasformazioni che l’uomo opera nei confronti
dell’ambiente per garantirsi la sopravvivenza e, più in generale, per la
soddisfazione dei propri bisogni. Rientrano nel campo di studio della
tecnologia i principi di funzionamento e le modalità di impiego di tutti gli
strumenti, i dispositivi, le macchine e i sistemi - materiali e immateriali -
che l’uomo progetta, realizza e usa per gestire o risolvere problemi o
semplicemente per migliorare le proprie condizioni di vita. D’altra parte è
specifico compito della tecnologia quello di promuovere nei bambini e nei
ragazzi forme di pensiero e atteggiamenti che preparino e sostengano interventi
trasformativi dell’ambiente circostante attraverso un uso consapevole e
intelligente delle risorse e nel rispetto di vincoli o limitazioni di vario
genere: economiche, strumentali, conoscitive, dimensionali, temporali, etiche.
Selezionando temi e problemi vicini all’esperienza dei ragazzi si sviluppa in
loro una crescente padronanza dei concetti fondamentali della tecnologia e
delle loro reciproche relazioni: bisogno, problema, risorsa, processo,
prodotto, impatto, controllo. Il laboratorio, inteso soprattutto come modalità
per accostarsi in modo attivo e operativo a situazioni o fenomeni oggetto di
studio, rappresenta il riferimento costante per la didattica della tecnologia;
esso combina la progettazione e la realizzazione di semplici prodotti originali
con la modifica migliorativa, nel senso dell’efficacia o dell’efficienza, di
quelli già esistenti.
Lo sguardo
tecnologico su oggetti e sistemi di dimensione e complessità differente - un
cavatappi, un frullatore, un ciclomotore, un ristorante, una centrale termica,
una discarica - consente di mettere in evidenza una molteplicità di aspetti e
di variabili: dalle risorse materiali o immateriali utilizzate alle fasi del
processo di fabbricazione o costruzione, dagli aspetti organizzativi della
produzione o della fornitura del servizio ai problemi di dismissione e
smaltimento. Questo particolare approccio, caratteristico della tecnologia,
favorisce lo sviluppo nei ragazzi di un atteggiamento responsabile verso ogni
azione trasformativa dell’ambiente e di una sensibilità al rapporto, sempre
esistente e spesso conflittuale, tra interesse individuale e bene collettivo,
decisiva per il formarsi di un autentico senso civico.
I nuovi
strumenti e i nuovi linguaggi della multimedialità rappresentano ormai un
elemento fondamentale di tutte le discipline, ma è
precisamente attraverso la progettazione e la simulazione, tipici metodi della
tecnologia, che le conoscenze teoriche e quelle pratiche si combinano e
concorrono alla comprensione di sistemi complessi. Inoltre, per quanto riguarda
le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e le tecnologie digitali,
è necessario che oltre alla padronanza degli strumenti, spesso acquisita al di
fuori dell’ambiente scolastico, si sviluppi un atteggiamento critico e una
maggiore consapevolezza rispetto agli effetti sociali e culturali della loro
diffusione, alle conseguenze relazionali e psicologiche dei possibili modi d’impiego,
alle ricadute di tipo ambientale o sanitario, compito educativo cruciale che
andrà condiviso tra le diverse discipline.
Quando
possibile, gli alunni potranno essere introdotti ad alcuni linguaggi di
programmazione particolarmente semplici e versatili che si prestano a
sviluppare il gusto per l’ideazione e la realizzazione di progetti (siti web
interattivi, esercizi, giochi, programmi di utilità) e per la comprensione del
rapporto che c’è tra codice sorgente e risultato visibile.
|
Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola primaria
L’alunno riconosce e identifica nell’ambiente
che lo circonda elementi e fenomeni di tipo artificiale.
È a conoscenza di alcuni processi di
trasformazione di risorse e di consumo di energia, e del relativo impatto
ambientale.
Conosce e utilizza semplici oggetti e
strumenti di uso quotidiano ed è in grado di descriverne la funzione
principale e la struttura e di spiegarne il funzionamento.
Sa ricavare informazioni utili su
proprietà e caratteristiche di beni o servizi leggendo etichette, volantini o
altra documentazione tecnica e commerciale.
Si orienta tra i diversi mezzi di
comunicazione ed è in grado di farne un uso adeguato a seconda delle diverse situazioni.
Produce semplici modelli o
rappresentazioni grafiche del proprio operato utilizzando elementi del disegno
tecnico o strumenti multimediali.
Inizia a riconoscere in modo critico le
caratteristiche, le funzioni e i limiti della tecnologia attuale.
|
Obiettivi di
apprendimento al termine della classe quinta della scuola primaria
Vedere e osservare
–
Eseguire
semplici misurazioni e rilievi fotografici sull’ambiente scolastico o sulla
propria abitazione.
–
Leggere
e ricavare informazioni utili da guide d’uso o istruzioni di montaggio.
–
Impiegare
alcune regole del disegno tecnico per rappresentare semplici oggetti.
–
Effettuare
prove ed esperienze sulle proprietà dei materiali più comuni.
–
Riconoscere
e documentare le funzioni principali di una nuova applicazione informatica.
–
Rappresentare
i dati dell’osservazione attraverso tabelle, mappe, diagrammi, disegni, testi.
Prevedere e immaginare
–
Effettuare
stime approssimative su pesi o misure di oggetti dell’ambiente scolastico.
–
Prevedere
le conseguenze di decisioni o comportamenti personali o relative alla propria
classe.
–
Riconoscere
i difetti di un oggetto e immaginarne possibili miglioramenti.
–
Pianificare
la fabbricazione di un semplice oggetto elencando gli strumenti e i materiali
necessari.
–
Organizzare
una gita o una visita ad un museo usando internet per reperire notizie e
informazioni.
Intervenire e trasformare
–
Smontare
semplici oggetti e meccanismi, apparecchiature obsolete o altri dispositivi
comuni.
–
Utilizzare
semplici procedure per la selezione, la preparazione e la presentazione degli
alimenti.
–
Eseguire
interventi di decorazione, riparazione e manutenzione sul proprio corredo
scolastico.
–
Realizzare
un oggetto in cartoncino descrivendo e documentando la sequenza delle
operazioni.
–
Cercare,
selezionare, scaricare e installare sul computer un comune programma di
utilità.
|
Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado
L’alunno riconosce nell’ambiente che
lo circonda i principali sistemi tecnologici e le molteplici relazioni che
essi stabiliscono con gli esseri viventi e gli altri elementi naturali.
Conosce i principali processi di
trasformazione di risorse o di produzione di beni e riconosce le diverse
forme di energia coinvolte.
È in grado di ipotizzare le possibili
conseguenze di una decisione o di una scelta di tipo tecnologico, riconoscendo
in ogni innovazione opportunità e rischi.
Conosce e utilizza oggetti, strumenti
e macchine di uso comune ed è in grado di classificarli e di descriverne la
funzione in relazione alla forma, alla struttura e ai materiali.
Utilizza adeguate risorse materiali,
informative e organizzative per la progettazione e la realizzazione di
semplici prodotti, anche di tipo digitale.
Ricava dalla lettura e dall’analisi di
testi o tabelle informazioni sui beni o sui servizi disponibili sul mercato,
in modo da esprimere valutazioni rispetto a criteri di tipo diverso.
Conosce le proprietà e le
caratteristiche dei diversi mezzi di comunicazione ed è in grado di farne un
uso efficace e responsabile rispetto alle proprie necessità di studio e
socializzazione.
Sa utilizzare comunicazioni
procedurali e istruzioni tecniche per eseguire, in maniera metodica e razionale,
compiti operativi complessi, anche collaborando e cooperando con i compagni.
Progetta e realizza rappresentazioni grafiche o infografiche, relative alla struttura
e al funzionamento di sistemi materiali o immateriali, utilizzando elementi
del disegno tecnico o altri linguaggi multimediali e di programmazione.
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Obiettivi di
apprendimento al termine della classe terza della scuola secondaria di primo
grado
Vedere, osservare e sperimentare
–
Eseguire
misurazioni e rilievi grafici o fotografici sull’ambiente scolastico o sulla
propria abitazione.
–
Leggere
e interpretare semplici disegni tecnici ricavandone informazioni qualitative e
quantitative.
–
Impiegare
gli strumenti e le regole del disegno tecnico nella rappresentazione di oggetti
o processi.
–
Effettuare
prove e semplici indagini sulle proprietà fisiche, chimiche, meccaniche e
tecnologiche di vari materiali.
–
Accostarsi
a nuove applicazioni informatiche esplorandone le funzioni e le potenzialità.
Prevedere, immaginare e progettare
–
Effettuare
stime di grandezze fisiche riferite a materiali e oggetti dell’ambiente
scolastico.
–
Valutare
le conseguenze di scelte e decisioni relative a situazioni problematiche.
–
Immaginare
modifiche di oggetti e prodotti di uso quotidiano in relazione a nuovi bisogni
o necessità.
–
Pianificare
le diverse fasi per la realizzazione di un oggetto impiegando materiali di uso
quotidiano.
–
Progettare
una gita d’istruzione o la visita a una mostra usando internet per reperire e
selezionare le informazioni utili.
Intervenire, trasformare e produrre
–
Smontare
e rimontare semplici oggetti, apparecchiature elettroniche o altri dispositivi
comuni.
–
Utilizzare
semplici procedure per eseguire prove sperimentali nei vari settori della
tecnologia (ad esempio: preparazione e cottura degli alimenti).
–
Rilevare
e disegnare la propria abitazione o altri luoghi anche avvalendosi di software
specifici.
–
Eseguire
interventi di riparazione e manutenzione sugli oggetti dell’arredo scolastico o
casalingo.
–
Costruire
oggetti con materiali facilmente reperibili a partire da esigenze e bisogni
concreti.
–
Programmare
ambienti informatici e elaborare semplici istruzioni per controllare il
comportamento di un robot.
[1]
Nel testo si troveranno sempre termini quali:
“bambini, adolescenti, alunni, allievi, studenti, …”. Si sollecita il lettore a
considerare tale scelta semplicemente una semplificazione di scrittura, mentre
nell’azione educativa bisognerà considerare la persona nella sua peculiarità e
specificità, anche di genere.
[i] Si riporta di
seguito la definizione ufficiale delle otto competenze-chiave (Raccomandazione
del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 (2006/962/CE)).
La comunicazione nella madrelingua è la capacità di esprimere e interpretare
concetti, pensieri, sentimenti, fatti e opinioni in forma sia orale sia scritta
(comprensione orale, espressione orale, comprensione scritta ed espressione
scritta) e di interagire adeguatamente e in modo creativo sul piano linguistico
in un’intera gamma di contesti culturali e sociali, quali istruzione e
formazione, lavoro, vita domestica e tempo libero.
La comunicazione
nelle lingue straniere condivide
essenzialmente le principali abilità richieste per la comunicazione nella madrelingua.
La comunicazione nelle lingue straniere richiede anche abilità quali la
mediazione e la comprensione interculturale. Il livello di padronanza di un
individuo varia inevitabilmente tra le quattro dimensioni (comprensione orale,
espressione orale, comprensione scritta ed espressione scritta) e tra le
diverse lingue e a seconda del suo retroterra sociale e culturale, del suo
ambiente e delle sue esigenze ed interessi.
La competenza
matematica è l’abilità di
sviluppare e applicare il pensiero matematico per risolvere una serie di
problemi in situazioni quotidiane. Partendo da una solida padronanza delle
competenze aritmetico-matematiche, l’accento è posto sugli aspetti del processo
e dell’attività oltre che su quelli della conoscenza. La competenza matematica
comporta, in misura variabile, la capacità e la disponibilità a usare modelli
matematici di pensiero (pensiero logico e spaziale) e di presentazione
(formule, modelli, schemi, grafici, rappresentazioni). La competenza in campo scientifico si riferisce alla capacità e
alla disponibilità a usare l’insieme delle conoscenze e delle metodologie
possedute per spiegare il mondo che ci circonda sapendo identificare le
problematiche e traendo le conclusioni che siano basate su fatti comprovati. La competenza in campo tecnologico è
considerata l’applicazione di tale conoscenza e metodologia per dare risposta
ai desideri o bisogni avvertiti dagli esseri umani. La competenza in campo
scientifico e tecnologico comporta la comprensione dei cambiamenti determinati
dall’attività umana e la consapevolezza della responsabilità di ciascun
cittadino.
La competenza
digitale consiste nel
saper utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie della
società dell’informazione per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione. Essa
implica abilità di base nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione
(TIC): l’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre,
presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti
collaborative tramite Internet.
Imparare a
imparare è l’abilità di
perseverare nell’apprendimento, di organizzare il proprio apprendimento anche
mediante una gestione efficace del tempo e delle informazioni, sia a livello
individuale che in gruppo. Questa competenza comprende la consapevolezza del
proprio processo di apprendimento e dei propri bisogni, l’identificazione delle
opportunità disponibili e la capacità di sormontare gli ostacoli per apprendere
in modo efficace. Questa competenza comporta l’acquisizione, l’elaborazione e l’assimilazione
di nuove conoscenze e abilità come anche la ricerca e l’uso delle opportunità
di orientamento. Il fatto di imparare a imparare fa sì che i discenti prendano
le mosse da quanto hanno appreso in precedenza e dalle loro esperienze di vita
per usare e applicare conoscenze e abilità in tutta una serie di contesti: a casa,
sul lavoro, nell’istruzione e nella formazione. La motivazione e la fiducia
sono elementi essenziali perché una persona possa acquisire tale competenza.
Le competenze
sociali e civiche includono
competenze personali, interpersonali e interculturali e riguardano tutte le
forme di comportamento che consentono alle persone di partecipare in modo
efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa, in particolare alla vita
in società sempre più diversificate, come anche a risolvere i conflitti ove ciò
sia necessario. La competenza civica
dota le persone degli strumenti per partecipare appieno alla vita civile grazie
alla conoscenza dei concetti e delle strutture sociopolitici e all’impegno a
una partecipazione attiva e democratica.
Il senso di
iniziativa e l’imprenditorialità
concernono la capacità di una persona di tradurre le idee in azione. In ciò
rientrano la creatività, l’innovazione e l’assunzione di rischi, come anche la
capacità di pianificare e di gestire progetti per raggiungere obiettivi. È una
competenza che aiuta gli individui, non solo nella loro vita quotidiana, nella
sfera domestica e nella società, ma anche nel posto di lavoro, ad avere
consapevolezza del contesto in cui operano e a poter cogliere le opportunità
che si offrono ed è un punto di partenza per le abilità e le conoscenze più
specifiche di cui hanno bisogno coloro che avviano o contribuiscono ad un’attività
sociale o commerciale. Essa dovrebbe includere la consapevolezza dei valori
etici e promuovere il buon governo.
Consapevolezza ed
espressione culturale riguarda l’importanza
dell’espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni in un’ampia varietà
di mezzi di comunicazione, compresi la musica, le arti dello spettacolo, la
letteratura e le arti visive.
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